SESSA AURUNCA, DOVE OSANO … LE CHIACCHIERE OFFENDENDO LA BELLEZZA

di Francesca Nardi

Una terra senza tempo…Sessa Aurunca appare scolpita nel vento, magicamente diversa e multiforme…una creatura contrita all’ingresso della storia….uno splendore ingrigito dalle parole inutili…offuscato dall’indolente trascorrere dei giorni, sempre uguali…eppure…nessun luogo come questo, si avvolge attorno al cuore e lo rende schiavo per sempre…e la pietra porosa delle mura antiche che si ricopre di muschio e sembra abbandonarsi, vinta dal tuo abbandono, ha un fascino breve e singolare che rimane nell’aria come l’odore umido delle cose trapassate nel silenzio…”Non ci convinceranno che Sessa è brutta” scrive e sembra offendere inavvertitamente se stesso, il sindaco di Sessa Aurunca, in un post su fb, offrendo spunti inconsapevoli allo stupore ed accelerando sensibilmente i tempi dello sdegno che avremmo voluto diluire, descrivendo una alla volta per pietà o per calcolata crudeltà, le memorie storiche ed artistiche della città, “stuprate” dall’indifferenza…elencando ancora una volta e con passione ostinata, alla gente distratta dal mondo, che corre sulla sua stessa anima e la calpesta e si rovescia, gli splendori incredibili di una città unica, che ti trafigge il cuore e ti condanna ad immaginare…reinventandoti un passato calpestato, riallacciando le memorie sfilacciate, una città che prega con te nella quiete dei ritorni a casa…Il sindaco si adombra…inveisce contro ipotetici “filoni giornalistici polemico-politici”…Forse una diversa consapevolezza della grande responsabilità che il sindaco di una città come questa, che si apre allo sguardo come un libro prezioso di memorie, dovrebbe sentir gravare su di sè come un macigno, dovrebbe impedire al sindaco stesso, di pronunciare una sola sillaba, che non fosse l’ouverture di un elegante pamphlet da distribuire ai cittadini che lo hanno votato, contenente in bella scrittura, l’atto di resipiscenza che ci si aspetterebbe, da chi, in due anni, a tutto sembra aver pensato, tranne a ciò che il tempo e l’incuria progressivamente stanno distruggendo…le foto drammatiche che pubblichiamo riteniamo impediscano a chiunque di ribattere o, addirittura, di offendersi. Inoltre, tanto per dare fondo ai ricordi, un paio di foto della campagna elettorale del 2016 risultano essere, a nostro avviso, assai significative, alla luce dei recenti avvenimenti… significative riguardo al fatto che… le chiacchiere elettorali, anche stavolta, si sono sfracellate miseramente contro un tir: quello dei fatti. Volendo sorvolare sul teatro, con lui “mai più chiuso”, riteniamo che l’inequivocabile denuncia, peraltro provata concretamente, delle vergognose ed inqualificabili condizioni del presidio ospedaliero cittadino, basti ed avanzi per dimostrare che il cartello “più cura per il San Rocco” era soltanto una maniera afona per aggiungere chiacchiere alle chiacchiere… Hasta la comidilla!

 

Foto 1, 2 e 3 – Ex palazzo delle poste. Di proprietà del comune.

Situato nel cuore del corso Lucilio, di fronte al convitto nazionale Agostino Nifo. In completo stato di abbandono e con il portone aperto alla mercé di chiunque.

Foto 4 – Palazzo c.d dello Spagnolo. Di proprietà privata, alle spalle del duomo di Sessa.  In completo stato di abbandono e pericolo di crollo

Foto 5  – Interno della chiesa di San Giacomo XV secolo. Proprietà della curia dopo una donazione da privati, ristrutturata la facciata e abbandonata. Tetto sfondato

Foto 6 e 7 Porzione del chiostro di San Domenico. Proprietà del comune. In parte occupata dall’Ente Parco Roccamonfina – Foce del Garigliano, in parte da una confraternita e in parte da un liceo musicale. Campanile pericolante e piazzetta anteriore adibita a parcheggio selvaggio.

     Foto 8 Antico lavatoio di fronte al chiostro di San Domenico. Invaso dalle erbacce

Foto 9 fabbricato nella piazza del castello ducale, colori giallo e marcapiano arancioni

Foto 10 casa privata adiacente al complesso monumentale dell’ex seminario Santi Casto e Secondino, colore giallo fluo con piante in plastica appese alle estremità del portone

Foto 9 e 10 Due esempi di stupro del centro storico. In assenza di alcun piano colore o strumento di indirizzo per la tenuta di un centro storico, il cittadino usa i colori ed i materiali che meglio ritiene per la “cura” dei propri fabbricati

Foto 11 Strada di accesso a uno dei due parcheggi comunali a servizio del centro storico. Metà carreggiata invasa dalla siepe di oleandro e muro di contenimento ricolmo di parietaria

Foto 12 e 13 chiesa dei cappuccini, già brutalizzata in passato, quando fu demolito l’adiacente convento quattrocentesco per far posto al campo di calcio (chiamato “campo Cappuccini” in onore del defunto convento).

Questo fabbricato è proprietà demaniale e pochi mesi fa è stato annunciato un possibile inserimento in un finanziamento del ministero degli interni per un suo recupero.

La particolarità di questo immobile, è che trovandosi nella disponibilità del comune, viene usato come garage dalla cooperativa che da anni ha in affidamento alcuni servizi di pubblica utilità ed in fondo, vicino a quello che resta dell’altare ci sono ammucchiate cataste di documenti dell’archivio comunale. Documenti antichi di valore storico.

