LEGGE ANTICORRUZIONE – MIRABELLI, INTERVENTO IN SENATO AVREMO UNO STATO PIÙ AUTORITARIO MA NON PIÙ FORTE

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Intervento in Senato del senatore Franco MIrabelli durante la discussione della legge M5S “anticorruzione”

“Credo che il fatto che il Governo abbia posto la fiducia su questo provvedimento la dica lunga sulle difficoltà della maggioranza a stare insieme su questi temi.
La dice lunga sul fatto che si pone oggi la fiducia perché non siete in grado di reggere i voti segreti che erano previsti, così com’è stato alla Camera: segno di una divisione della maggioranza seria, preoccupante.
Guardate, questo è un dato politico: vuol dire che su questo provvedimento, materia del contratto di Governo, non c’è la volontà di confrontarsi, di ascoltare neanche dentro la maggioranza, figuriamoci con le opposizioni. Eppure sia alla Camera sia al Senato nella discussione di queste settimane abbiamo cercato di intervenire sul merito; non abbiamo mai preso posizioni pregiudiziali. Abbiamo cercato di spiegare le ragioni per cui questo provvedimento in molte sue parti è sbagliato, addirittura dannoso.
Nelle scorse settimane noi abbiamo approvato in quest’Aula il cosiddetto “Decreto Sicurezza”, nome importante che caratterizzava il provvedimento. Noi abbiamo spiegato che per noi quella era una legge manifesto, una legge bandiera, la legge bandiera della Lega che doveva dimostrare al proprio elettorato l’attenzione a un tema che è stato molto utilizzato in campagna elettorale.
Ma abbiamo anche detto che quello non è un provvedimento che darà o garantirà più sicurezza ai cittadini di questo Paese e che quel provvedimento è una legge che non prevede norme che migliorino il controllo delle nostre città o che affronti meglio il tema di come tutelare i nostri cittadini per dare loro ancora più sicurezza.
Si tratta di una legge che serviva e serve a dare alcune suggestioni, a parlare alla pancia del Paese; una legge che in realtà ad oggi ha prodotto solo quei danni che purtroppo avevamo previsto avrebbe fatto. Ci avevate detto che non sarebbe successo a invece ci sono in strada famiglie, persone che erano ospiti nei centri e che sono state messe in strada, a cui è stato tolto la possibilità di stare negli SPRAR e sono state messe in strada. L’unico effetto di quella norma è questo e non credo che quell’effetto rientri tra gli obiettivi sbandierati nella legge: non c’è più sicurezza oggi, ci sono più persone in strada al freddo, perché si è scelta questa via.
Oggi discutiamo e domani voteremo con la fiducia un provvedimento che nella sua filosofia non è tanto diverso.
Anche questo è un disegno di legge con un nome impegnativo come «anticorruzione», ma in realtà è un altro provvedimento che serve a una parte di questa maggioranza, al MoVimento 5 Stelle, per parlare agli elettori, non per risolvere e affrontare i problemi dei cittadini.
Nessuno può in quest’Assemblea e in questo Paese negare che il tema della corruzione debba essere prioritario, per qualunque governo e per qualunque maggioranza. La corruzione è un cancro che rende molto più difficile a questo Paese funzionare. È un cancro che lo impoverisce, rende più difficile fare impresa e non tutela il bene pubblico. Quindi, combattere la corruzione per noi è una priorità, ma se confrontiamo le leggi che abbiamo fatto nella scorsa legislatura con questa leggina, allora lì siamo intervenuti davvero.
Vorrei solo ricordare al Ministro che cosa è stato fatto. Oggi si dice che questa è la prima legge anticorruzione della storia d’Italia, si dice «finalmente si fa». Ma vi chiedo: l’ANAC chi l’ha istituita? Chi ha previsto la possibilità di intervenire sui capitolati d’appalto prima che avvengano le gare? I poteri all’ANAC chi li ha dati? Chi ha reintrodotto il falso in bilancio nella legge anticorruzione?
Chi ha introdotto il reato di corruzione?
Chi ha aumentato le pene per i corrotti che erano davvero troppo lievi?
E, ancora, chi ha deciso che ai reati contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio debbano essere estese le misure che riguardano la confisca dei patrimoni? Tutto questo è stato fatto.
Prima di dire che questa è la prima, la più importante e la migliore legge anticorruzione fatta in questo Paese, ricordiamoci queste cose, perché con questo provvedimento, anziché garantire la lotta alla corruzione e la giusta pena per i corrotti, con norme spesso palesemente incostituzionali (e il Ministro lo sa, perché altrimenti non farebbe il suo mestiere), si vuole avere l’occasione per fare ancora una volta propaganda e magari convocare manifestazioni nel momento in cui verrà approvata questa legge. Che senso ha?
Che senso ha dire che per un corrotto, anche se è estinta la pena ed è stato riabilitato, restano vive le pene accessorie?
Che senso ha spiegare che i corrotti, una volta condannati, devono essere esclusi dalla possibilità delle pene alternative?
Che senso hanno gli agenti provocatori, perché di questo stiamo parlando? O l’uso indiscriminato dei trojan?
Lo Stato non è più forte se baratta libertà in nome della sicurezza, come abbiamo detto nelle scorse settimane, né è più forte se riduce libertà, garanzie e diritti per dare l’idea di contrastare un reato, certo odioso, come la corruzione. Uno Stato così non è più forte, semmai è più autoritario e meno liberale.
Che idea sta sotto la scelta di bloccare le attività di un’azienda con la pubblica amministrazione, appena si prefigura – solo si prefigura – una notizia di reato? È un’idea, la vostra, che risponde alla rabbia legittima di tante persone di fronte alla corruzione, ma la cavalca e non la risolve.
Ricordatevi che aumentare la cultura del sospetto è il contrario di ciò che deve fare uno Stato di diritto. Che senso ha intervenire così sulla prescrizione? Si è appena fatta una riforma. Perché, se non per strumentalità politica, non aspettiamo di vedere gli esiti di quella riforma? Tanto più che poi dite che cambiate la prescrizione, però la fate entrare in vigore soltanto nel 2020, perché entro il 2020 si pensa che faremo una riforma della giustizia che risolverà in pieno tutti i problemi che rendono oggi la giustizia troppo lenta. Ma allora perché non aspettare? Perché non vedere che esiti daranno le riforme che sono state fatte?
È un imbroglio questa legge, in cui il punto non è difendere la legalità, ma il messaggio che volete dare agli italiani: voi odiate i corrotti e noi, in nome di questo giusto sentimento, ci sentiamo legittimati a stravolgere lo Stato di diritto, a incidere sui sistemi delle garanzie per i cittadini, a mostrare il volto di uno Stato che non persegue solo i colpevoli, ma che sospetta di tutti.
Mi rivolgo a tutto il Governo: basta sacrificare i principi di uno Stato democratico e liberale, basta! Non potete farlo per soddisfare le vostre esigenze di partito, per soddisfare la vostra propaganda”.