OSPEDALE MADDALONI, NATALE AMARO PER LE OSS CHE RISCHIANO IL LAVORO

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MADDALONI (Caserta) – Venerdì 28 dicembre, all’interno di uno degli uffici dell’Ospedale Civile di Maddaloni, si è svolto un incontro tra gli OSS in forza alla struttura ospedaliera con la cooperativa ATI.

La cooperativa ingloba in sè tre agenzie di lavoro (Quadrifoglio,  Pellicano 2012 e Aido) che con i propri iscritti hanno dato vita  al consorzio ATI. Questa di occupa di organizzare i  dipendenti distribuendoli in base alla qualifica; gli stessi però sono pagati dall’Asl e nella fattispecie gli OSS (Operatori Socio Sanitari) sono retribuiti dall’Asl con un contratto Asl. Il problema, però, sorge dal momento che gli operatori sanitari non risultano essere stati assunti a tempo indeterminato. Tutto ció nonostante che negli anni, le 47 unità del nosocomio maddalonese, ben 162 in provincia di Caserta impiegate negli ospedali di Piedimonte Matese, Marcianise, Santa Maria Capua Vetere, San Felice a Cancello e Sessa Aurunca, avessero chiesto più volte di essere regolarizzati. Una richiesta legittima che non ha mai trovato reale riscontro nei fatti, ma che al contrario si è  risolta in un cumulo di promesse mai evase.

Tra questi vi sono anche alcuni operatori, 33 solo a Maddaloni, che sono entrati con una graduatoria di stabilizzazione già nel 2005, ma che invece non sono mai stati stabilizzati.I  lavoratori hanno dimostrato anche di essere delusi dalle varie sigle sindacali da cui sono stati seguiti, ma che non hanno dato alcun seguito alle loro preghiereL’incontro si è svolto in modo democratico, ascoltando le idee di ognuno e ricordando che “uniti si può fare qualcosa, ma divisi non si arriva da nessuna parte”. Nonostante l’atmosfera tranquilla e i toni pacati, era palese invece, negli occhi di ognuno, la tensione per l’incertezza del futuro. Si tratta di madri e padri di famiglia che lavorano da anni nello stesso nosocomio. Da quindici anni ininterrottamente nonostante la carenza del personale, fondi sempre più ristretti che hanno limato la paga degli infermieri che iniziarono con un guadagno mensile di 1200 euro per poi ritrovarsi con 500 euro mensili per molto tempo, senza abbandonare il proprio posto di lavoro, giorno dopo giorno.

Ora, a seguito della riforma Madia, grazie anche alla ministra pentastellata  Giulia Grillo, che spinge per la stabilizzazione dei precari nella sanità, le Asl dovranno adeguarsi. E’ la risposta alle tante preghiere dei precari. Il problema è che le OSS della provincia di Caserta non rientrano nel Decreto Salva Precari. Non sono riconosciuti come precari quindi a giugno dovranno lasciare il posto di lavoro. Seguiranno nuovi concorsi per coprire i posti che saranno lasciati vacanti dalle unità esonerate. Insomma, dopo aver maturato anni di esperienza che consente loro di avere tutti i requisiti richiesti, gli impiegati rischiano di perdere il lavoro. Dunque è lecita la domanda: “non siamo stabilizzati, non siamo precari, cosa siamo?”. Qualcuno dovrà pur rispondere a questa domanda.