LEGAMBIENTE PRESENTA LA PRIMA INDAGINE NAZIONALE SUI RIFIUTI NEI PARCHI URBANI

Sei parchi pubblici monitorati in Campania dove sono stati trovati 1500 rifiuti, in media 2,5 ogni metro quadrato

A farla da padrone i rifiuti legati al fumo (27%) eprodotti usa getta (20%) La plastica (52%) si confermail materiale più ritrovato come accade sulle spiagge

Ancora troppo pochi i cestini della differenziata presenti solo in uno dei sei parchi monitorati

 La metà dei rifiuti censiti al Parco Pinocchio a Salerno

 Sono circa 1500 i rifiuti raccolti e catalogati da Legambiente in 6 parchi pubblici campani, frequentati principalmente da bambini, famiglie, anziani e sportivi, con una media nazionale di 2,5 rifiuti ogni metro quadrato monitorato. Rifiuti di ogni tipo e forma gettati dalle persone maleducate o trasportati dal vento e che inquinano, ormai, anche le aree verdi delle grandi e piccole città. Ben il 48% dei rifiuti è stato censito e raccolto nel Parco Pinocchio di Salerno (717).

È quanto emerge dalla prima indagine nazionale “Park Litter 2018” sui rifiuti nelle aree verdi urbane realizzata,nell’ambito della campagna Puliamo il Mondo, da Legambiente. Così come a livello nazionale, anche in Campania, il quadro che emerge è abbastanza critico: il 27% dei rifiuti raccolti sono legati al settore del “fumo” (come mozziconi, pacchetti di sigarette e tabacco, involucri di plastica dei pacchetti accendini) e il 20% a prodotti usa e getta, tra questi molti fazzoletti di carta (16%), ma anche buste e sacchetti (16%); bicchieri di plastica (13%), bottiglie e contenitori per bevande (12%).

 Oltre al parco di Salerno, sono stati oggetto del monitoraggio di Legambiente laVilla comunale via Belvederedi Battipaglia, dove sono stati censiti 293 rifiuti; il Bosco di Capodimonte a Napoli (220 rifiuti); il parco Foresta di Cuma a Bacoli – Pozzuoli (178 rifiuti); la Villa comunale di Nola (65 rifiuti) e ultimo il parco Sorbo a Solofra (Avellino) dove sono stati trovati soltanto 10 rifiuti.

 Per la precisione sono stati censiti 1481 rifiuti dai volontari dei circoli di Legambiente. La classifica degli oggetti più trovati è dominata dai frammenti di carta che rappresentano il 24% dei rifiuti raccolti; seguiti subito dopo dai mozziconi di sigaretta – il 21% – nonostante dal 2016 vi sia una legge che vieti di gettarli per terra e che preveda sanzioni pecuniarie dai 30 ai 300 euro. A seguire si trovano poipezzi non identificati di plastica (6,5%); sacchetti di patatine e dolciumi e caramelle (5,7%) e chewinggum (5,1%).La plastica si conferma il materiale più trovato: dalla spiaggia agli spazi verdi in città la regina indiscussa è sempre lei: nei parchi la percentuale tocca il 52%; c’è poi la carta con il 33% di carta e per il 5,7% di organico.

“Con questa indagine – spiega Francesca Ferro, direttore di Legambiente Campania – vogliamo porre l’attenzione anche sui parchi urbani, luoghi da sempre frequentati da famiglie, cittadini, giovani e anziani dove spesso si trovano molti rifiuti. Facendo tesoro dell’esperienza maturata in questi anni attraverso l’indagine beach litter sulle spiagge italiane, abbiamo deciso di monitorare anche i rifiuti che si trovano nelle aree verdi e il quadro che emerge conferma quanto immaginavamo: plastica e prodotti usa e getta di plastica sono presenti non solo su molti lidi della nostra regione, ma anche all’interno dei parchi cittadini. Per questo lanciamo un appello affinché anchele amministrazionicomunali si impegnino sempre di più per contrastare l’inquinamento da plastica mettendo, per altro, al bando anche le stoviglie monouso, che se non riciclate in modo corretto, finiscono per inquinare mare, oceani, spiagge e parchi. Inoltre è importante sensibilizzare, attraverso campagne di educazione ambientale, i cittadini sul tema della corretta raccolta differenziata e allo stesso tempo è necessario che i comuni facciano le multe ai trasgressori e ai cittadini maleducati che, incuranti di leggi e divieti, continuano a scambiare l’ambiente per una discarica”.

 

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