Il tutto è ufficializzato nel volume “archivi storici della Campania” a pag. 67 (foto 14).

Documenti lasciati in balia di topi e umidità… problema denunciato su face book dal dott. Roberto Sasso, rappresentante di una cooperativa che si occupa di turismo culturale a Sessa Aurunca.

Roberto Sasso — Parte della documentazione dell’archivio comunale è impropriamente conservata presso quello che rimane del convento dei Cappuccini. La Polidoro ha più volte sollecitato l’amministrazione comunale affinché s’intervenga rapidamente così da mettere in sicurezza i documenti e cominciare le opportune operazioni di riordino ed inventario. Ma quanto materiale è disperso in altri contenitori? Attualmente l’unico archivio storico presente a Sessa, regolarmente fruibile, è quello diocesano. Siamo sempre disponibili per la crescita del territorio aurunco. Grazie al prof. Antonio Varone per la stima ed opportuna la sua riflessione su un patrimonio culturale ignorato.
Antonio Varone — Non avevo dubbi sul vostro pregresso interessamento, pertanto la domanda alquanto provocatoria cerca altrove la risposta che non è certamente il sapere qual è attualmente la sua collocazione (che almeno al sottoscritto è nota da tempo con tutte le varie tappe di un travagliato percorso) quanto quella di sapere che c’è ancora la possibilità e la volontà in primo luogo, da parte di chi di dovere, di poter arrivare alla sua più idonea sistemazione.

Roberto Sasso — La collocazione è nota a tanti…E comprendo ed apprezzo la provocazione. Purtroppo dimenticano in tanti che gli archivi sono unici e perderli è come cancellare parte della nostra storia…La foto esprime bene lo stato di conservazione

Foto 15 Esempio di bene storico archeologico lasciato in abbandono. Stele romane incastonate in una facciata di proprietà comunale sul corso Lucilio, con a fianco, in una nicchia, tubo di una colonna fecale di eternit in bella mostra.

Foto 16, 17 e 18 – Vista del Castello ducale dal lato del giardino pensile e della torre.

Il giardino pensile è invaso dalle erbacce e dalle edere che lo stanno ricoprendo e la torre presenta segni di cedimento su delle pietre di angolo ed è priva della tettoia, crollata da tempo. Il castello è stato oggetto di importanti interventi di restauro lasciando incompleto il lavoro.

Foto 19 e 20 Dipinto dell’artista argentino Bosoletti, presente sul proscenio della villa Roma. Voluto da una associazione privata e donato alla città di Sessa e grazie all’albero di fico cresciuto dietro la parete, nell’ex Pretura di proprietà comunale e abbandonata, che con le radici ha sfondato la parete sulla quale c’era il dipinto e per riparare il muro il dipinto è stato intonacato e imbiancato.

Foto 21, 22 e 23 – Quel che resta della ex pretura (argomento già trattato nel precedente articolo). Fabbricato in parte restaurato e per il resto in completo abbandono dove fanno bella mostra di se alberi di fico selvatico e erbacce di ogni tipo.

Foto 24 Tentativo di superfetazione abusiva di un locale già di per se abusivo, costruito negli anni 80 lungo il perimetro delle mura medievali della città, a fianco di quella che viene chiamata “portella”, uno degli ingressi pedonali medievali alla città. Già gravato di ordine di demolizione, ospita tranquillamente lo studio di un veterinario.

Foto 25 – Mura del vecchio seminario a via Ferranzio, pericolanti e ricoperte di erbacce. Proprio di fronte alla residenza del consigliere regionale Gennaro Oliviero, pater familias dell’amministrazione Sasso, secondo il quale a Sessa con la sua elezione ci sarebbe stata la chiusura della filiera istituzionale per cui tutto sarebbe filato liscio.Foto 26 – Mura medievali della c.d. città superiore, con un raro esempio di torre a base ottagonale, con una finestra a bifora sulla sua destra, in parte demolita e modificata; di proprietà privata ma lasciata all’abbandono con la solita pianta di fico selvatico che fa bella mostra.

Foto 27 – Soliti alberi di fico selvatico, essenza arborea molto diffusa nel centro storico sessano

Foto 28 e 29 Palazzo nobiliare spagnolo su Corso Lucilio, proprietà privata abbandonata e pericolante, ricoperta di parietarie

Foto 30 – Fabbricato ex ECA, proprietà comunale. In parte demolito per volere dell’ex assessore Lorenzo di Iorio e mai rimosse le macerie e messo in sicurezza. Il fabbricato è adiacente al complesso dell’Annunziata

Foto 31 Vista posteriore del complesso dell’annunziata, in parte proprietà della curia e parte del comune. Ben in vista di fronte alla scuola elementare San Leo.

Silvio Sasso (sindaco), Tommasina Casale (Assessore) e Basilio Vernile (consigliere comunale ed ex provinciale) alla raccolta delle olive in un terreno di proprietà comunale, per preparare l’olio da donare alla Basilica di Assisi…..infaticabili!

Comments

  1. Pietro ha detto:

    io sono Sessano da 64 anni mi piange il cuore vedere il mio paese ridotto così .la colpa è dei politici corrotti perché chi sale al comune promette e basta a questo punto mettiamoli tutti a lavorare . Distinti saluti un cittadino che è dovuto andare via dal suo paese perché non c’è lavoro e non c’è più rispetto.

  2. Valerio ha detto:

    Tanta lotta per occupare le poltrone e poi il buio totale…
    La soluzione? le dimissioni di tutti….sindaco compreso…un fallimento generale…una delusione TOTALE.

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