INCARICHI DA “RIDERE” …APPUNTO

di Pasquale Ferretti

Grosse e grasse risate: Ma cosa c’è da ridere? Poco o nulla, vista la pessima situazione che è stata sbattuta in prima serata, su di un programma nazional-popolare. Anche se c’è da dubitare sul toponimo della trasmissione. In effetti la Iena si scaglia sulla preda per poterne spolpare tutto, ossa e pure sangue. Non che servisse la telecamera di Mediaset, per stabilire l’incongruenza gestionale che parte dall’ASL di Caserta e arriva in molti nosocomi. Uno su tutti quel San Rocco gestito da quel signore che, alla domanda su come avesse fatto a ricevere tutte quelle cariche, ha risposto con tanto di sogghigno beffardo: “Ci ho lavorato cinquant’anni”. È questo uno dei punti nevralgici di tutta la faccenda. Lavorato per cinquant’anni che vuol dire? Presumibilmente la prosopopea con la quale viene contraddistinta la classe dirigente, non ha tenuto conto dei curricula e soprattutto delle leggi nazionali. Che Lettieri non avesse i requisiti per svolgere tale mansione, ossia quella di Direttore Sanitario, lo si sapeva da parecchi mesi. Che Lettieri fosse generato dalla politica per chiudere il cerchio del “potere” e convogliarlo sotto le mani sapienti di qualche onorevole, pure. Ma arrivare a ridere, davanti a tutto il Paese di una situazione che dire vergognosa è anche poco, è veramente il massimo: Ridentem dicere verum quid vetat, anche ridendo si può dire la verità. I latini, a differenza dei nostri signori di oggi avevano ben in mente il potere della risata, che a volte serve a stemperare situazioni un po’ ambigue. Ma le risate sfacciate alla telecamera sono state digerite poco. Il livello di indignazione ormai è ai massimi storici, con studenti che dopo anni di sacrifici immani si trovano a dover emigrare pur di lavorare. Per non parlare del personale di infermieristica che nonostante i concorsi non vengono assunti, anzi dieci unità non hanno ricevuto la proroga al loro contratto qualche giorno prima delle elezioni del marzo di quest’anno. Si potrebbe continuare all’infinto, citando le categorie che da anni vengono vessate da una gestione politica che va contro gli interessi della sanità pubblica.

Il fatto addirittura che ha sconvolto più di tutti, non sta nelle notizie, che di per se erano alla portata di tutti, ma nel fatto che il gran signore della sanità Casertana, Mario De Biasio, abbia minacciato querela per diffamazione nei confronti di Pecoraro e della sua troupe: Ma ci è, o ci fa? Nonostante la vergogna, anche la presunzione di aver ragione di una situazione che ormai è divenuta insopportabile.

Mentre Lettieri millanta assunzioni con relativo articolo 18 che durano da venti anni, l’unico ascensore dell’ospedale San Rocco non funziona da cinque giorni. Si ha la netta sensazione che questi personaggi seduti dietro alle scrivanie godano di particolari impunità. Come se tutto fosse possibile. I posti OBI che ha millantato non esistono ancora e di tutte le sue promesse rimangono le risa e nulla più. Inoltre il direttore Lettieri è particolarmente conosciuto per le sue ire contro coloro i quali sono schierati contro lui e chi decide per lui. Infatti lui è debitore della politica di ben due cariche. Oltre ad essere il Direttore dell’intera struttura del San Rocco, e infatti anche primario facente funzione di chirurgia. Entrambi senza l’ombra di un titolo: che gran terno al lotto.

Spulciando le remunerazioni, soprattutto a fronte dei cinquant’anni come Lettieri stesso ha affermato, si può facilmente intuire come le tasche siano state gonfiate in pompa magna. Ragion per cui, nel gioco delle parti, tra iene e persone con la schiena dritta, si rischia una confusione tremenda. Iene politiche che spulciano risorse per camminare sopra ogni relitto di civiltà, tanto una risata salverà il mondo: No, in questo caso, lo ha irrigidito. E pure di tanto.

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