GIUSEPPE MEROLA…MORIRE PER L’INCURIA E LA SCIATTERIA DI UN COMUNE

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Giuseppe Merola

Cosa racconteremo a quella bambina bionda con lo sguardo di zaffiro, che cerca il suo nonno?, Giuseppe Merola era un uomo felice…ma quel giorno qualcuno ha dimenticato di bussare alla porta…ed è entrato di prepotenza… senza riguardo…ha travolto le campane d’argento che Ginevra aveva sistemato sull’Albero di Natale, ha distrutto le stelle di luce…spazzato nell’angolo buio del silenzio, l’agrifoglio che Vittoria aveva intrecciato al lampadario…e se n’è andato trapassando il cuore e lo spazio dei giorni  che verranno…se n’è andato senza stringere al cuore le due nipotine appena nate…Se n’è andato aspettando la Notte Santa e le cucciole lontane… E’ Natale e nessuno aveva chiuso le porte del cielo… mentre l’indifferenza degli altri, la criminale indifferenza degli altri, dilagava spietata, inaridendo la tranquillità dei viali, frustando le emozioni, lasciando che il dolore aggredisse e penetrasse nelle vene dell’alba…e si accompagnasse alle ore e ai tramonti che verranno…Nonno Giuseppe respirava gioia e magia, nell’attesa delle sue cucciole che arrivavano da lontano…Poi…una mattina, a due passi dal Natale, lungo la Strada Statale Sannitica, la sua moto ha sbandato e rimbalzato su due buche…due buche scavate da quella figura sbilenca che sa di morte e di dolore, che ghiaccia l’universo, che entra nella tua vita e la uccide… quel grumo di ignoranza, spietatezza e delinquenza che si chiama Indifferenza, ha messo fine alla sua attesa…Nonno Giuseppe ha lasciato la sua moto lungo la via e si è diretto incontro al varco luminoso…Cosa racconteremo a Ginevra domani, quando si accorgerà che non è vero che il nonno si è nascosto per farle una sorpresa…racconteremo la favola della strada assassina?,…la leggenda dei mostri neri della notte che scavano buche che rapiscono i nonni e li nascondono per sempre?, cosa importa ad una bambina se il Comune si ricorda di fare il suo dovere soltanto… quando la tragedia si è già consumata?, cosa importa ad una bambina se le buche assassine sono state ricoperte di asfalto, subito dopo…Ginevra chiama il suo nonno e qualcuno dovrà rispondere. Qualcuno che tace…irrispettosamente tace.

 Un giorno, qualche anno fa…il sindaco di Caserta di quella tornata elettorale, annoiato dai nostri articoli quotidiani sulla presenza indecente delle buche in città e sui marciapiedi dissestati, sentenziò pubblicamente,  definendo “provincialismo” questa nostra tendenza a guardare “per terra” …Lui era un sindaco che guardava lontano e la città avrebbe dovuto pensare in grande e non fossilizzarsi su due buche alle quali avrebbero provveduto…… qualcuno si ruppe una gamba sul quel “provincialismo”  e qualcun altro un braccio… I sindaci dei  comuni limitrofi alla città capoluogo non sono diversi…anche loro pensano in grande… si sbattono il petto e guardano lontano…E questo Natale i sindaci del territorio, quelli che si inacidiscono quando qualcuno insiste troppo sui “provincialismi”, passeggeranno con la fascia tricolore, dispenseranno auguri e sorrisi alla grande, poi torneranno nelle loro case per festeggiare il Natale …le buche saranno l’ultimo dei loro pensieri…la strada che porta alle loro  case è sicura…asfaltata di fresco…come quelle due buche riempite d’asfalto dopo aver procurato la morte. Adesso una lunga pietosa trafila all’insegna dello scarico delle responsabilità, cercherà di avvilire persino il dolore sacro di una famiglia… ma qualcuno dovrà rendere conto di questa morte assurda…tremenda…di questo assassinio…

Arrivederci Giuseppe, andare via così, lascia siepi confuse e aggrovigliate di rovi intricati di malinconia, sul cammino di noi tutti…Ma verrà un altro Natale senza tristezza né dolore, avremo lasciato a dimora le miserie di oggi e quel giorno ci saremo tutti

Arrivederci!

Francesca Nardi

1 commento

  1. Un destino crudele e troppo trascuratezza dalle persone che ci dovrebbero tutelare in tutto.Ciao Giuseppe R.I.P.E da la su proteggi i tuoi nipoti e la tua famiglia

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