SINDACO MARINO, NOI LE VOGLIAMO BENE, ACCETTI UN NOSTRO CONSIGLIO…

di Federico GrimaldiL’interpartitico del centrosinistra, voluto dal PD e dal sindaco Carlo Marino, è stato un flop. Questo non depone bene per la tenuta dell’amministrazione, non perché rischi di cadere a breve, ma perché sarà soggetta a continui assestamenti nel corso del tempo. Ma quali sono gli scenari che si prospettano all’orizzonte, sicuramente non sono idilliaci, considerato l’atteggiamento tenuto dai singoli consiglieri che giocano ormai da battitori liberi, pensando già al dopo Marino. Ovviamente, questo clima è figlio delle scelte politiche azzardate del primo cittadino, che ha messo insieme una maggioranza eterogenea di professionisti della politica locale, vere e proprie casseforti di voti, padroni di preferenze che riescono a spostare a proprio piacimento e in qualsiasi coalizione questi si candidino. Una grossa dose di colpe ce l’ha anche l’elettorato medio casertano, che continua a dare fiducia a questi fautori della consolidata arte del trasformismo politico e dell’immobilismo amministrativo, ma come si dice – dove c’è gusto, non c’è perdenza! Allora a noi non resta che fare quello che ci piace di più, gli analisti della politica, quella locale, quella alla buona, quella … a pane e puparuoli. Chi vince in questo momento? Una visione approssimativa e poco attenta, potrebbe individuare nel primo cittadino, che comunque tiene botta e riesce a gestire ancora le truppe, quello che ne esce meglio. Si qualche insubordinazione c’è, qualche mal di pancia pure, ma alla fine riesce a fare tutti contenti tra un bel piatto di pastasciutta o con una delle ormai famose colazioni di buon mattino di casa Marino. Vuoi che non ci si metta d’accordo? Alla fine si fa sempre la “sintesi”, perché adesso si dice così quando ci si “appara” … si chiama … SINTESI, fa più fine. Ma quanto può durare? Può Marino veramente pensare a una sua riconferma, o almeno una ricandidatura? La vediamo difficile, anzi quasi impossibile! Eppure sembra che siano tutti coesi e compatti, pronti a fare scudo con il proprio corpo pur di garantire il loro leader maximo. Sì, questo fino a quando gli conviene. Ci dispiace dirlo, ma la nostra impressione è che l’attuale sindaco di Caserta sia da considerasi “politicamente” come un malato terminale, con al massimo un altro annetto di autonomia, giusto il tempo che ognuno si “appari i fattarielli suoi”, perché tra chi deve sistemare il figlio, chi deve pagare le rate dell’auto, chi ha il mutuo in scadenza e chi deve sbarcare il lunario … tutti, o quasi tutti, hanno degli interessi che gli garantiranno questo percorso di degenza. Perché? Perché, già da tempo un consigliere regionale che ha forti influenze sul sindaco, sta amoreggiando con il centrodestra, e la sua campagna acquisti fatta di assessori e consiglieri comunali è comunque una minaccia, diciamo che costui non è un mostro di discrezione, ma quando hai la fortuna di ritrovarti nel parlamentino regionale con una manciata di voti, se sei scaltro, e lui lo è e pure molto, ti attivi per consolidare e aumentare il tuo bagaglio elettorale, e opzionare una candidatura utile. Vogliamo parlare poi dei pedigree dei numerosi consiglieri che hanno nel loro patrimonio genetico ascendenze ariane e avi che hanno contribuito a fondare la repubblica di Salò, e che oggi si atteggiano a compagni con tanto di eskimo e polacchine? Ebbene, se a questi ex gerarchi, gli sarà proposta un allettante posizionamento nella coalizione del centrodestra, in alternativa o contro Marino, proposta che, almeno sulla carta, garantirebbe una buona percentuale di successo e un altro giro in maggioranza, secondo voi, gli impavidi eroi si esprimeranno o no, in un esemplare salto della quaglia? Assolutamente sì, e anche accompagnato da un doppio carpiato, degno del migliore e fiero alleaten Galeazzo Musolesi di Sturmtruppenttiana memoria. E già così, a occhio e croce, il nostro sindaco non ha più la maggioranza, e questo si verificherà all’incirca tra un annetto, quando sarà sfiduciato in maniera scientifica affinché non gli possa balenare neanche lontanamente l’idea di ricandidarsi. Purtroppo o per fortuna, questo è lo scenario più plausibile. Anche perché lo zoccolo duro, la squadra dei fidati, il nostro sindaco è riuscita a disintegrarla, credendo di fare nuove acquisizioni, ma in fondo per fidelizzare chi? Il Partito Democratico! Quello di Mirabelli, che tanto lo osteggiò durante le primarie e che durante la campagna elettorale avvio una azione di boicottaggio con il voto disgiunto, che si manifestò in tutta la sua comprensibilità nelle fasi dello spoglio? Ah, va bene. Questa è storia, e dalla storia in genere si dovrebbe imparare. Ma può darsi che Carlo Marino sia fermamente convinto delle su strategie, e magari ha ragione lui. Ma noi che non sappiamo farci i fatti nostri, ci permettiamo di offrirgli un suggerimento o una provocazione! Riconvochi il tavolo del centrosinistra, accordi le richieste, e suggelli pure il patto di fine mandato, ma faccia contestualmente sottoscrivere alla sua maggioranza un documento pubblico che li leghi ad un ulteriore patto, quello sulla riconferma della loro ricanditatura a supporto del secondo mandato di Marino. Una forzatura? Una blindatura? Una ulteriore presa in giro? Ma ci piacerebbe vedere con che faccia firmeranno o declineranno l’invito, ma ancora di più ci divertiranno le scuse arzigogolate infarcite di politichese, volgarmente chiamate “pezze a colore”, che caratterizzeranno le loro future campagne elettorali. Solo così il nostro primo cittadino si potrà rendere conto di chi ha accanto, se ancora non l’avesse capito, e magari anche gli elettori potranno comprendere a chi hanno dato fiducia.

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