CORSO DI FORMAZIONE PER GIORNALISTI: “LA CORRETTA INFORMAZIONE PER LA SICUREZZA AMBIENTALE”

NAPOLI – Corso di formazione per giornalisti “La corretta informazione per la sicurezza ambientale” che si terrà ad Ischia, il 22 settembre presso L’Albergo Regina Isabella a Lacco Ameno, nell’ambito del Forum Internazionale sull’ Economia dei rifiuti dal titolo “Plastica: Ancora un futuro?”

Per tutti gli iscritti, il Consorzio Polieco offrirà viaggio di andata e ritorno ed il pranzo del 22 settembre.

Il corso che è riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti con 4 crediti formativi, comincerà alle ore 9 mentre i lavori si concluderanno alle ore 13

Saranno presenti fra gli altri:

Eugenia Pontassuglia magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, Renato Nitti sostituto procuratore della Repubblica Dda di Bari, Sandro Raimondi – Procuratore Distrettuale di Trento, Silvia Bonardi magistrato della Dda di Milano, Domenico Airoma- magistrato Tribunale Napoli Nord, Raffaele Piccirillo magistrato della Corte Suprema di Cassazione, Alessandro Milita- Procuratore  aggiunto della Repubblica  presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Catello Maresca -sostituto Procuratore presso il Tribunale di Napoli, Dritan Malaj -Judical Police Officer, The Prosecution of Tirana, Albania, Gen. Alfonso Manzo- Comandante CC Legione Puglia, Vito Felice Uricchio- direttore dell’Istituto di Ricerca sulle acque, Consiglio Nazionale delle Ricerche

I lavori saranno moderati da Roberto Rossi, Procuratore aggiunto Dda di Bari e Gianfranco Amendola, già Procuratore Capo di Civitavecchia.

Per iscriversi e ricevere il ticket viaggio con tutte le informazioni necessarie, basterà accedere alla piattaforma Sigef dell’Ordine dei Giornalisti (https://sigef-odg.lansystems.it/sigef/).

Il corso punterà l’attenzione sul fenomeno dei roghi delle piattaforme dei rifiuti, sul traffico illecito nazionale e transfrontaliero, sulle nuove modalità illecite di smaltimento dei rifiuti.

Il caso della Campania, a seguito dei recenti incendi di enormi proporzioni in un panorama nazionale non meno compromesso, pone importanti quesiti sulla possibile infiltrazione della camorra nel business e nei segmenti deviati dell’imprenditoria legata alla gestione dei rifiuti.

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