TERZO SETTORE: UNA STORIA SENZA FINE

di Alfredo Grado*

“Terzo Settore, il Governo si impegna: «Tassa modificata nel prossimo decreto»”.

Cosi titolava giovedì 10 febbraio 2019 un articolo apparso su “Corriere.it”. Un auspicio per il III Settore, che a quanto pare sembra essere stato rassicurato circa la cancellazione del raddoppio della tassazione a suo carico: ma cosa dire in merito ai contenuti della Manovra sul fronte delle politiche sociali?

Sul fronte della lotta alla povertà, ad esempio, la Legge di Bilancio prevede lo stanziamento di ingenti risorse, ma non chiarisce la natura di gran parte degli interventi che saranno realizzati grazie ad esse. Tuttavia, con la succitata Legge non verrà svuotato completamente il “Fondo povertà”, ma ridotto di 2.198 milioni di euro per il 2019, di 2.158 milioni di euro per il 2020 e di 2.130 milioni di euro annui a decorrere dal 2021. Con tale manovra rimarrebbero quindi in dotazione al “Fondo Povertà” 347 milioni per il 2019, 587 milioni per il 2020 e 615 per il 2021. Queste risorse ammontano approssimativamente al 15% del totale del “Fondo povertà” e corrispondono alla quota già destinata al rafforzamento dei servizi sociali territoriali.

Relativamente alle politiche per la famiglia, invece, va rilevata la perfetta sintonia con le politiche del passato. Si da il caso, infatti, che siano state riconfermate bonus e misure una tantum a discapito di interventi strutturali che sostengono i cittadini che scelgono di mettere al mondo dei figli. L’iniziativa politica, quindi, continua a perseguire una strategia miope che invece di investire in misure volte a rispondere con lungimiranza ai nuovi rischi sociali – in questo caso il calo demografico – naviga a vista senza che sia creato un contesto utile a porre gli individui nella condizione di costruire e migliorare il proprio futuro.

E cosa dire in merito alle persone con disabilità? La Legge di Bilancio, anche in questo caso, sembra rafforzare e confermare alcuni provvedimenti importanti varati nella precedente legislaturain primis la legge sul Dopo di noi e l’istituzione di un Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare. La Manovra introduce anche alcune novità per le disabilità sensoriali e istituisce un Fondo volto a favorire l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità.  Tuttavia, rimane sospesa la discussione sulla ridefinizione dell’importo delle pensioni di invalidità, argomento affrontato a più riprese negli scorsi mesi in relazione all’applicazione del Reddito e della Pensione di cittadinanza e riesploso proprio in questi giorni.

Insomma, in attesa di ”Quota 100” e del tanto atteso Reddito di Cittadinanza, le misure innovative della Manovra sembrano veramente poche, mentre appare evidente una disaffezione per chi mette in pratica il principio di sussidiarietà.

*Docente di Sociologia del Diritto – Criminologo
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