OSPEDALE SAN ROCCO, ASCENSORE ROTTO E APPARECCHIATURE DA ROTTAMARE

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(f.n.) – I muri di gomma intesi come sprezzante atteggiamento di comodo del potere, hanno rappresentato nel tempo, la strategia difensiva più efficace per il mantenimento all’interno dell’Ospedale San Rocco, di un vergognoso stato di degrado e per il perpetuarsi indisturbato di azioni contrarie ad ogni logica di benessere ed assistenza del malato. Ma, a quanto pare, persino i “muri di gomma” sono ben misera cosa se paragonati all’indifferente cialtroneria di chi governa il carozzone Asl, che ci auguriamo venga interessato, quanto prima, da una approfondita inchiesta degli organi competenti, perché è davvero stupefacente che si possa tollerare il perdurare di certe situazioni. E qualcosa, se non si tratta di un miraggio, dovrebbe iniziare a muoversi…sembra infatti che il 29 gennaio u.s. nell’ufficio di un Gup al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta del pm, dopo la conclusione delle indagini, si sia dibattuto sulla sulla richiesta di rinvio a giudizio per un dirigente dell’Asl di Caserta, il quale, avrebbe, il condizionale è d’obbligo, favorito l’assunzione di suo figlio all’interno della stessa Asl. Sarebbe ora che si interrompesse il ciclo perversod ei favoritismi e delle clientele.  E torniamo al San Rocco cominciando dall’ascensore  guasto da giorni nell’indifferenza totale, mentre l’ineffabile direttore sanitario part time, praticamente impermeabile ad ogni sollecitazione, pare abbia speso le energie accumulate nelle poche ore settimanali che dedica all’Ospedale, nell’appaltare i lavori di adeguamento antincendio al 3° piano del Presidio Ospedaliero…Lavori annunciati come radicali, ma che di radicale al momento non hanno nulla…organizzati in maniera approssimativa e disordinata, come del resto tutto il sistema che presiede alla distruzione totale dell’Ospedale sessano, dureranno tre mesi. A fronte delle ripetute richieste disperate del primario della UOc di Cardiologia-Utic, che avrebbero dovuto far scattare da parte di una direzione sanitaria “degna” ed una direzione generale appena “decente”, un piano di sostegno immediato ad un reparto “sensibile” con grave carenza di medici, e che lavora in condizioni di emergenza, la sintesi della risposta inaudita del Ds è stata: riducete i posti letto, perché dobbiamo fare i lavori. Intanto le graduatorie scorrono e la direzione dell’Asl ha provveduto a recuperare medici sia per la Pediatria che per l’Anestesia e Rianimazione…ma la Cardiologia sembra essere la cugina povera delle patologie considerate degne di rispetto. Viene il sospetto che all’origine di certe inspiegabili trascuratezze, vi sia un atteggiamento preconcetto ed ostile nei confronti del primario di Cardiologia-Utic… Non commentiamo soltanto perché non vogliamo degenerare…ma ci chiediamo dove sia quel bravo sindaco di Sessa Aurunca che ricorda, a sprazzi di essere, il responsabile della Sanità cittadina, dove siano tutti i pettoruti/e galletti/e da combattimento che fanno la ruota al pavone reale…se per caso non abbiano tutti l’influenza come quelli dell’ufficio personale dell’Asl… anzi al momento… sembra vi sia addirittura una epidemia…Ma ciò che interessa maggiormente, sono i bambini che in questo periodo di influenze non possono fare radiografie per eventuali bronchioliti e polmoniti, perché le apparecchiature sono rotte da oltre 15 giorni e dovrebbero arrischiarsi a sottoporsi ad una Tac dall’esito incerto e nociva a causa delle radiazioni…e l’utenza protesta perché chiede la possibilità di effettuare gli accertamenti diagnostici del caso ed i medici che vogliono evitare rischi per i piccoli. Ed il direttore sanitario?, come le stelle di Cronin sta a guardare. Ma ci rendiamo conto? Ma per quanto tempo ancora faremo finta di niente? Ma per quanto tempo ancora, la vita e la salute della gente, consentiremo che siano gestite dall’approssimazione?

1 commento

  1. Come mai questi ospedali pubblici in provincia di caserta fanno sempre così schifo mentre le cliniche private (convenzionate con la regione) fanno affari d’oro? Forse perché i “politici” locali hanno interessi economici nella sanità privata…
    Ad esempio, uno a caso, Gennarino Oliviero (detto à prumess’) ha i due figli e la nuora dipendenti di tre diverse cliniche private.

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