OSPEDALE, CONTROLLI …ANNO ZERO!

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(f.n.) – Quando ragioniamo di assistenza ad un paziente, affetto da una qualsiasi patologia, all’interno di una struttura pubblica, interrogarsi sui tempi e sui modi è addirittura doveroso e lo è ancora di più quando parliamo di Terapia intensiva. La durata del ricovero in un reparto “sensibile” è molto variabile e naturalmente è condizionata dalle cause del ricovero stesso, dallo stato di salute e dal decorso della malattia. Nel reparto di Terapia Intensiva dell’Aorn di Caserta, pare vi sia ricoverata una paziente da ben cinque mesi che, evidentemente e non se ne comprende la ragione, non hanno ritenuto di avviare verso alcuna autonomizzazione e riabilitazione…Forse cinque mesi rappresentano una quantità di tempo abnorme, che richiederebbe spiegazioni chiare, soprattutto nell’interesse della paziente stessa e di altri che dovessero avere necessità urgente di un ricovero in Terapia intensiva, anche e soprattutto perché alcune attrezzature e dispositivi come, ad esempio il contropulsatore aortico, non sono presenti in altri reparti. L’efficienza dichiarata nei vari convegni e nelle varie occasioni, in cui si sciorinano numeri e qualità all’avanguardia, anche questa volta, rischia di arenarsi dinanzi alla coltre nebulosa che sembra ispessirsi, ogni qualvolta si chiedono spiegazioni in merito alle anomalie presenti all’interno dell’Aorn.  L’altra sera un paziente non ha potuto essere ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva perché non c’erano posti ed è stato ricoverato in Rianimazione. Dinanzi alla gravità di alcune situazioni, le polemiche devono essere evitate ma non possiamo fare a meno di riflettere su un dato: vi sono esiti che si potrebbero definire “inevitabili”, ma… chi è in grado di affermare con certezza che l’esito sarebbe stato quello che definiamo “inevitabile”, e quindi “infausto”, se al paziente “critico” fosse stata offerta l’opportunità di seguire il percorso previsto dal protocollo e non quello di ripiego? Forse… sarebbe appena il caso che questa direzione sanitaria, ultimamente rientrata in possesso del genio del giovane Mensorio, si desse una mossa…anzi uno scossone…e procedesse ad un paio di controlli visto che stiamo parlando di “vite umane”.