“BEFORE SUNRISE”, “BEFORE SUNSET” E “BEFORE MIDNIGHT”: LA TRILOGIA DELL’AMORE DI LINKLATER

Richard Linklater – regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense

Il romanticismo, quello che non eccede ma si concede il lusso di fantasticare, fa bene. La trilogia di Richard Linklater, regista capace di realizzare pellicole originali e intimiste, è un’esperienza che riesce a risvegliare gli sguardi sognatori, mettere a nudo le proprie debolezze, a innamorarsi di due perfetti sconosciuti. Jesse è in treno verso Vienna, il giorno dopo farà ritorno negli Stati Uniti; Céline è sullo stesso treno, sta ritornando a Parigi. Si conoscono per caso, cominciano a parlare, scoprono di avere una grande sintonia. Jesse convince Céline a scendere insieme a lui a Vienna e passare la giornata a visitare la città, per continuare a conoscersi, per farsi compagnia. Una scelta assurda, se ragionassimo solo con razionalità: due estranei che non conoscono neanche il nome l’uno dell’altra (il che ci ricorda vagamente “Ultimo tango a Parigi”, in cui era assolutamente proibito rivelare la propria identità), che senza alcun tipo di preoccupazione scendono insieme da un treno per andare chissà dove. Tutto è estremamente surreale, i due camminano per la città, ridono, lentamente si scoprono, si confidano, si amano. L’alba è la fine del sogno perché è il momento in cui si separeranno. Nella prima pellicola a prevalere sono la purezza e l’ingenuità, non ci sono grandi preoccupazioni o responsabilità: i due sono molto giovani e spensierati, si godono i momenti insieme con tenerezza e ilarità. Il loro incontro è magico, è immediato che lo spettatore si lasci andare all’emozioni e si lasci trasportare da questa fantastica e inverosimile avventura. È come se fosse una favola a cui, anche da adulti, fa bene credere.

Linklater è un regista lungimirante e oltre che nella realizzazione di questa trilogia, ne da prova anche in “Boyhood” (il protagonista è lo stesso Jesse di “Before Sunrise” e i successivi), pellicola sui generis che rappresenta uno degli esperimenti cinematografici più importanti del nuovo millennio: il regista racconta le fasi di crescita di un ragazzo e della sua famiglia anno per anno, utilizzando gli stessi attori per dodici lunghi anni. Un progetto che ha comportato un impegno fisso di poche settimane ogni anno, un tempo lunghissimo, quasi inimmaginabile per un film. Se in “Before Sunrise” dominava il sentimento nuovo, in “Before Sunset” incombono le prime difficoltà. I due si rincontrano a Parigi nove anni dopo, Jesse sta presentando il suo libro (che tratta proprio del loro incontro) nella libreria preferita di Céline. Sono entrambi cambiati, cresciuti, maturati. Il fascino che li aveva attratti quasi dieci anni prima, però, non è venuto meno e i due si rendono conto che il sentimento che li aveva travolti quel giorno a Vienna non è mai svanito. La favola continua, dunque, seppure con protagonisti più grandi sposati, con figli, con  altre consapevolezze. Ancora una volta a separarli sarà un aereo, proprio prima del tramonto.

“Before Midnight” è l’ultimo capitolo della trilogia: a poco meno di vent’anni dal loro primo incontro a Vienna, a circa dieci dal secondo a Parigi, ora vediamo Jesse e Céline in Grecia. Tra i due l’amore continua, il loro rapporto si basa ancora sul dialogo, ma l’età – hanno entrambi quarant’anni -, il forte legame di Jesse con il primo figlio a cui vorrebbe stare più vicino, rischiano di incrinare qualcosa. I due hanno avuto anche due figlie, sono rimasti insieme nonostante le difficoltà. Qualcosa, però, è cambiato. I due arrivano a discutere molto animatamente, ma alla fine si ricongiungono e si riconciliano, proprio prima di mezzanotte.

Se c’è un piccolo sognatore dentro di noi, Linklater riesce a risvegliarlo e a commuoverlo. Vivere questa favola potenzialmente irrealizzabile ma ugualmente elettrizzante ci emoziona per varie ragioni: sia perché forse un’esperienza così è difficile che si realizzi, sia perché ricorda l’essere giovani, ingenui, e avventurosi. È tutto surreale ma al tempo stesso così vero. Jesse e Céline più che personaggi di una fiaba sembrano persone comuni che nonostante si sentano romantici e spensierati, sono anche maturi e razionali. Gli appuntamenti nelle stazioni, il non potersi scrivere o sentire al telefono, il potersi sognare e immaginare insieme. Sentire i vari “goodbye”, “au revoir” ci fa sentire tristi e felici al tempo stesso: sono promesse che solo la vita potrà dirci se mai si concretizzeranno.

Mariantonietta Losanno

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