ARCHIVIO DI STATO, LA NOSTRA MEMORIA È CARTA STRACCIA

di Costantino Beltrami

Come gran parte dei burocrati di “alto rango”, il Direttore Generale degli Archivi, dottor Gino Famiglietti è arrogante, spregiudicato e forse bugiardo e pur essendo un avvocato con tanto di pedigree accademico, la sua gestione si manifesta attraverso la disattesa totale di ogni norma di legge. Quando alla vigilia di Ferragosto, ha avocato a sé la direzione dell’Archivio di Stato di Caserta, sapevamo tutti bene che il suo intento era solo uno: bloccare la nomina del commissario ad acta che avrebbe risolto definitivamente la questione Archivio trasferendolo nella Reggia ed eliminare la direttrice Luigia Grillo. Non ci meraviglia affatto se la sua  “gestione straordinaria” è pregna di illegalità, lo era anche quella ordinaria: nessun provvedimento è stato pubblicato sul sito istituzionale dell’Archivio di Stato di Caserta, in merito al trasferimento della biblioteca a Benevento, nessun provvedimento è stato pubblicato in merito all’affidamento in outsourcing alla società Italarchivi di Pastorano, nessuna comunicazione è stata data alla nomina di direttore dell’ Archivio di Stato di Caserta al dottor Antimo Traettino.  L’unica novità è che appresa la notizia di un ulteriore “fitto”, la proprietaria della sede “provvisoria” dal 1972 in via dei Bersaglieri minaccia azioni legali, in quanto il dottor Famiglietti non avrebbe disdetto il contratto di locazione. Insomma tutto ruota intorno a due certezze: impedire il trasloco in Reggia, coprire la illegale gestione dell’Archivio della Reggia, e continuare a far finta di fare lavori che non si faranno mai, all’ Emiciclo ex Pollio. Cari casertani, per questa gente voi valete meno che zero, la vostra storia è carta straccia, i giovani devono fare gli emigranti. Milioni di euro spariti, abusi di ogni sorta, sprechi milionari, appalti gestisti senza alcuna trasparenza. Si conclude dunque- così lui spera-  l’intervento del Direttore Gino Famiglietti, nello stesso modo in cui è iniziata la sua gestione, in continuità con i suoi predecessori, una vergogna infinita. Se siamo l’ultima provincia d’Italia lo dobbiamo anche al dottor Famiglietti e a tutti i suoi “compagni di merenda”.  A questo punto, aspettiamo che il Ministro Alberto Bonisoli batta un colpo, in questa storia che di Honestà non ha proprio niente. Vedremo. Intanto non ci resta che rivolgerci alla Procura della Repubblica e alle forze dell’ordine: cosa aspettate ad intervenire?

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