CASERTA YOUNG, IL SEGRETO DEI BORBONE? I GIOVANI CASERTANI E NONOSTANTE TUTTO… BUONA LA PRIMA!

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a cura di Giovanna Longobardi

CASERTA – Non è affatto facile scegliere da dove iniziare per raccontare mesi di preparazione e giorni fatti di frenetiche indecisioni, di obiettivi avvertiti ancora troppo grandi per questa Città e di ideali, forse ambiziosi (chissà, ndr.), che si sono piano piano rimpiccioliti dinanzi ad una realtà spenta e diffidente. Il cammino percorso da coloro che si sono incrociati per dar vita a Caserta Young è stato di sicuro in salita, ma sabato scorso – 12 gennaio – i volti felici degli 80 ragazzi che hanno scelto insieme ai loro insegnanti di partecipare alla prima caccia al tesoro cittadina, hanno restituito le fatiche spese nell’organizzazione di un evento innovativo per i contenuti e per la sua portata e che, come ha dichiarato l’assessore Emiliano Casale, membro del comitato, di sicuro ha messo un timbro su Caserta.

Leader indiscusso del gruppo la carismatica Maria Luisa Ventriglia, presidente dell’Associazione Gianluca Sgueglia onlus, e ideatrice di un progetto filantropico che conservava nel suo cuore da quasi 5 anni. Donna di carattere e di sentita intraprendenza, Maria Luisa non si è mai arresa davanti alle grandi difficoltà della vita, come la perdita di un figlio, e oggi è sostenitrice ad oltranza di una politica sociale che aiuti ad innescare nuovi processi formativi ed inclusivi a favore dei giovani.

La caccia al tesoro denominata “Il Segreto dei Borbone” ha rappresentato per lei una sfida, un salto nel vuoto che non consentiva previsioni. “E’ sempre stato sin dal principio un progetto embrionale – confessa Maria Luisa Ventriglia – ma il sentimento di riscoperta della nostra identità culturale via via in crescendo negli ultimi tempi, ha rafforzato in me la sensazione che fosse arrivato il momento giusto -. Una rete associativa con l’innesto di diverse personalità e figure professionali ha permesso l’istituzione del Comitato Caserta Young: Carmen De Rosa, Alessandro Tebano, Maria Luisa Ventriglia, Enzo Gagliardi, Rosa Cerciello, Pietro Bernardo, Jenny Longobardi e Giacinto Di Patre. Al centro di una grande macchina organizzativa sempre il binomio stringente scuola-cultura e l’idea di rinsaldare quel legame di appartenenza tra passato e presente scegliendo spazi cittadini e locations monumentali, come per esempio Palazzo Paternò e la Reggia di Caserta, per rendere i ragazzi attori unici e dinamici nel tessuto urbano. Sei gli Istituti superiori che hanno aderito al progetto proponendo una propria rosa di studenti all’ultimo anno di liceo, che per affrontare le prove si sono adoperati nella conoscenza di monumenti, iconografia, primati storici, innovazioni, usi e costumi al tempo dei Borbone.

Cultura a tutto campo anche con una prova di degustazione, rispolverando antiche ricette borboniche entrate a far parte della nostra tradizione culinaria. Prima classificata la squadra “Napoli” del Liceo Artistico San Leucio guidata dal capitano Stanislao Mingione e dalla prof.ssa Carla Ferrucci, al secondo posto l’ “Abruzzo” con il Liceo Classico Pietro Giannone accompagnato dalla prof.ssa Maddalena Tessitore. Notevoli gli apprezzamenti per gli assets studiati per ogni prova dal prof. Enzo Gagliardi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, in collaborazione con Rosa Cerciello. Un lavoro straordinario che si racchiude nel particolare interesse destato dal Codice Leuciano – Gioco dell’oca, gioco di gruppo che è a dir poco davvero incantevole.

 L’occasione della caccia al tesoro è stata per certi versi anche un esperimento sociale; tutti i ragazzi, infatti, sono risultati dei vincitori… disponibili a lasciarsi contagiare dall’entusiasmo di essere un gruppo e perfino ad abbandonare ogni dispositivo elettronico che potesse distoglierli da quell’occasione di conoscenza e di approfondimento culturale. Divertimento puro anche per gli accompagnatori e i volontari di “Generazione libera” e “Rain Arci Gay” che si sono offerti di contribuire alla riuscita di una manifestazione senza precedenti a Caserta. Una kermesse, durata circa 8 ore, in cui a trionfare è stato lo spirito di coesione e di solidarietà tra associazioni ed enti, senza nessun marchio di sponsorizzazione. Gli organizzatori ringraziano per la disponibilità il dr. Angelo Milo della Coldiretti, il dr. Antonio Foniciello dell’Ass. Campania Viva, il Consorzio Tutela Mozzarella DOP, Chalet Genovese e Canapa Sativa Caserta per aver contribuito al buffet offerto ai partecipanti. Dopo una prima edizione sperimentale, in cui è stato abbattuto quel grande muro di diffidenza che divide i nostri giovani dalla vita politica e comunitaria, ci auguriamo che la manifestazione possa ripetersi magari evolvendo nel tempo in un tradizionale appuntamento della Città di Caserta. Per adesso buona la prima!