IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CASERTA ATTACCA DE LUCA

CASERTA – “Ma più ultimi”, era la solenne promessa, anzi la bandiera della riscossa che il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha utilizzato dalla campagna per le primarie del 2014 e nei mesi successivi fino alle elezioni del 2015.

La Campania e le sue città e comunità sarebbero diventate le reginette dell’Italia. Il modello di cui andar fieri. Mai più ultimi, nelle liste d’attesa, nelle barelle accatastate nei corridoi dei pronto soccorso, nelle prestazioni sanitarie, nella rete delle emergenze. Mai più ultimi nella raccolta differenziata, nell’impiantistica, nelle discariche a cielo aperto.

Sono passati tre anni dalla presunta rinascita targata De Luca e come tragicamente ci ricorda Italia Oggi, la provincia di Caserta e la Campania non brillano certo per le loro performance in positivo. Anzi, Napoli e la provincia, sono nelle ultime tre rilevazioni (2016 – 2018) incollate con vinavil alla 108ma posizione.
Una assoluta débâcle, per la prima città del Mezzogiorno.

 

Non solo non abbiamo guadagnato posizioni, ma le tante auspicate politiche o Patti per il Sud hanno prodotto il nulla. Peggio della provincia di Napoli, troviamo solo altri due realtà meridionali, quella di Trapani a far da tappo alla classifica e la provincia del Medio Campidano, in Sardegna, al 109mo posto.
Da Napoli a Caserta, purtroppo, non c’è poi tanta distanza, non solo fisica.

Se da un lato, almeno per Terra di Lavoro, ci possiamo ironicamente consolare nell’aver recuperato, rispetto al 2017 alcune posizioni nelle classifiche settoriali, (saliamo dalla 103ma alla 87ma posizione rispetto al 2017  sul parametro “Affari&Lavoro”, dalla 69ma alla 54ma sul parametro “Ambiente” e dalla 76ma alla 74ma sul parametro “Criminalità”), la Graduatoria Generale ci riporta nella carreggiata dello sconforto e della delusione: in un solo anno siamo precipitati dalla 95ma alla 104ma posizione e purtroppo, nella comparazione con il 2016, la discesa agli inferi è ancora peggiore in quanto perdiamo ulteriori 4 posizioni.

Una regressione, senza appello, causata dall’erosione avvenuta nelle classifiche di settore che investono proprio le competenze e la capacità delle istituzioni regionali di programmare politiche territoriali per lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni attuali.

Nella classifica sul “Disagio Sociale” (che mette insieme, tra gli altri dati, gli infortuni sul lavoro, le morti per malattie oncologiche, i morti e i feriti per incidenti stradali e il tasso di disoccupazione giovanile) la Provincia di Caserta è passata dalla 27ma alla 104ma posizione. Così come, nella classifica sul “Sistema Salute” (che prende come elementi di comparazione, tra gli altri, il sottodimensionamento di medici e infermieri, dei posti letto, delle apparecchiature diagnostiche, numero di TAC e RMN) ci attestiamo, per non soffrire di vertigini, al 106mo posto.

A conti fatti, De Luca, aveva ragione: mai più ultimi, al massimo terzultimi.

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