LA TORBIDA STORIA DELL’ARCHIVIO DI STATO

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di Costantino Beltrami 

Dopo aver distrutto l’Archivio di Stato di Caserta, l’ex direttore degli archivi Gino Famiglietti in un Paese normale sarebbe stato defenestrato, ma essendo diventato un grillino di ferro, saltando sul carro del vincitore, si è accaparrato una nuova poltrona, quella di direttore generale archeologia, belle arti e paesaggio. Il 20 ottobre 2018, dal Mibac viene diramato un comunicato in cui si dice che l’Archivio di Stato di Caserta andava a Pastorano, il 5 novembre 2018 il Ministro Bonisoli chiede alla direzione organizzazione di avviare un interpello per la nomina del nuovo direttore generale archivi. Bonisoli ha voluto Famiglietti alla direzione archeologia e belle arti.  Da buon grillino, ha dichiarato guerra a De Magistris, revocando tutti i provvedimenti di competenza Mibac relativi al passaggio della line 6 della metropolitana in Piazza Plebiscito. Solo il buon Fico è intervenuto, il che ci fa pensare che dietro questa storia ci sia Di Maio, visto che Bonisoli è un suo uomo.  Che Famiglietti sia un burocrate spregiudicato e senza scrupoli lo sapevamo, quello che vorremmo sapere è perché il M5S a partire dal Ministro Bonisoli, fino ai parlamentari casertani ed in particolar modo la senatrice Moronese, hanno lasciato che Famiglietti distruggesse l’Archivio di Stato di Caserta senza battere ciglio. “Franceschini vuol fare il Ministro o cosa?”, tuonava la senatrice Moronese quando era all’opposizione, e ora? Cara senatrice, Bonisoli e Franceschini in cosa sono diversi? Ci aiuti a capire, davvero è arduo capire quanto accaduto ed il vostro comportamento.  Vi siete giocati l’Archivio di Stato di Caserta per avere le grazie di Famiglietti? Non fateci fare brutti pensieri, spiegate le cose come stanno, dite cosa è successo. Dove è finita l’onesta? La cultura, i diritti dei cittadini…. In questi giorni, stando alle disposizioni del Famiglietti, le carte ubicate nel deposito di Via Bersaglieri, dovrebbero essere trasportate presso la sede Italarchivi di Pastorano. Come tutti quelli che hanno da nascondere, il direttore dell’Archivio Raffaele Traettino, consapevole di essere seduto su una polveriera, ha pensato di bene di accelerare il trasferimento delle carte utilizzando gli autotreni trasporto merci della Catone spa, quelli con cui si trasportano le caciotte e i caciocavalli. Carte ammassate, ammucchiate, buttate alla rinfusa, tutto illegale e niente a che vedere con quanto previsto dalle disposizioni di legge in merito. Basterebbe questo per mandarli tutti a fare altro, ma invece vengono premiati. Peccato che a tutti sia sfuggito che in una proprietà privata non si entra con un autotreno. I legittimi proprietari del condominio, hanno giustamente vietato l’accesso agli autotreni e di fatto hanno messo Traettino e la sua band in un mare di guai.  Dei lavori all’Emiciclo non c’è traccia, del lavoro in Reggia men che meno, soldi a Italarchivi, soldi a Catone, soldi a tutti gli amici di Famiglietti. Persino il buon Di Maio si era occupato dell’Archivio dichiarando che “c’era uno spreco di denaro inaccettabile”, già ma allora vigeva l’onestà, oggi i tempi sono cambiati e Famiglietti, o il Famiglietti di turno continuano a fare tutti i loro squallidi affari. La storia continua ed è sempre più torbida.

Determina n. 1754 del 18.10.18