SESSA AURUNCA, L’AMMINISTRAZIONE SASSO “TRADISCE” IL REAL COLLEPIANO, VERGOGNA!

Un’amministrazione comunale che non abbia a cuore le sorti delle realtà sportive del territorio, lascia alquanto perplessi…soprattutto se parliamo di amministrazioni comunali guidate da sindaci come quello di Sessa Aurunca, sempre in prima linea ad elencare possibilità e meriti e ad afferrare al volo opportunità utili all’immagine… Ma evidentemente qualcosa si è inceppato nel meccanismo di quel sano campanilismo che dovrebbe tutelare le realtà sportive territoriali. “Interessi economici oltre Regione ed una serie di azioni, di angherie e di falsità hanno infatti letteralmente spazzato via, dopo oltre mezzo secolo, una delle più antiche realtà calcistiche del comune di Sessa Aurunca: l’ AC San Castrese denominata oggi Real Collepiano!- si legge in un comunicato stampa a firma del presidente della società avvocato Civita Lucciola – Un’autentica debacle, resa possibile anche grazie alla complicità, tanto superficiale quanto incompetente, di un’Amministrazione comunale che ha dimostrato nei fatti di non avere più a cuore le sorti delle poche realtà rimaste a rappresentare piccole comunità, ma di tutelare associazioni organizzate provenienti da altre Regioni, nel caso specifico il Centro Formazione Lazio, addirittura offrendo loro, “Gratis et Amore Dei”, la rinnovata struttura sportiva “Adelio D’Arcangelo”, orgoglio e vanto della ridente frazione Aurunca. La passione di molti, dunque, infranta dall’arroganza dal calcio dei “Mestieranti”, quello dove non esiste partecipazione, ma si ha a cuore solo fare business (quote di iscrizione, sponsor, vendita di Kit griffati ecc.), con interessi societari che vanno ben al di fuori dei sani valori dello sport. A volte, però, perdendo una battaglia si trovano le energie per vincere la guerra! Infatti, la Procura Federale della F.I.G.C. è già stata informata, in modo dettagliato, delle molteplici infrazioni commesse dalla suddetta società sportiva relative a: in primis l’illegittimo utilizzo proprio dell’impianto sportivo sopracitato, in quanto questi signori hanno sede societaria in una regione differente, tecnici (o presunti tali) che offrono i loro servigi a più società, falsificazione di distinte di gioco dove risultano presenti atleti e dirigenti in realtà impegnati in altre manifestazioni e una lunga serie di altre infrazioni delle quali dovranno rendere conto”. Sembra incredibile che un’Amministrazione che peraltro non ha contribuito in alcun modo alla crescita della squadra, possa “tradire”, perché questo sembra essere il verbo giusto ed appropriato, lo spirito di corpo e quel senso di appartenenza ad un luogo, cui si fa riferimento ogni qualvolta si scende in campo per l’ennesima campagna elettorale. Questa è davvero una brutta storia, un’altra brutta storia che, come conclude il presidente “… tanti si augurano possa avere un lieto fine e restituire, così, ai bambini la possibilità di crescere attraverso i valori ed i sani principi che fanno dello sport una palestra di vita!”

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