CELLOLE, AGITAZIONE DIPENDENTI DEL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI…MA SI AGITERANNO ANCHE I SONNI DEGLI AMMINISTRATORI?

di Pasquale Ferretti

Non più tardi di qualche settimana fa, ci eravamo occupati delle lamentele dei villeggianti della località turistica di Baia Domizia, legate alla scarsità dei servizi erogati dai comuni competenti sul territorio Domizio; uno su tutti quello inerente alla gestione dei rifiuti con la conseguente raccolta e spazzamento, ritenuti inadeguati a fronte degli esosi canoni versati.

In questi giorni a Cellole, gli operai del “cantiere” per la raccolta rifiuti sono entrati in agitazione, ed hanno sospeso il servizio di raccolta dei rifiuti perché sono stufi di aspettare il pagamento degli stipendi di luglio ed agosto da parte della società che ha in affidamento l’appalto nel settore dell’igiene urbana ossia il Consorzio CITE SCARL di Salerno.

Tale azienda in varie occasioni è entrata al centro di cronache giudiziarie, per tramite di alcune interferenze “politiche”. All’interno del calderone sono caduti il suo Presidente Carmine Gallo ed il senatore di Forza Italia Domenico De Siano: quest’ultimo molto vicino al gruppo dei Cesaro di Sant’Antimo. Anche un altro importante funzionario della CITE, Carlo Savoia, è caduto al centro di numerosi casi, seppur esterni alla questione. Infatti, parliamo di faccende legate al consorzio farmaceutico CISS (di cui era direttore) che aveva come socio privato la IGES di Baia Domizia sulla quale regna il potente farmacista Luigi Mascolo. Queste due aziende costituirono la INCO.FARMA il cui amministratore era l’ex assessore comunale di Sessa Aurunca Lorenzo di Iorio.

Dopo questa dovuta digressione, torniamo alla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti nel comune di Cellole ed alle vicende dei lavoratori di quel cantiere. 

Già nel mese di giugno, all’alba della Sindacatura dell’avvocato Cristina Compasso, si levò un forte malcontento nella classe operaia perché, nel momento in cui dovevano essere assunti i cosiddetti lavoratori stagionali, che servivano per dare man forte sulle zone soprattutto di Baia Domizia furono scelti ed assunti a sorpresa alcuni “outsider”. I maligni subito assegnarono tale operazione in quota alla nuova amministrazione comunale: “a dispetto” di un certo numero di lavoratori storici, sul quale rendimento nessuno ha mai sentenziato, ma pare, però, che fossero rei di aver votato la lista avversaria.

Se fosse confermato questo gossip altro che “Cellole Libera”, come alcuni pezzi da 90 della suddetta lista volevano declamare in campagna elettorale.

Durante i mesi di campagna elettorale, inoltre, si sventolavano parole grosse: “E’ indubbio che la presenza di Cristina Compasso tra i giovani sia un segnale chiaro. Le nuove generazioni cellolesi sono stanche di una politica fatta di favoritismi.” E c’era da credergli, visto il vento che soffiava su una Cellole ormai disfatta dopo l’ennesimo scandalo “assunzioni” che investì in modo veemente gli ultimi giorni di Sindacatura del “Traghettatore” Lauretano. Ma dopo essersi sistemata la macchina amministrativa, ecco uscire fuori le prime situazioni controverse, segno forse di una maggioranza che vive su due “tronconi”; cosa inevitabile in un contesto piccolo come Cellole in cui è quasi normali che si annidano ceppi di mala politica laddove i presupposti sono positivi.

Infatti, tra i nuovi assunti dal CITE, figurano vari congiunti di Assessori tra i quali: Di Meo, Marchegiano e Barretta, per citarne qualcuno. Soprattutto risultano essere assunti diversi ex lavoratori del Consorzio Aurunco di Bonifica, i quali avevano avuto ai tempi della grande abbuffata del CAB, assunzioni “particolari” che si sono dimostrate lesive ai fini del disastro dell’Ente: Coincidenze? Chissà.

Il nostro “scetticismo”, deriva anche da un altro importante elemento: l’assunzione in CITE della Signora Gianna Maria Russo presso il cantiere di Falciano del Massico, dove la CITE gestisce un altro appalto.

Per intenderci, la signora in questione, è la moglie di Angelo Barretta, compianto Sindaco, e madre del Consigliere Francesco, neo rampollo della famiglia politica.

Pare chiaro ed evidente il conflitto di interessi in questa operazione. CITE assume la moglie del Sindaco (allora ancora in funzione) di un comune che gli affida un pubblico appalto, e che nella amministrazione subentrante a quella del marito trova nella sua giunta il proprio figlio.

Per amore di verità, è vero che CITE, in quanto azienda privata è libera di assumere chi vuole senza concorso, ma la mancanza di sensibilità verso i lavoratori storici lasciati a casa e verso gli altri che non hanno ricevuto il giusto salario, è macroscopica.

Coincidenza ha voluto che proprio nei giorni precedenti l’inizio della protesta degli addetti CITE di Cellole, i direttore di Appia Polis ha intervistato la sindaca di Cellole, la quale è apparsa molto provata dal disagio che vivevano i suoi concittadini e tra le altre cose, senza essere stata sollecitata sull’argomento, ha detto: “…sensibile ai disagi sociali…”, “…vorrei offrire pari opportunità a tutti…”, “abbiamo un problema con gli operatori ecologici,  mi assumo l’impegno di anticipare gli stipendi arretrati per le trenta famiglie dei lavoratori in difficoltà…”, “…sono impegnata in un braccio di ferro con il presidente della società (CITE ndr) per il pagamento degli stipendi…”.

Questo annoso problema, pare, sia anche costato la sua presenza ad Assisi insieme agli altri Sindaci della Campania, segno questo di vicinanza alla questione.

Alla sindaca si è aggiunto anche il Consigliere Sarno, delegato all’ambiente e al bilancio, ma in maniera anomala non assessore, il quale ha dichiarato: “La sindaca ha mostrato una sensibilità non indifferente nel manifestare la sua vicinanza agli operai e alla loro problematica. Non si possono lasciare senza stipendio padri di famiglia, nostri concittadini”.

Su queste autorevoli affermazioni, sarebbe interessante raccogliere il pensiero dell’assessore Barretta ad esempio, o degli elettori cellolesi…e perché no, degli addetti CITE.

Il malessere della Sindaca Compasso è comprensibile ed apprezzabile, come è apprezzabile il suo desiderio di anticipare le mensilità arretrate ai dipendenti CITE. Non è ugualmente comprensibile, ma assolutamente deprecabile, la circostanza per la quale CITE ha in organico la moglie di un ex sindaco e madre di un assessore in carica, che regolarmente retribuisce con la cassa aziendale che è unica, indipendentemente da quale cantiere ti occupi.

Come si dice: figli & figliastri!. 

 

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