CASAGIOVE, IN PIAZZA IL 17 E 18 PER DIRE “NO AL BIODIGESTORE”

CASAGIOVE – La seconda tappa della campagna di ascolto, al pari della precedente, è comunque composta da due giornate: sabato mattina, 17 novembre, con il gazebo in Piazza Mercato, dalle 10.00 alle 13.00, e poi domenica 18 novembre in Piazza Vanvitelli dalle 11.00 alle 13.00.

«Il nostro obiettivo è di sgomberare il più possibile il campo da eventuali posizioni preconcette, di evitare che il sentito dire, la leggenda metropolitana o il piccolo interesse prendano il sopravvento nel dibattito pubblico che si è sviluppato intorno alla possibile realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti organici. Al tempo stesso, però, chiediamo a gran voce che tutte le decisioni, soprattutto quelle che hanno una forte incidenza ambientale, vengano adottate nel pieno rispetto delle normative e dei regolamenti vigenti, con il più ampio coinvolgimento dei territori e delle associazioni di categoria e abbiamo come fine primario la tutela della salute cittadini e la salvaguardia dei nostri territori che in passato sono stati tragicamente calpestati».

«A proposito del possibile biodigestore a Ponteselice, il nostro gruppo condivide l’impostazione e le raccomandazioni espresse da Legambiente Campania e dal circolo di Caserta, in particolare quando sostengono che pur condividendo la tecnologia proposta, non è condivisa però la scelta di ubicare l’impianto nella zona ASI Ponteselice di Caserta in quanto molto vicina ai centri abitati di San Nicola La Strada e di Caserta e distante appena 1.000 m in linea d’aria dalla Reggia di Caserta, ciò perché un aspetto di primaria importanza strutturale è la previsione del totale confinamento dell’impianto e dei processi al fine di garantire che tutte le fasi suscettibili di determinare la dispersione di miasmi avvengano in depressione e i flussi all’esterno siano preventivamente filtrati».

A questa prima considerazione, poi se ne aggiunge una seconda non meno marginale, in quanto l’impianto proposto ha una capacità di 40.000 t/a rispetto a un fabbisogno di Caserta di circa 10.000 t/a (dati 2015) e si ipotizza di utilizzare la capacità eccedente (30.000 t/a) per trattare il rifiuto biodegradabile di altri 14 comuni della conurbazione casertana. Quindi nell’ammettere che l’impianto non serve il singolo comune di Caserta, ma un’area vasta di 15 comuni è quindi necessario estendere la ricerca dei siti dove collocare l’impianto a tutte le aree ASI, e non solo, della conurbazione casertana che sono ben sei oltre quella di Ponteselice.

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