FIGLIO TOSSICO MALTRATTA LA MADRE, FINISCE IN MANETTE

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CAPODRISE – Pochi giorni fa un nuovo caso di maltrattamenti in famiglia, che hanno visto in manette il 32enne Antonio Zaccariello. Il ragazzo è stato messo in manette dopo che la madre ha chiesto aiuto per l’ennesima aggressione violenta del figlio. Gli agenti, raggiunta la donna, dopo averla tranquillizzata, ne raccoglievano poi il disperato racconto. La stessa riferiva che il figlio, tossicodipendente da diversi anni, in preda ad una crisi di astinenza, pretendeva del denaro per l’acquisto delle dosi, aggiungendo che da diversi mesi la situazione si ripeteva pressoché quotidianamente, e che le richieste erano accompagnate da insulti, minacce spintoni e percosse, che temeva che il crescendo di violenze potesse avere u  tragico epilogo poiché l’aggressività del giovane non si fermava neppure di fronte alla mancanza di denaro, vivendo la stessa con una modesta pensione di reversibilità. Peraltro, gli agenti appuravano che lo stato di soggezione della richiedente era tale che, pur di evitare le violenze del figlio, spesso lo accompagnava con la sua vettura presso le piazze di spaccio per l’acquisto dell’eroina.  Ricostruita la vicenda, accertato che quella mattina Zaccariello si era reso protagonista di una ulteriore grave aggressione, causando alla mamma lesioni giudicate guaribili in 5 giorni, avendola colpita al volto con schiaffi, verificato che lo stesso annoverava un precedente specifico, essendo stato arrestato in passato per lo stesso motivo, gli agenti procedevano al suo arresto e, al termine delle formalità di rito, a tradurlo presso la Casa Circondariale, Nuovo Complesso, di S. Tammaro. Giovedì 22 u.s., l’Ufficio del GIP presso il Tribunale di S. Maria C.V., condividendo le risultanze investigative della Polizia di Stato di Marcianise, convalidava la misura pre-cautelare e, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, che ravvisava un grave quadro indiziario a carico dello Zaccariello ed un fondato pericolo di reiterazione del reato, applicava nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.