“ISSO, ESSA E ‘O MALAMENT”: UNA SCENEGGIATA A CURA DI PINA PICIERNO

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  –    di Andrea Zippa    – 

Lo scenario politico italiano può essere paragonato a un grande cinema multisala che ha in cartellone una ricca programmazione, proponendo le più varie produzioni cinematografiche che possano soddisfare al meglio qualunque tipo di gusto, accontentando anche i palati più fini: è così che, in questo grande caleidoscopio di luci e colori, troviamo la più classica commedia sexy all’italiana, il dramma storico in costume, il film d’animazione, il remake di classici del cinema e del teatro e molto altro ancora. Del resto i nostri cari onorevoli, grazie alle loro (inadeguate, è opportuno specificarlo) strategie, riescono ad elaborare trame ben più astruse e artificiose anche dei più visionari sceneggiatori. In tutto questo ampio panorama, tuttavia, spicca un genere particolarissimo e tipicamente campano: nato sulle assi dei palcoscenici napoletani nel dopoguerra e poi trasposto al cinema, la classica sceneggiata napoletana conosce un vasto boom negli anni ’70 e ’80; oggi questa forma di spettacolo riscuote grande successo nel Parlamento Italiano ed Europeo grazie alle vicende di una nostra conterranea, il cui nome starebbe benissimo accanto a quello di grandi interpreti di sceneggiate come Mario Merola e Regina Bianchi: stiamo parlando ovviamente della piddina Pina Picierno, al cui nome tremano gli scranni di Montecitorio e piovono fulmini in Via del Nazareno.

Nata nel 1981 a Santa Maria Capua Vetere, ma cresciuta a Teano e attualmente residente a Roma, la Picierno si può considerare una figlia d’arte poiché il padre è stato prima ingegnere e poi segretario cittadino del Comune di Sessa Aurunca mentre lo zio fu sindaco di Teano. Con una simile tradizione familiare alle spalle, decide di buttarsi anche lei in politica, studiando Scienze della Comunicazione all’Università di Salerno, laureandosi con una tesi su, udite udite, “Il linguaggio politico di Ciriaco De Mita”, da lei stessa definito come il suo mito: non a caso è proprio grazie alla mediazione del decano della politica italiana che la Picierno, a soli 23 anni, diverrà segretaria nazionale dei giovani della Margherita di Rutelli; quando poi tale partito confluì, nel 2007, nel PD appena fondato da Veltroni, anche lei seguì questo trasferimento, divenendo prima capo dei giovani del partito e poi candidata alla Camera, dove entrerà nel 2008; ma è a questo punto che il mito demitiano crolla: per far posto a lei, infatti, Veltroni depenna dalle liste PD campane, con il pretesto di raggiunti limiti di età, proprio De Mita che per protesta passa nell’UdC casiniano, affermando, dopo qualche anno, di aver perso le tracce della sua protetta. Nel 2013 la nostra torna alla Camera dopo aver sostenuto la candidatura di Bersani contro Renzi, ma è proprio in questo periodo che avviene la sua illuminazione sulla via di Damasco: infatti (chissà perché!) diviene improvvisamente ferma sostenitrice di Renzi, risultando così l’unica tra i militanti PD a non essere estromessa dal partito al momento del cambio di premier; sarà proprio Renzi, inoltre, a spingerla a candidarsi al Parlamento Europeo, dove è attualmente in carica e il cui mandato terminerà quest’anno; tra l’altro, proprio nel periodo della sua campagna politica per salire a Bruxelles, la Picierno si è resa artefice di diversi scontri nel PD causati tanto da scissioni interne al suo stesso partito quanto dal timore di non ricevere abbastanza voti nella sua Circoscrizione Meridionale, timori non infondati, derivanti dalla sua pressoché totale assenza dal territorio campano.

In che modo la nostra arriva in Europa e cosa combina tra i banchi di Bruxelles? Questo è un caso interessante da seguire. È il 2014 e Pina Picierno insieme ad altre quattro donne, Alessandra Moretti, Simona Bonafè, Caterina Chinnici e Alessia Mosca, tutte capoliste PD e tutte renziane convinte, ottengono il seggio in Europarlamento. Il loro obbiettivo? Cambiare verso all’Europa perché, secondo una definizione della stessa Moretti, loro sono “Belle, brave, intelligenti ed eleganti”. Ora, mettendo da parte queste loro importantissime caratteristiche che riteniamo siano essenziali per entrare nell’Europarlamento, giunte a Bruxelles, le “Fantastiche 5”, statistiche alla mano, risultano totalmente assenti dalle attività parlamentari, tanto che per interventi, interrogazioni parlamentari, relazioni e quant’altro riguarda l’attività politica europea sono ai minimi storici. Chissà, forse si sono perse nei meandri del palazzo europarlamentare alla ricerca di una biblioteca per incrementare la loro intelligenza e la loro cultura!

