URANIO IMPOVERITO: SENTENZA CORTE D’APPELLO FIRENZE

FIRENZE – Una Sentenza che farà storia quella della Corte di Appello di Firenze che da oggi è passata in giudicato. Farà storia non solo per i contenuti che puntualmente l’Avv. dell’Osservatorio Militare Avv. Angelo Fiore Tartaglia evidenzia ed inquadra giuridicamente al punto di rappresentare riferimento internazionale per la giurisprudenza che l’Italia sta orgogliosamente creando ma anche perché, per la prima volta, il Ministero della Difesa non propone ricorso confermando così, la volontà del Ministro Trenta a trovare una soluzione al problema e consentire al personale una forma di tutela che sia di diritto e non conseguenza solo di procedimenti giudiziari. Sin da quando iniziammo la battaglia, il Centro Studi puntava al riconoscimento del danno causato da disattenti vertici militari per fornire uno strumento di tutela ed evitare che per avere giustizia centinaia di ragazzi o di famigliari di deceduti dovessero rivolgersi alla Magistratura. Tanti, troppi 364 morti e 7500 malati; tanti, troppi 20 anni di battaglie giudiziarie e di ulteriori sofferenze per gli interessati. Dopo 20 anni e 3 commissioni parlamentari, solo la IV Commissione Parlamentare d’Inchiesta a presidenza On. Gianpiero Scanu è riuscita a sollevare il coperchio dell’omertà, mettere di fronte alle responsabilità vertici militari ritenuti fino ad ora “intoccabili” e proporre una legge per creare un quadro normativo di tutela per il personale. Sembra ieri quando la Ministro Pinotti promise solennemente in Commissione parlamentare di non proporre ricorso in Cassazione alla sentenza Vacca della Corte di Appello di Roma per poi dimenticarsene il giorno dopo, presentare il ricorso, ed essere poi condannata anche in Cassazione dopo un anno.Questa volta la Ministro Trenta è stata di parola ed il ricorso alla sentenza della Corte di Appello di Firenze veramente non è stato presentato. Si apre una nuova fase che inizia nel dare fiducia ad una Istituzione che, fino ad oggi, rappresentata da vari esponenti di vari partiti politici, ha sempre rinnegato, denigrato ed offeso sia i militari che le migliori menti scientifiche che hanno sempre confermato la drammatica relazione tra il cancro e l’esposizione all’uranio impoverito. Affrontiamo questa fase storica con un altro spirito e con la consapevolezza che, finalmente, ora anche il Ministro della Difesa sembra essere deciso a ridare quella credibilità e riconoscere quella professionalità a quei militari che donano la vita al proprio Paese e sanno che da oggi non saranno più traditi.

ROMA 11 gennaio 2019

OSSERVATORIO MILITARE

DOMENICO LEGGIERO

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