ANCHE CASERTA AL NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA

A cura di Dalia Coronato

“Si è inclusi se si può entrare in un teatro liberamente” afferma il direttore artistico Ruggero Cappuccio, alla conferenza stampa della dodicesima edizione del “Napoli Teatro festival Italia”. La manifestazione internazionale – l’unica in Italia interamente dedicata allo spettacolo –  si presenta come un organismo di crescita culturale e sociale favorendo la partecipazione dello spettatore con biglietti popolari (da 8 a 5 ero) e agevolazioni per fasce sociali più deboli.

L’edizione 2019 presenta 29 eventi internazionali, di cui 19 prime assolute di teatro –  come Il tempo è veleno , un testo scritto dal casertano Tony Laudadio con la regia di Francesco Saponaro – di prosa e danza, e 44 prime di spettacoli italiani. Il NTFI amplia anche la sua struttura e diventano 12 le sezioni del festival. Alle 11 già consolidate del progetto artistico di Ruggero Cappuccio (Italiana, Internazionale, Osservatorio, Danza, SportOpera, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Laboratori, Progetti Speciali) si aggiunge la nuova sezione dedicata al Teatro Ragazzi, che quest’anno propone Puglia Showcase Kids, una vetrina di spettacoli e momenti di approfondimento rivolta alla migliore produzione per ragazzi, promossa dalla Regione Puglia, ideata e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese.

Tra Napoli, Salerno, Caserta, Amalfi, Carditello sono 40 i luoghi scelti per le esibizioni del NTFI con la creazione e la circuitazione internazionale di spettacoli e concerti in sedi non convenzionali, valorizzando il patrimonio culturale della città di Napoli e della regione Campania, dando spazio a realtà teatrali emergenti, proponendo mostre e attività espositive, offrendo la possibilità di confronto e formazione ai giovani attraverso laboratori gratuiti, presentando uno spazio per il cinema e per la letteratura, una rassegna eccezionale che investe in progetti speciali legati alla drammaturgia, alla letteratura dello sport, alla ricerca e alla divulgazione scientifica.

L’approfondimento e la ricerca è parte integrante del festival,  così come i laboratori che guidano giovani e adulti in una creazione originale finalizzata allo studio. Lady M. è la nuova proposta di Francesco Saponaro e Nadia Carlomagno,  un progetto di rielaborazione del capolavoro operistico di Dimitrij Shostakovich, Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk e dall’omonimo racconto dello scrittore russo Nikolaj Leskov. Il laboratorio Radici,  guidato da Roberto Solofria, Rosario Lerro e Luigi Imperato, è rivolto a ragazzi e giovani allievi attori tra i 18 e i 22 anni  e mira ad indagare sul passaggio dall’età infantile a quella adulta.

“Si ricaveranno occasioni turistiche ed economiche, un investimento di 5 milioni di euro” – ricorda il presidente De Luca – “ che tiene in vita la cultura in un Paese che ormai parla di cultura come sinonimo di delitto, di bestemmia”. Molti , infatti sono gli spazi  – oltre i teatri storici partenopei – di grande pregio artistico sede degli eventi del festival, come il Museo Madre, Palazzo Fondi, Ansa del Teatro San Carlo, la Chiesa Donnaregina Vecchia, la Chiesa di Santa Maria della Colonna, Palazzo Venezia, Palazzo de’ Liguoro, Palazzo della Commedia Futura, Made in Cloister, Auditorium 900, la Farmacia degli Incurabili per ricordare la qualità e la quantità di eventi che rappresentano una proposta culturale offerta da Napoli e dalla Campania .

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