OSPEDALE, ANATOMIA PATOLOGICA, L’ANAAO CHIEDE IL RIPRISTINO DELL’INTRAMOENIA

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(f.n.) – Tra le varie anomalie che ogni tanto si riscontrano nell’Aorn di Caserta, un posto d’onore spetta alla decisione dirigenziale che impedisce l’attività intramoenia individuale e di equipe medico – tecnica, all’interno dell’Unità Operativa Complessa. A tale proposito la dottoressa Carmela Buonomo, segretaria aziendale del sindacato Anaao Assomed, ha inviato una nota alla triade dirigenziale e al direttore della Uoc di riferimento, in cui chiede l’immediato ripristino dell’attività di cui sopra. La richiesta scaturisce da fondati “motivi di tutela, di operatività assistenziale, di casistica e di problematiche amministrative”. “Nella metà del 2017 – scrive la dottoressa Buonomo – l’attività Alpi del servizio fu sospesa e nonostante le regolari e puntuali domande inoltrate da parte degli interessati per l’anno 2018, non è più stata ripristinata con problematiche di pagamento peraltro, non ancora amministrativamente chiarite, sull’attività di consulenza degli Anatomopatologi presso Procure della Repubblica non provinciali”. La nota continua ricordando che la precedente attività intramoenia del Servizio, sua individuale che di Equipe costituiva già patrimonio aziendale dai tempi del direttore dottor Renato Rossi che con le amministrazioni del tempo ne aveva messo a punto l’operatività, curando il relativo sostegno amministrativo con documenti deliberati, presenti negli Archivi aziendali. “La commissione Straordinaria (2014-20127) l’aveva addirittura incentivata – continua la dottoressa Buonomo –  Un meccanismo quindi funzionale e funzionante che forniva agli utenti del territorio, la possibilità di scegliere l’Azienda per i suoi servizi e le sue prestazioni qualitative. Gli introiti per il personale e per l’Azienda erano significativi con notevole ritorno di immagine. Da revisioni interne alla casistica è possibile verificare come il decremento degli esami che afferiscono all’Uoc di Anatomia Patologica, sia oltremodo sensibile e la parabola discendente preoccupante, infatti nell’ultimo quinquennio abbiamo registrato i seguenti dati 2014: 8506 esami;  2015: 8533 esami;  2016:  8384 esami; 2017: 7975 esami;  2018: 7701 esami:  Il trend verso il basso non è stato calmierato neanche dai nuovi casi, introdotti dall’adesione del 2017 dell’Azienda al protocollo d’intesa con la Procura di Santa Maria C.V. Si evidenzia che dal 2018 l’organico Medico e  Tecnico è completo. Il sindacato deve dalla sua parte sottolineare che il danno professionale ed economico è notevole perché l’Azienda non risulta più attrattiva perché non propositiva con le esigenze del paziente/cliente. Le scelte strategiche aziendali devono essere motivate e spiegate, a fronte della cancellazione di un sevizio sanitario che veniva fornito ed apprezzato dal cittadino, anche perché concorrenziale con le realtà private presenti intorno all’Azienda”.   La logica vorrebbe che si potenziasse e qualificasse il servizio sanitario pubblico, a vantaggio dell’utenza e quando tutto ciò ha la possibilità di verificarsi e non si verifica perché inspiegabilmente le decisioni della direzione strategica vanno in altra direzione…qualcuno si interroga, o no? E qualcuno rivendica risposte o no? Attendiamo in questo caso la risposta del buon senso e non anticipiamo analisi azzardate del pregresso…avremo tempo per tutto…Hasta la vista!

1 commento

  1. ….e la drezione sanitaria ?non ne era a conoscenza?ma chi organizza e controlla l’operato dei reparti? Da noi a Novara la direzione sanitaria sa tutto in tempo reale. Forse è solo questione di competenza,di uomini e donne che abbiano le competenze giuste. Un ricambio veloce non farebbe male all’ospedale cittadino

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