OSPEDALE, LE BUGIE HANNO I CALZINI CORTI…

(f.n.) – Quando la fantasia del potere “temporaneo” si sbriglia e dilaga e divampa,   qualcuno come noi, brutto sporco e cattivo, potrebbe decidere di sistemarsi sugli spalti a godersi lo spettacolo e consumando pop corn e semi di zucca, attendere pazientemente che il più fantasioso di tutti ci faccia capire dove vuole arrivare… Poi capita che le esagerazioni, offuschino le coreografie ed abbia inizio l’erosione violenta della nostra pazienza e della nostra comprensione. Essere accusati dal manager attuale dell’Aorn, di scrivere falsità, una volta potrebbe anche essere compreso e tollerato, ma quando la verità delle cose viene stravolta ed ancora una volta si offre prova tangibile che la priorità non è rappresentata dal paziente, ma da quel deretano collettivo che vi state adoperando di difendere, ancora una volta a spese della verità e del paziente appunto, no!, non va bene…no…non va bene per niente. All’interrogazione dell’onorevole Gianpiero Zinzi, avente per oggetto le gravi anomalie registrate nel reparto di Rianimazione dell’Aorn di Caserta, fece seguito la richiesta di chiarimenti inviata dall’avvocato Antonio Postiglione, responsabile della Direzione Generale per la Tutela della Salute, al manager dell’Aorn , il quale a sua volta rispondeva in una maniera che definire “originale” è eufemistico e che è addirittura obbligatorio riportare nella sua magnifica interezza e commentare…L’inizio, un vero capolavoro di oreficeria dialettica, riporta che in data 22 agosto u.s., il manager ha effettuato nel reparto di Rinaimazione, una “ visita di cortesia” e “non un sopralluogo a seguito di segnalazioni”. Orbene, se la visita del manager non è stato un sopralluogo a seguito di segnalazioni, il manager dovrebbe spiegare come mai non ha ritenuto di verificare, cosa ci fosse di vero nelle gravissime segnalazioni da noi più volte portate alla sua attenzione?, se il manager non legge appiapolis, che pur menziona nella stessa risposta, come mai ha firmato una delibera di incarico ad un legale, per difendere l’Ospedale dagli attacchi di appia polis?, se la visita di cortesia escludeva l’ispezione, significa che non ha creduto alle segnalazioni di appiapolis e se non vi ha creduto perché ha incaricato, appunto,  il legale?, per quale motivo nel dubbio, trattandosi di un reparto “sensibile”,  non ha ritenuto di fare comunque un sopralluogo?, per quale motivo ha inscenato una serie di interrogatori stile “gestapo” sul grado di conoscenza dei dipendenti della Rianimazione con la redazione di appiapolis? Il manager afferma che nel corso della visita di cortesia, il direttore dell’Uoc di Rianimazione ed il personale riferivano di una serie di criticità e che il manager, si presume tra un pasticcino e l’altro, si era impegnato a risolvere. Il manager afferma che non corrisponde al vero che l’impianto di aria condizionata non risulti funzionante. Nella fotografia potete “ammirare” la prova che nel mese di agosto, la temperatura interna alla Rianimazione era di 28 gradi e l’umidità al 62%. Inoltre è appena il caso di ricordare che l’aria condizionata era guasta da maggio ed a conferma di ciò, vi sono decine e decine di telefonate al numero verde ed un numero infinito di segnalazioni all’Urp da parte dei familiari. Il manager sostiene che non è vero che il personale sia ridotto al minimo e che nessuna lamentela è mai giunta in direzione. Il manager mostra di ignorare che per la Rianimazione è prevista una dotazione di personale del 20% superiore a quella prevista per altri reparti. Questa percentuale dovrebbe coprire le eventuali assenze dovute a ferie, permessi, malattie, legge104, assenze straordinarie, per evitare che il personale addetto ad un settore tanto delicato, vada sotto stress. Nella Rianimazione dell’Aorn di Caserta fino a qualche tempo fa vi erano 25 dipendenti, di cui 2 interinali con un numero inferiore di dodici ore settimanali di ore rispetto al dipendente dell’Azienda. In un mese quindi vi sono 48 ore da recuperare e che vanno in carico straordinario ai dipendenti. All’impianto di emofiltrazione sono collegati quattro pazienti per volta e non una sola unità in più è stata assegnata. Continuare a sostenere che non vi sono problemi è inqualificabile, sostenere che nessuna lamentela è mai pervenuta dal direttore della Uoc non è inqualificabile perché è la verità, una mostruosa verità. Oggi le unità sono 20. Le decapitazioni sono recenti e sulle stesse adagiamo, per adesso, un plaid scozzese. Il personale è stressato. Stressato. Il personale che non riposa a sufficienza può avere un calo di attenzione, il calo di attenzione può favorire la contaminazione. E non andiamo oltre. I problemi della Rianimazione sono vecchi, molto vecchi, accorgersene adesso è un atto gravissimo di incoscienza e incapacità, non essersene accorti o aver fatto finta che non ci fossero è molto, ma molto peggio. Ricordiamo al manager che nel periodo del commissariamento dell’Aorn, il direttore dell’Uoc che secondo il manager, non si è mai lamentato, fu richiamato a fornire spiegazioni intorno all’alta percentuale di mortalità, riscontrata nei casi di traumi provocati da incidenti stradali, che risultava essere  più del doppio della media riscontrata nelle altre Rianimazioni del Paese. Forse il caro manager non sa, che il caro primario della Rianimazione, fece una goliardica riunione dopo la lavata di testa dei commissari, dicendo: mettiamoci a lavorare perché non possiamo fare più tutti questi morti! Di cosa vogliamo parlare signor manager del “va tutto bene”?,  del fatto che l’ordine è di sbarcare i pazienti alla prima avvisaglia di infezione in altri reparti, così altri provvederanno alla terapia antibiotica?, di cosa vogliamo parlare?,  del fatto che molti dei pazienti “sbarcati” tornano indietro?, di cosa vogliamo parlare?, del gergo che li identifica come “cavalli di ritorno?, ma lei, signor manager per quanto tempo e quante volte ancora si concederà il lusso di dare fiato alle trombe della vergogna, sostenendo che qualcuno ha raccontato e scritto falsità?, la risposta che lei ha dato all’avvocato Postiglione merita un’aggiunta, che sarà nostra cura fornire. E per quanto riguarda la commissione d’inchiesta, allertata per indagare sulla fuga di notizie, corre voce che il primario dell’Uoc di Rianimazione, abbia dichiarato che un infermiere era presente mentre invece si trovava altrove, l’infermiere è stato interrogato e dopo poche settimane allontanato….Dalle parti del Shangrillah questo si chiama accanimento personale e dalle vostre? Sarebbero molte altre le precisazioni da fare e le storie da raccontare, caro signor manager del “va tutto bene”, ma viene il momento in cui persino noi che ne abbiamo viste di cotte e di crude, veniamo presi dal disgusto e ci fermiamo…perché constatare, ancora una volta, a quale grado arrivi la strafottenza e l’indifferenza nei confronti della gente che muore, non può che disgustare, disgustare davvero. I chiarimenti che il manager ha fornito all’avvocato Antonio Postiglione sono stati riportati di seguito affinché tutti possano leggere e commentare. Hasta la verdad!

INTERROGAZIONE e RISPOSTA

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Comments

  1. Peppe ha detto:

    Brunello Pezza é la vergogna dell’ospedale civile di Caserta.

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