SESSA, DISTRUTTO UN PRESEPE INCONSUETO MA…COSTOSO

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di Pasquale Ferretti

Qualche settimana fa, (il 14 novembre), questo giornale si occupò di Sessa Aurunca, con un articolo intitolato “SESSA AURUNCA, DOVE OSANO … LE CHIACCHIERE OFFENDENDO LA BELLEZZA”. Casualmente capitò a ridosso di un’uscita indignata del Sindaco Sasso il quale aveva esternato il proprio pensiero
In questo modo: “CONDIVIDA chi APPROVA. Chi inventa, distorce o riporta notizie false, denigratorie, allarmistiche, tendenziose o allusive di fatti ed eventi che riguardano il territorio è nemico di Sessa e dello stesso. Esattamente come lo è chi tace quando di fronte a risultati e successi. Non ci si rapporta alla Città secondo il proprio interesse personale, ma per amore, attaccamento, sentimento, appartenenza e serietà civica. Lo sappiano soprattutto i giovani. Non ci convinceranno che Sessa è brutta!
Naturalmente non si riferisce alla vicenda San Rocco, ma ad un filone polemico politico-giornalistico-culturale sempre più diffuso, fuorviante e dannoso”.
Questo preambolo, occorre per la narrazione del fatto di oggi.
Nell’ambito della manifestazione “Natale al Castello”, organizzata nella sua seconda edizione dal Comune di Sessa Aurunca, è stata allestita una mostra presepiale classica ed una, diciamo così, “inconsueta”.
Infatti, nelle stanze del piano nobile del Castello Ducale sessano, occupate da un cantiere di restauro fermo da diversi anni, è stata allestita una rappresentazione scenica denominata appunto “presepe scenografico”, consistente nella messa in opera di una scenografia attraversabile dal visitatore nella quale sarebbero raffigurate scene presepiali.
Abbiamo detto “…sarebbero raffigurate…”, perché di presepiale, nell’accezione classica del termine, abbiamo potuto notare solo la tipica carta “finta montagna” che tutti noi utilizziamo per l’allestimento di piccoli presepi domestici che fanno la gioia dei più piccoli nelle nostre abitazioni.
Il presepe scenografico sessano, invece, in quanto opera scenografica o opera d’arte, è stato reinterpretato, per cui: non le solite pecorelle o i soliti pastori, non i buoi o gli asinelli, non la grotta con la sacra famiglia… ma un trionfo di carta finta montagna a ricoprire impalcature e ad oscurare ambienti, con luci blu (effetto notte), qualche cassetta di frutta e verdura in stile “natura morta”, qualche vecchia damigiana (vuota purtroppo) posta qua e là e alcuni modernissimi manichini da boutique vestiti con abiti somiglianti più a dei pareo da spiaggia che ad abiti raffiguranti scene pastorali.
Ma si sa: “La grande arte è fatta per suscitare, creare l’estasi. Più fine la qualità di questa estasi, più fine l’arte” diceva Ezra Pound, per cui chi siamo noi per giudicare un installazione artistica; si perché di questo si tratta, infatti, un cartello (scritto a pennarello) all’ingresso del percorso mistico pastorale, recitava: installazione a cura di Michele Matano, direzione artistica di Francesco Carlo Alberto Rocco.
Ora, detto questo, nulla più si può eccepire… una installazione scenografica, con un artista e un direttore artistico, che vuoi di più?
Il diavolo si sa, è fetente…. Il forte vento di qualche giorno fa ha devastato l’opera, come tristemente comunicato dal suo creatore tramite la sua pagina face book; dice Michele Matano: “Con grande amarezza Il forte vento di l’altra sera ha distrutto una buona parte del presepe!”

