ARCHIVIO DI STATO…SI CONTINUA A MENARE IL CAN PER L’AIA…

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di Costantino Beltrami

L ‘Archivio di Stato di Caserta non esiste più: il killer materiale è stato l’ex DGA dottor Gino Famiglietti, il responsabile politico il M5S, complici i poteri locali casertani e campani. A conclusione della gestione dell’ex DGA che ad agosto 2018 aveva avocato a sé la direzione dell’Archivio di Stato di Caserta, il mibac diramava due comunicati di cui in seguito riportiamo il primo: “L’archivio di stato di Caserta si trasferisce a Pastorano, a 18 km dal capoluogo campano, nella sede della Italarchivi, la società che si è aggiudicata l’appalto di deposito in outsourcing. Si conclude così, a seguito dell’intervento del direttore generale Archivi, Gino Famiglietti, che ha avocato un mese e mezzo fa l’incarico di direttore dell’archivio di stato casertano, una vicenda che si trascinava da anni. Il trasloco del materiale dalla inadeguata (e per questo chiusa al pubblico) sede di via dei Bersaglieri, dovrebbe completarsi entro poco tempo e all’inizio del nuovo anno, il materiale tornerà riconsultabile.   L’archivio di stato di Caserta, sarà così suddiviso in due sedi, quella di Pastorano e quello della Reggia. In attesa che si concludano i lunghi lavori di restauro della Caserma Pollio seguiti dal provveditorato alle opere pubbliche, nell’emiciclo vanvitelliano, che dovrà diventare la sede dell’archivio che così sarà restituito finalmente e definitivamente alla città. Roma, 20 ottobre 2018 Ufficio Stampa MiBAC”. È falso che la Italarchivi srl si sia aggiudicata la gara per la procedura in outsourcing, procedura che è non è andata a buon fine. La Italarchivi ha avuto, con affidamento diretto di Famiglietti il deposito delle carte di via Bersaglieri per mesi 6 e la Catone spa ha avuto sempre per affidamento diretto, l’incarico di trasporto delle carte a Pastorano. (vedi determine del dott Famiglietti). Perché il Mibac dirama bugie in un comunicato istituzionale? Non basteranno certo 6 mesi per ultimare “i lunghi lavori di restauro della Caserma Pollio” e quindi un sol colpo Famiglietti fa sparire gli spazi demaniali, 4000 mq in Reggia, nei locali ex aereonautica, condanna ad una permanenza infinita le carte a Pastorano, raggira utenti e contribuenti, con il bene placido del M5S.  L’inadeguatezza della sede di Via Bersaglieri era nota a tutti, e in primis allo stesso Famiglietti, sin dal 2009, come egli stesso scrive, senza aver mosso un dito per risolvere i problemi dell’Archivio. Per concludere il disastro, Famiglietti ha spedito l’intera biblioteca dell’Archivio a Benevento. Operata la distruzione dell’Archivio, Famiglietti nominava direttore dell’Archivio di Stato di Caserta il dottor Raffaele Traettino. Sono passati un paio di mesi dalla sua nomina ed in tutta sincerità, l’operato del Traettino non ci convince affatto, per la disinvoltura con cui sta coprendo misfatti che certamente ha ereditato, ma della cui gestione e soluzione ora è responsabile.  È ora che ci dia delle risposte: Gentile Direttore, come mai sul sito dell’Archivio non troviamo il suo curriculum e il suo atto di nomina?  Per quanto ci risulta oggi l’Archivio non può erogare alcun servizio: le carte in Via Bersaglieri non sono consultabili, quelle in Reggia altrettanto. Perché Lei non pubblica un comunicato in cui informa della impossibilità di consultazione. Perché non leggiamo un comunicato in cui si dice che la sala studio è chiusa, in quanto si stanno facendo inutili e costosi lavori per una sala studio provvisoria?  Perché sul sito non c’è progetto, cronoprogramma, inizio lavori, chi è l’impresa, quanto costano i lavori? A cosa servono?  Che fine ha fatto il progetto di adeguamento degli spazi dell’ex aereonautica?  Dove è il cronoprogramma dei lavori dell’Emiciclo? Cosa sta facendo il direttore per sanare la questione Archivio della Reggia, visto che ad aggravare ancora il tutto, dallo scorso mese di maggio c’è una collaborazione tra Archivio di Stato di Napoli e Reggia di Caserta?  Cosa vuol fare il direttore per le carte dello stato civile dal 1866 e del tribunale e tutte le altre carte sparpagliate in provincia che l’Archivio non può accogliere? Caro dottor Traettino, lei non è Fedez o Chiara Ferragni e non può pensare di menare il can per l’aia pubblicando qualche documento su facebook. Lei presiede una istituzione culturale che deve garantire servizi, che oggi non offre.  La situazione è talmente grave che lei ha partecipato ad una riunione in prefettura con il soprintendente Buonomo, l’on del Monaco del M5S e il Prefetto. Di cosa avete discusso?  Dica come vuole risolvere la vertenza con la proprietà di Via Bersaglieri che vi ha bloccato l’accesso nella sua proprietà impedendovi di trasportare le carte. Dica davvero all’opinione pubblica le cose come stanno, ma una cosa è certa: lei non ha più alibi, ora il Direttore dell’Archivio di Stato è lei, sue sono le responsabilità. Smetta di coprire i vandali che hanno fatto il peggio che si potesse fare. Perché dottor Traettino non si vuole portare l’Archivio in Reggia e risolvere definitivamente la vicenda.?