L’ ALBERO SPENTO E L’ALBERO ACCESO, CASERTA AND I WISH YOU A MERRY CHRISTMAS

Finalmente, l’albero di Natale di Caserta è stato acceso anche quest’anno e, con la suggestione caleidoscopica delle sue luci, sembra ricreare perfettamente il clima natalizio di sempre. Per fortuna mi sono detto! Perché, quest’anno, quando l’albero è arrivato in piazza Dante, molti casertani si stavano per suicidare. Sarà, che negli ultimi anni, vivere a Caserta vuol dire essere affetti dalla sindrome del cittadino sfigato, o più semplicemente, la colpa, in questo caso, è dell’albero degli scorsi anni, più grande e più albero di Natale, mentre questo, da spento e piccolo color cacca, ha indotto a pensare, appunto, di avere l’albero natalizio più sfigato, orrendo e triste del mondo. Edmondo De Amicis ne avrebbe fatto un racconto strappalacrime per il libro «Cuore».
Io, guardando l’albero, ho avuto l’arcana sensazione che fosse un albero di Natale regalatoci dal Burkina Faso, così, per mero affetto e solidarietà natalizia, viste le tristi condizioni in cui versa la città di Caserta. Ho pensato che, perfino ad Auschwitz, i nazisti avrebbero potuto farne uno migliore e, passandoci davanti, sono sprofondato in un baratro di depressione, tale che e ho dovuto prendere dello Xanax per poter proseguire per la mia strada. Mai stato più felice di arrivare in ufficio!
Passa un giorno e, sorpresa delle sorprese, vedo, come per magia, l’albero casertano sfavillare di luci e, quasi come folgorato sulla via di Damasco, mi sono anche io illuminato tutto di Natale, di un Natale così luccicante, da rimuovere subito il ricordo precedente che mi aveva intristito. Sembra sia un albero di Natale normale, come tutti gli altri alberi di Natale del mondo, ma solo quando è acceso però, e allora acceso deve restare, per carità, perché poverino l’albero, se qualcuno ora lo spegnesse, probabilmente anche lui , guardandosi intorno, si suiciderebbe per protesta contro una città sempre più invivibile.
Con l’albero acceso è tutta un’altra storia e, altra bella notizia, pare durerà anche quest’anno un mese, un mese e mezzo, come succede ovunque e Caserta avrà un Natale perfetto, atteggiandosi al rango di città dove tutto brilla a festa, a dispetto di tutti i suoi drammi e contraddizioni urbane, che invece, la relegano nell’empireo delle città più problematiche del Paese. Per carità, ogni città deve festeggiare il Natale, ed il Natale è soprattutto dei bambini, penso io, e forse, proprio per questo motivo, un’occasione mancata perché se il Natale è una festa Cristiana dedicata a Gesù nato dentro una stalla, che ha ripudiato ogni ricchezza terrena per morire nudo inchiodato su di una nuda croce, perché mai dovremmo avere un albero di Natale bellissimo simbolo del capitalismo e del consumismo? Un occasione mancata mi son detto! Potevamo fare davvero la differenza con l’albero sfigato.
Il Natale è magia si sa, e a Caserta, accadono miracoli con l’albero acceso, e riapriranno per incanto anche tutti i negozi chiusi sul Corso Trieste ed anche la ZTL sarà perfetta, finalmente funzionale all’economia cittadina. Caserta accesa a Natale è più bella, più ricca e tutto è più bello: le strade, l’immondizia, le buche, i parcheggiatori abusivi, le strisce blu ovunque…Perfino il dissesto finanziario cesserà di esistere e magari il dissesto, come regalo di Natale, se lo prende proprio il Burkina Faso.
Ma, ancora mi chiedo, e se fosse stata una scelta intenzionale? Che sia stato chiesto appositamente un albero che da spento facesse schifo, un albero di Natale anticapitalista, un albero del terzo mondo in linea con i veri valori del Natale e con l’obiettivo di sbalordire tutti un volta attaccata la spina? Nessuno stacchi più la spina allora, così da poter vivere tutto l’anno inebriati di apparizioni e magie e quando il Natale passerà consiglio a chi amministra e governa Caserta di piantarci un bel palo della luce in piazza Dante. Mai più una piazza spenta, altrimenti tutti vedranno un Corso Trieste agonizzante giorno dopo giorno, immagine perfetta di una città dove tutto va in rovina, sotto gli occhi di tutti. A proposito ,quest’anno, abbiamo un albero di Natale senza le palle attaccate. Quelle che i cittadini si sono rotti da tempo.
PepPe Røck SupPa

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