BAIA DOMIZIA: STORIA DI “SOLITI ABUSI”

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   –  di Salvatore Zinno –

Quella che una volta veniva indicata come la “Perla del Tirreno”, con l’aspirazione di divenire il volano turistico-balneare per l’intera provincia di Caserta, continua a vivere momenti di grossa incertezza. Incertezza dovuta all’approssimazione con la quale, le amministrazioni comunali che si “contendono” il territorio rivierasco – è il caso di dirlo, portano avanti la loro politica di controllo e di sviluppo sulla fascia costiera. L’ultimo fatto eclatante, in ordine di tempo, è sollevato da una pagina facebook di cittadini, per lo più proprietari di seconde case nella località turistica, che si chiama “Ami BAIA DOMIZIA se…”, e segnala il disboscamento di un tratto di macchia mediterranea retro-dunale. Le foto sono abbastanza eloquenti e non lasciano spazio alle interpretazioni, infatti, appena al di fuori del muro di recinzione di una villa con affaccio diretto sul mare, è stata ripulita in maniera radicale una porzione di ciò che viene definito fascia retro-dunale e che ospitava la tipica macchia mediterranea-tirrenica. Sono stati abbattuti alcuni pini marittimi con oltre sessant’anni di età (come dimostrano i ceppi nel terreno) ed stato totalmente decespugliato il sottobosco endemico composto dai caratteristici cespugli di: erica, lentisco, rosmarino, pungitopo, ginepro, salsapariglia ecc.

Come dicevamo, l’allarme è stato lanciato dal cosiddetto popolo del web, che non si è certo tirato indietro di fronte allo sconcio messo in atto, ed ha commentato negativamente ed in tutti i modi possibili quanto compiuto appena al di fuori dalla casa della signora Vincenziana M. da Pignataro Maggiore; a prima vista, ad occhio non tanto esperto, sembrerebbe che la pulizia del sottobosco non sia l’unico problema legato a quella abitazione, ma forse c’è anche qualche problema di “abitazioni seminterrate…”

La facciata della villetta degli abusi

Comunque, tornando ai commenti, se ne registrano di tutti i tipi e solo di biasimo verso un gesto compiuto o per ignoranza oppure, peggio ancora, per spregio delle regole e dei beni comuni, come sottolineato da un commentatore.

Il tono dei commenti è molto vario, da chi invoca la “cacciata del danneggiatore, da Baia Domizia, a chi invece chiede a gran voce che venga denunciato; c’è chi invoca l’intervento dell’Ente Parco, della Soprintendenza, del Consigliere Verrengia e chi invece sottolinea che Baia è “Terra di nessuno, ognuno fa quel che vuole”, dando dei Criminali alle Amministrazioni locali. Quest’ultima notazione ci riporta indietro all’estate scorsa, nel bel mezzo dello scontro multimediale tra i residenti di Baia ed il sindaco Sasso – alla luce di quanto successo oggi, forse il lamentarsi della latitanza dell’amministrazione nei confronti della località turistica non era del tutto peregrino.

Tra i più agguerriti commentatori, abbiamo notato, un noto Avvocato casertano con origini sessane, il quale cerca, giustamente, di spiegare in che modo è utile la macchia retro-dunale e addirittura vorrebbe promuovere una campagna di sensibilizzazione, sottintendendo la mancanza in merito da parte delle autorità preposte.

Finanche la Sindaca di Cellole avvocato Compasso interviene nella discussione (forse perché si tratta di un illecito commesso in territorio Sessano) ed esclama: “ Vergognoso ciò che è stato compiuto in danno della macchia mediterranea protetta”, bisognerebbe però informare la Sindaca, prima di che si avventuri in esclamazioni di sdegno (sacrosante e legittime), che le stesse cose accadono anche nel tratto di competenza di Cellole, come ad esempio quanto realizzato sulla duna tra i lidi Rendez-Vous e Squalo Beach, dove dei simpaticoni hanno spianato la duna e seminato un bel prato dopo aver piantato delle palmette e dei cipressini che non hanno nulla a che vedere con la macchia mediterranea ma che servono a  fare om,bra alla piscina fuori terra che d’estate piazzano sulla duna a servizio della loro villa; a giudicare dalla foto, forse ci sarà anche qualche ampliamento di troppo travestito da verande e tendoni… Oppure il parcheggio o i campi da beach volley realizzati da alcuni  lidi, sempre sulla duna, verso baia murena e anche baia felice.

Ah, ironia della sorte, ma è solo un caso fortuito, l’abuso denunciato dal popolo del web, riguarda una villetta che era di proprietà dell’attuale assessore ai lavori pubblici del comune di Cellole, magari, quel giorno dal Notaio quando ha venduto, poteva spiegare ai nuovi proprietari cosa potevano fare e cosa no, visto che è anche un geometra!

Tornando alla Baia Sessana, sarebbe utile che il corpo dei Vigili Urbani, alla cui testa siede il comandante Emerito, tra un accertamento di residenza ed un altro, si mettesse in movimento per verificare le irregolarità che vengono commesse di continuo nella zona rivierasca del comune; sappiamo bene che il territorio comunale sessano è uno dei più estesi in Italia, ma in alcuni casi, specialmente quando il cittadino aiuta e denuncia anche solo in forma mediatica, il lavoro è più semplice.