Sigh… qui terminano i sogni di gloria, una sorte avversa ha voluto che il mal tempo devastasse una opera d’arte che la biennale di Venezia ci invidierebbe .
Tornando con i piedi per terra, la realtà dei fatti sta così: è stata allestita una scenografia con materiali da risulta (come è facilmente apprezzabile dalle foto degli stessi autori) in alcune stanze vuote del castello ducale la cui fruizione dovrebbe essere impedita in quanto cantiere edile. Come passerelle per far transitare gli allibiti visitatori sono state utilizzati gli scudi degli infissi posti sopra le tubazioni del riscaldamento a pavimento in fase di realizzazione, rendendo tutto pericolosissimo per l’incolumità dei turisti.
Operazione costata ben 3.000 (tremila) euro alle casse comunali, come testimoniato dalla determinazione e atto di liquidazione n° 495 del 15/11/2018. Solo il 4 novembre, l’artista Matano, presidente di una Pro-loco (denominata SUESSA) espulsa dalla UNPLI e sfrattata dal comune stesso dalla sede di corso Lucilio 24.
Solo per dovere di cronaca, appena pochi giorni prima dell’atto di liquidazione, il 04 novembre, sempre l’artista Matano sulla sua pagina facebook scriveva polemicamente: “Miei cari amici dopo una lunga assenza forzata Il Comune con i tradimenti e le grandi pagliacciate e fesserie e finte promesse, sia la vecchia amministrazione, e soprattutto questa amm., hanno pensato che l’associazione scomparisse, ahimè !! invece ci ha rinforzati stiamo per incontrarci (di nascosto ovviamente) per iniziare un percorso INTEROTTO DAL COMUNE con le FINTE ASSOCIAZIONI. PD ………Grazie ragazzi la ProLoco SUESSA di Sessa Aurunca ringrazia tutti e per averci più volte fatta richiesta di intervenire ….insieme siamo forti e costruttivi”

Al cronista pare eccessiva la spesa di 3000 euro per una “installazione scenografica” molto decontestualizzata dalla realtà natalizia, mentre si tagliano servizi più essenziali; ad esempio, é di pochi giorni fa la notizia di un incidente stradale occorso ad un vigile urbano di Sessa che alla guida di una autovettura di servizio si ribaltava a causa dell’asfalto scivoloso per la pioggia e per la assenza di battistrada degli pneumatici della macchina; ma di questo, il sindacato dei VV.UU. sessani non farà sicuramente menzione perché “tutto va bene madama la marchesa”, tra l’altro tacciono sulla scandalosa vicenda del loro Comandante senza alcuna legittimazione a ricoprire l’incarico (ANAC docet), figurarsi se può interessare la sicurezza degli operatori.
Atteso che Sessa non è brutta e non è intenzione di inventare, distorcere o riportare notizie false, denigratorie e bla bla che riguardano il territorio aurunco, le domande da fare al sindaco sono le seguenti: come è possibile concedere un contributo di soldi pubblici ad una pro-loco inesistente che ha sede in un locale di proprietà comunale dalla quale mesi fa è stata sfrattata?

Risponda a questi quesiti il Sindaco e convincerà la stampa cattiva ed i suoi concittadini che Sessa non è brutta ma solo imbruttita da chi la amministra e per tanto un mea culpa ci starebbe in luogo delle solite, scontate reazioni velenose.
Fornisca, piuttosto, qualche risposta sullo stato dei lavori fermi da anni, su quando saranno completati i lavori di ristrutturazione del castello e su una eventuale destinazione di quegli spazi a museo archeologico o archivio storico dove poter raccogliere le centinaia di reperti ammucchiati nei depositi comunali e della soprintendenza a Capua piuttosto che le centinaia di volumi lasciati a marcire nell’ex chiesa dei Cappuccini, oppure racconti che fine hanno fatto le controsoffittature a cassettoni lignei che fino a qualche anno fa erano montate nelle stanze dove oggi fa “bella” mostra di se il presepe scenografico.
Aiuterà senz’altro a comprendere le evidenti contraddizioni che adombrano questa amministrazione.
Questo giornale, come sempre, resta a disposizione di chiunque voglia argomentare le proprie ragioni…