CRISI CASTELVOLTURNO: ROBERTO FIORE SCRIVE AL MINISTRO SALVINI

CASTELVOLTURNO – L’europarlamentare di Forza Nuova, Roberto Fiore, scrive al Ministro Matteo Salvini in merito al sovraffollamento di immigrati nell’area di Castelvolturno e della crisi economica e della sicurezza che affligge quella zona da molti anni. Questo il testo della lettera:
“Egregio signor Ministro dell’Interno,
Le scrivo a proposito della drammatica situazione del Comune di Castelvolturno.
Nei giorni scorsi, alcuni giornali hanno pubblicato, con dovizia di particolari, i risultati di alcune inchieste americane ed italiane su omicidi e traffico d’organi in cui è tristemente specializzata la mafia nigeriana, con base in quel territorio. 
Questo orribile dato si aggiunge alla spaventosa diffusione dei fenomeni di droga e prostituzione che superano i confini del Casertano per arrivare a toccare addirittura l’Inghilterra.
Nelle mie passate visite nella cittadina flegrea, ho potuto toccare con mano la totale, endemica assenza dello Stato.
Ritengo, quindi, che, al fine di ripristinare l’ ordine civile, siano opportuni e necessari i seguenti passi: 
Commissariare il Comune di Castelvolturno. L’attuale sindaco, del resto, ha già dichiarato più volte la sua incapacità di opporsi al corso delle cose. 
Mettere in campo l’Esercito, necessario per tutelare le donne ed i bambini nigeriani, che rischiano hic et nunc di essere costretti alla prostituzione o soppressi al fine di ricavare organi dai loro corpi.
Espellere tutti i cittadini nigeriani e degli altri Paesi dell’Africa occidentale sprovvisti di permesso o che, seppure legalmente residenti, abbiano commesso reati legati alla droga e/o all’esercizio o allo sfruttamento della prostituzione.
Controllare lo status di centinaia di africani che hanno ottenuto la cittadinanza in modo fraudolento.
Credo che tutto ciò sia possibile solamente per mezzo di una vasta operazione militare i cui obiettivi strategici sono la tutela di donne e minori e la distruzione della mafia nigeriana nel suo santuario più importante.
Ritengo, infine, che sia mio dovere di politico, oltreché di cittadino italiano, sollevare la questione e renderla visibile all’opinione pubblica italiana.
Pertanto, se nelle prossime settimane il mio appello non sarà ascoltato lancerò iniziative straordinarie di protesta su quel territorio.
Spero vivamente che Lei signor Ministro abbia a cuore l’alto interesse dello Stato e pertanto esamini la situazione con urgenza; sono anche certo che arriverà alla conclusione che l’ordinaria azione di magistratura e polizia sia totalmente inadeguata a fronteggiare la virulenza del male che sta strangolando e uccidendo quelle bellissime ed italianissime terre”.

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