BREVE STORIA TRAGICA DEGLI EUROPARLAMENTARI CAMPANI, III PUNTATA: I POLITICI CAMPANI NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE PARTE I

di Andrea Zippa

Siamo pronti a riprendere il nostro viaggio all’interno del Parlamento Europeo (LEGGI LA I PUNTATA), ripercorrendo le tracce degli europarlamentari campani e delle loro azioni svolte in rappresentanza dell’Italia nell’UE. Dopo aver raggiunto Strasburgo e Bruxelles e aver imbastito un confronto tra la politica di ieri e di oggi, siamo pronti a ripartire per una nuova tappa del nostro tour europeo (LEGGI II PUNTATA); siamo in arrivo all’uscita “Circoscrizione Meridionale”, da dove poi imboccheremo la direzione “Campania”, seguendo, infine, la segnaletica riportante a chiare lettere “Caserta”; lungo il percorso incontreremo una serie di personaggi curiosi che, nelle ultime due legislazioni, hanno incrementato variamente il loro curriculum personale (e spesso anche giudiziario): vedremo insieme i loro brillanti atti e ascolteremo le loro astute parole, osservando da vicino, in particolare, le azioni dei parlamentari di Terra di Lavoro che operano in ogni modo per far accendere i riflettori europei sul nostro territorio, illuminandolo più o meno negativamente. Allora mettetevi comodi, cari lettori, magari con un pacchetto di popcorn in una mano e una bibita nell’altra, pronti alla visione dello straordinario spettacolo de “I politici campani nel Paese delle Meraviglie”.

Come ricorderete, nella nostra prima puntata abbiamo tracciato un rapido elenco dei rappresentanti europei della Circoscrizione Meridionale, in cui volutamente sono stati omessi i nomi degli esponenti della provincia di Caserta, con l’intenzione di dedicare loro un più ampio spazio per osservare attentamente, come al microscopio, le loro abili azioni politiche in Europa. A partire da questo appuntamento ci concentreremo in ogni nuova puntata in modo, potremmo dire quasi, esclusivo (e che onore!) sulle vicende di ognuno dei nostri simpatici amici conterranei. Prima di partire, è, tuttavia, necessario farvi conoscere il protagonista di ogni storia nonché il primo, in ordine di apparizione, tra gli europarlamentari casertani: oggi abbiamo l’onore di presentarvi, direttamente da Francolise, nientepopodimeno che mr. Vincenzo Iovine.

Classe 1955, egli diviene nel 2001 presidente del Caaf dipendenti e pensionati Usppidap s.r.l., nato dalla fusione tra due diverse federazioni pensionati, entrambe, guarda caso, da lui guidate come segretario generale. Viene candidato da Antonio di Pietro nel 2009 come europarlamentare nelle liste del suo partito, Italia dei Valori, entrando così a Bruxelles come membro della VII Legislatura, militando nelle file del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa. Tuttavia, dopo poco più di un anno, Iovine decide di cambiare partito, spostandosi nell’Alleanza per l’Italia di Rutelli, per poi seguire nuovamente la prassi dell’abbandono annuo e staccarsi anche da qui, rimanendo privo di partito politico di rappresentanza. Nel 2012, dopo la solita scadenza annuale, nuovo cambio di casacca: il politico decide di schierarsi con il Partito Democratico, con cui militerà fino all’uscita dall’Europarlamento, mutando, in quest’occasione, anche schieramento in Europa, spostandosi con il gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Ricoprirà diverse roboanti cariche in commissioni e delegazioni varie, senza però mai rivestire ruoli di primo piano. Tra i suoi interventi in Parlamento, ricordiamo le interrogazioni relative alla conversione dell’aeroporto militare di Grazzanise in aeroporto civile, alle alluvioni in Italia, alla bonifica del sito rifiuti “Ferrandelle” in Santa Maria la Fossa.

Nota di (de)merito per lui: nel 2012 fu inserito da Votewatch tra gli europarlamentari più assenteisti della sua legislatura, collocandosi nel gruppo degli italiani alla cinquantottesima posizione su 73, mostrando una scarsa presenza negli emicicli europei. È singolare notare come egli fu protagonista di una curiosa polemica grazie alla quale è assurto agli onori delle cronache più che per il suo operato in Europa: per motivare il suo primo cambio di casacca, Iovine attaccò Italia dei Valori con un comunicato in cui affermava di essere stato sistematicamente ignorato e continuamente boicottato; nessuno si sarebbe preoccupato di lui, tanto che non sarebbe stato neppure convocato al congresso provinciale di IdV dal momento che la sua elezione sarebbe stata vista come un incidente di percorso per la marcia del partito nel territorio casertano. Al suo atteggiamento da vittima immolata si aggiungono poi parole pregne di spirito evangelico, che santificano ancor di più la sua figura: in una lettera aperta sul suo sito, infatti, egli denunciò un atteggiamento autoritario all’interno del partito, privo, a suo dire, di qualsiasi regola democratica; contemporaneamente, inoltre, egli accusava l’on. Americo Porfidia, allora a capo di IdV Caserta, di essere colluso con la camorra: il nostro Iovine asseriva di volersi tenere lontano da persone del genere, aggiungendo poi un emblematico: “Io a Di Pietro l’ho detto ma mi ha risposto: bisogna stare tutti insieme e volersi bene”: un discorso senza dubbio commovente per la serie “fate l’amore e non fate la guerra” (sic!).

Per dare ancora più dimostrazione della sua innata bontà e del suo desiderio francescano di povertà e “volemose bene”, non si è fatto mancare neppure una particolare vicenda giudiziaria: nel 2012 Iovine fu accusato di aver partecipato ad una truffa allo Stato perpetrata da numerosi sindacati Caaf di Campania, Calabria e Sicilia, i quali, attraverso false dichiarazioni dei redditi, avrebbero sottratto all’Inps tra il 2008 e il 2010 circa 2 milioni di euro. La prassi con cui agivano era piuttosto semplice: venivano firmate dichiarazioni Ise e Isee a nome di defunti e per ognuno di quei moduli falsi entravano nelle loro tasche tra i 10 e i 16.50 euro: considerando che i morti tornati in vita per il desiderio di conoscere la propria condizione economica ammontavano in tutta Italia a quasi 21.000 persone, il guadagno dei sindacati era netto; a questi novelli zombi si aggiungevano inoltre anche persone dotate del dono dell’ubiquità, in grado di presentare la stessa dichiarazione nello stesso giorno in due patronati diversi, o individui indigenti che improvvisamente cambiavano reddito addirittura sette volte al mese o residenza venti volte l’anno, spostandosi da una regione all’altra: quando si dice che la fortuna è volubile! Tra i più attivi nel seguire tale prassi, manco a dirlo, vi era proprio il sindacato del nostro Iovine, più simile dunque a Lourdes che a un patronato.

Raccomandandovi, dunque, di recarvi quanto prima in quel di Francolise se siete in cerca di grazie e di miracoli estemporanei, per il momento vi salutiamo e vi aspettiamo calorosi alla prossima puntata, ponendovi frattanto una domanda: che voto dareste oggi per allora?

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