Di temperamento tutt’altro che pacifico, la nostra cara Picierno si è resa (e tuttora si rende ancora) protagonista di celebri liti e scontri, specialmente in TV: all’accendersi dei riflettori e al lampeggiare della lucina rossa della telecamera, non importa se sia la RAI o SKY, Mediaset o La7, il suo one-woman show può avere inizio; del resto la Picierno si è sempre dimostrata amante del mezzo televisivo, anticipando di qualche anno il suo amato leader Matteo Renzi, che, negli ultimi mesi, seguendo il suo delirio di onnipotenza, ha vestito i panni di un novello Cicerone fiorentino, manco fosse Piero o Alberto Angela!

Di performance televisive la nostra Picierno non è avara, regalandoci a volte delle vere e proprie perle, che permettono di saggiare al meglio la qualità dell’intellighenzia renziana e piddina in generale… Il Picierno Show non a caso ha una trama precostituita con lei che cerca di prendere la scena e apparire come protagonista assoluta, utilizzando espressioni enfatiche, linguaggio astruso e periodare complesso per dire assolute banalità, finendo sempre per avere lei la peggio. Come dimenticare la scena dello sventolamento di uno scontrino della spesa riportante i suoi acquisti effettuati in supermercato in diretta nazionale RAI al talk Ballarò per dimostrare la validità della proposta degli 80 euro in busta paga? O ancora la lite avuta con il leghista Massimo Poliedri ad Agorà nel 2011 che merita di essere ricordata per la finezza e l’eleganza dei due contendenti? Questi i fatti: la Picierno accusa i leghisti di mostrarsi potenti soltanto a Pontida per poi calarsi le braghe una volta a Roma; al che Poliedri risponde: “Se ci caliamo le braghe noi, ci può essere una bella sorpresa per te”. Merita di essere menzionata anche una lite con Vittorio Sgarbi nel 2014 con il critico d’arte che si scaglia contro la Picierno accusandola di non avere idee politiche e di essere salita in Europa “Solo perché Renzi ti ha messa prima nella lista […] sei la cameriera di Renzi, una nullità assoluta”. Infine un commento degno di nota del filosofo Massimo Cacciari in una trasmissione di La7 sempre del 2014: “Se dobbiamo parlare della Picierno io me ne vado!”. Non a caso, un articolo de L’Espresso titola emblematicamente: “Ma quanto è noiosa Pina Picierno in TV?”

Pina è famosa anche per le innumerevoli gaffe che propone su Twitter: ricordiamo la recente offesa gratuita rivolta in un tweet (poi misteriosamente scomparso), in occasione di una manifestazione PD, ai futuri riceventi del reddito di cittadinanza, accusati di essere gente che non ha voglia di lavorare; tuttavia, il capolavoro è una critica rivolta nelle sue intenzioni al Ministro dell’Interno Salvini riguardo un episodio di cronaca, uno stupro ad una ragazza, avvenuto a Napoli nel marzo del 2018: davvero con molta celerità, a (soli!) quattro mesi di distanza, la Picierno scrive un tweet in cui accusa Salvini di non curarsi dei problemi di sicurezza dell’Italia e di fare solo propaganda. Peccato che la nostra abbia dimenticato che nel marzo 2018 era ancora in carica il Governo Gentiloni e il Ministro dell’Interno era Minniti, il tutto rigorosamente marcato PD…

Portatrice sana di polemica, ricordiamo poi la querelle a distanza con il suo “mito” De Mita: dopo la salita al potere, infatti, con molta coerenza, la donna definisce l’ex DC come un politico obsoleto: non a caso, in occasione dell’elezione a sindaco di Nusco di De Mita, ormai fuori dai giochi di potere che contano, la nostra gli consigliò di evitare di candidarsi anche come amministratore di condominio. Come dimenticare poi lo scontro che trasformò il Parlamento in un “vascio” con la Picierno che, in piena campagna elettorale europea, diede della pescivendola alla deputata e segretaria del PD campano Assunta Tartaglione, accusata di prendere tempo nel convocare la riunione tra lei stessa, capolista, e gli altri militanti PD campani, perché condizionata da De Luca, a lei ostile? A proposito dei rapporti non proprio idilliaci tra la Picierno e De Luca si può ricordare l’accusa rivolta in questa occasione dalla politica contro l’allora sindaco di Salerno, definito come il tiranno della città che avrebbe ordinato di votare in Europa per Nicola Caputo (leggi qui la questione del riso birmano) e Anna Petrone, suoi fedelissimi, o la più recente offesa a quello che oggi è il governatore della Campania, definito scomposto e inadatto. Infine giova sottolineare anche una rottura interna di Pina con un membro della sua stessa famiglia: lo zio Raffaele, già sindaco di Teano e iniziatore della nipote alla politica, ha infatti dichiarato nel 2014 al Corriere del Mezzogiorno di non essere più in contatto con Pina, che non si faceva più sentire né vedere, affermando: “è un modo di agire che non comprendo […] agisce in un modo che mi lascia seriamente interdetto”.

In tutta questa storia non è difficile individuare una perfetta trama per girare una sceneggiata di grande successo, magari proprio con Pina Picierno, Mario Merola in gonnella, nel ruolo di se stessa, visto il potere ipnotico che esercita su di lei la parola TV. Noi l’idea l’abbiamo lanciata: se ci sono produttori intenzionati ad un prodotto di sicuro successo internazionale si facciano avanti!