L’ASL E IL CODICE DI COMPORTAMENTO DOUBLE FACE ED ALTRE AMENITÀ…

(f.n.) – C’è un limite a tutte le cose…persino alla faccia tosta…persino ai paraustielli quando sono “letti e consacrati”…una lettura istintiva dovuta alle esperienze maturate sul campo ed alle ustioni riportate a contatto con l’umano sentire e vedere e percepire e agire…E con questo stato d’animo improntato al disincanto, diventa un gioco da ragazzi analizzare lo spirito delle guerre sante, in nome e per conto del popolo sovrano, umiliato ed offeso dal comportamento parziale di alcuni politici bruti, o no?, diventa naturale comprendere se siano giustamente asettiche e riguardino “davvero” la collettività… appunto!, ma, puta caso che… ti accorgi che la collettività è soltanto un paravento, per nascondere un rancore personale, maturato, chissà!, nel mancato trasferimento di un parente dal Nord al Sud, le guerre sante e cose del genere diventano un vero ed autentico “schifo” e rischiano di inquinare tutte le battaglie, che molti altri, tentano di portare avanti in questo territorio massacrato da una Sanità, gestita da qualche patron, come il garage di casa propria. E cominciamo dal ripristino delle regole fondamentali…che all’Asl di Caserta latitano in bellezza…  Capita che dipendenti in servizio o pensionati da poco si occupino di informazione, attaccando o criticando l’Ente dal quale dipende il loro sostentamento. Capita che corrispondenti vari, anche se non dipendenti, ma figli di medici in attività riescono ad avere il loro appannaggio fungendo da veri e propri “portavoce” della Dirigenza dell’Asl. Capita che persino l’Urp dell’Asl sia diretto da un “responsabile abusivo”. Capita che vengano pagati fior fiore di euro ad Agenzie Stampa telematiche e che questo denaro non compaia in bilancio! Capita che con Delibera n. 291 del 01.03.2019, la dottoressa Concetta Cosentino ed il dottor Pasquale Iovinella, Responsabile dell’Anticorruzione, pubblichino il “Codice di Comportamento dei Dipendenti dell’Asl di Caserta”. Capita che all’Art. 13 del Codice si abbia l’ardire di affermare che “I rapporti in nome e per conto dell’azienda con la stampa e i mezzi di comunicazione e di informazione sono tenuti soltanto dai soggetti a ciò espressamente delegati dalla direzione generale, in conformità alle procedure aziendali”. Capita, anche in questo caso, che si dimostrino per intero, ignoranza e disprezzo per la norma. Infatti, i “padroni del vapore” sembrano ignorare che non sono loro a “delegare a ciò ed in conformità alle procedure aziendali”, ma esiste una Legge dello Stato, la 150 del 2000, un DPR, il 422 del 2001 ed un articolo 13 del vigente CCNL che individua le professionalità preposte ai rapporti con la stampa! In caso contrario, oltre a non ottemperare ai dettati legislativi si rischia di incorrere in un vero e proprio abuso di potere. Non è così dottor Pasquale Iovinella? Errare humanum est, perseverare autem diabolicum! Capita, insomma, che ancora una volta, si disattendono tutti i principi dettati dagli stessi lor signori; forse dovrebbero provare a rileggere ed a verificare gli articoli 13, 14, 19 e 26 del memorabile Codice di Comportamento. Hasta el reglamento, siempre!

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