IN MOSTRA “IL CORPO E L’OMBRA DELL’ESISTENZA” AL CASTELLO DI CASAPOZZANO

A Cura di Dalia Coronato

Tra le bellezze di un antichissimo borgo medievale, sorge il Castello di Casapozzano, spesso vetrina splendida di rassegne di arte visiva. Sotto le travi ribaltate e i parati ottocenteschi disegnati da architetti irlandesi, è in corso “Il corpo e l’ombra dell’esistenza”, una mostra a cura di Angelo Calabrese e Giorgio Andrea Trovatello.

La presentazione comincia dal racconto di una scelta originale predisposta dal manifesto di apertura. Il simbolo di un giovane fanciullo richiama l’attenzione e risalta al centro dell’opera trasfigurata di Moreau,”Edipo e la sfinge” rivolgendosi a chi è “ancora giovane e possiede gli strumenti per capire la natura, ma non la intende, poiché non ha ancora imparato ad usare e ad osare”, confessa durante l’opening il professore Calabrese. “L’ombra segna la dimensione del corpo” – continua il professore – ed è ciò che unisce le creazioni esposte. La mostra di arte collettiva presenta diversi ritratti tratteggiati da artisti per la maggior parte campani.

Antonio Notari, dalle pennellate forti e decise fa sorgere volti armonici e delicati come Anima blandula. Raffaele Concilio illustra alla “manet-maniera” un vomero di Napoli in controluce, disegnando, con delicati colori pastello, alberi brillanti e strade tipiche partenopee. Ricordando pulcinella e la tradizione napoletana, c’è l’azzardo di Fulvio De Marinis: l’ autoritratto di un uomo che indossa la maschera mentre regge visibilmente il proprio volto tra le mani.

Dal cubismo coloratissimo di Carelli con Tango, si passa alle lenzuola sensuali e avvolgenti che modellano un corpo di donna. Eleonora Petrazzuoli raffigura Attese senza sguardo e un volto sconosciuto che mira verso una luce abbagliante, verso uno sfondo che invoca speranza. “Le sue idee sono anche idee degli altri”, Claudia Mazzitelli con la stilizzazione di una donna su uno sfondo nuovo e dark, traccia linee precise di volti dall’anima complessa e nasce Artefatta: pluralità di pensieri, pareri, convinzioni, invenzioni che diventano arte di tutto il mondo.

Il castello di Orta di Atella e la rassegna sono visitabili fino al 30 marzo dalle ore 12,00 alle ore 19, escluso il lunedì.

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