MINACCE DI MORTE E MALTRATTAMENTI: 54enne FINISCE IN CARCERE

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CASERTA – La Polizia di Stato di Caserta, ha eseguito un’ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di B.M., di anni 54, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, consumati nei confronti della coniuge, e del reato di atti persecutori, posto in essere in danno di T.M., poiché ritenuto dall’indagato responsabile di aver intrecciato una relazione sentimentale con la propria moglie.

L’indagato, già sottoposto, per reati della stessa indole, alla misura cautelare degli arresti domiciliari nel 2017, dal dicembre 2018 al gennaio 2019, reiterava i sui comportamenti vessatori e violenti nei confronti della compagna, destinandole innumerevoli ingiurie, percosse e minacce di morte. In una occasione, la minacciava dicendole “ti devo ammazzare prima a lui e poi a te” e appoggiando due pistole sul tavolo del ristorante che gestiva. Innumerevoli anche le mortificazioni che la donna ha dovuto subire, essendole stato vietato di frequentare amicizie e di disporre della benché minima autonomia finanziaria, al punto da esigere presentazione degli scontrini a giustificazione delle spese effettuate. M.B. giungeva persino a sottrarre le chiavi della macchina alla consorte e a privarla del telefono cellulare, distruggendoglielo in uno dei vari attacchi d’ira di cui era facile preda. Inoltre, nella presunzione che la donna avesse intrecciato una relazione extraconiugale con altri T.M., l’arrestato si rendeva responsabile di molteplici episodi di minaccia e molestia verso quest’ultimo, presentandosi in più occasioni sotto la sua dimora e recapitandogli svariate minacce di morte, anche telefoniche (quali “Devi morire e basta, ti devo sparare, ti devo togliere i pezzi di carne da dosso con la tenaglie”).

L’attività d’indagine, diretta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e delegata alla Squadra Mobile di Caserta, era originata dalla denuncia della donna, ormai stanca delle condotte del consorte violento che, nel tempo, hanno finito inevitabilmente con l’ingenerare in lei uno stato di costante e avvilente soggezione psicologica.

Le molteplici fonti di prova raccolte hanno definito nitidamente le responsabilità dell’arrestato anche per le condotte consumate in danno di T.M., indotto dalle minacce dell’arrestato ad alterare le proprie abitudini di vita, al punto da cambiare abitazione, domicilio e luoghi abitualmente frequentati per il timore di essere ucciso.

Al termine degli atti di rito l’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.