ASL, UMILIATI E TRADITI GLI ADDETTI ALLE PULIZIE

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(f.n.) – Qualche giorno fa un manifesto di protesta a firma dei lavoratori della Ditta che gestisce l’appalto delle pulizie nei Presidi ospedalieri e dei Distretti sanitari dell’Asl di Caserta, comparso sul muro esterno della direzione Asl di Corso Trieste, ha riproposto uno dei problemi più scottanti del mondo dei lavoratori: il vergognoso doppiogiochismo del sistema, con annessi e connessi e danni collaterali cronici, un sistema con molte teste, che sguazza ed ingrassa soprattutto sul ricatto simulato da offerta, che obbliga il lavoratore, stretto nella morsa del bisogno, ad accettare qualsiasi condizione pur di continuare a lavorare e quindi  sopravvivere. Sbattere la porta in faccia a chi ti sfrutta, purtroppo è diventato un lusso che quasi nessuno può permettersi…    Sul manifesto si punta il dito contro i sindacati che non avrebbero tutelato i lavoratori, come sarebbe loro preciso compito e dovere fare…Nessuna  meraviglia…da tempo il sindacato in generale è venuto meno alla sua mission… anche se, ciò che emerge ad una analisi più approfondita, è addirittura incredibile oltre che inammissibile. La vicenda comincia nel 2015, quando l’Asl con  delibera 1238 aggiudica alla Ditta R.T.I.C.M. Service srl di Cascinette d’Ivrea l’appalto per il servizio di pulizia, sanificazione etc per l’importo complessivo di circa 12 milioni di euro…la cifra presentava un ribasso del 37%…davvero imponente se confrontato con la cifra nettamente superiore della ditta uscente. Certi sconti ed agevolazioni, soprattutto quando sono di tali dimensioni, devono essere sostenuti ed in genere a portarne il peso, sono i lavoratori dipendenti, in questo caso i lavoratori della CM Service e della ditta in subappalto la GSI… In questo Paese così bello e allegro, non sono rare le società o aziende che sorvolano come avvoltoi su altre aziende semi decotte in odore di agonia,  pronte a piombare sul “cadavere prossimo” e a speculare fin dove sia possibile…Non sappiamo se sia stato così anche questa volta e se la CM sia una di queste aziende senza scrupoli,  ma negli ultimi anni, le vicissitudini di molti lavoratori sono state incredibili…La solfa dei contratti di solidarietà e dei passaggi di prossimità, intercalati dalle minacce di licenziamento che sparse a pioggia sulla testa dei lavoratori,  laddove era necessario intimorire per sedare le sacrosante proteste, hanno caratterizzato il quotidiano, soprattutto di coloro che non erano né amici degli amici, né parenti né consorti dei sindacalisti giusti, che come al solito hanno fatto la parte del padrone…Facciamo un passo indietro per rinfrescare la memoria a tutti… ricordiamo il passaggio di cantiere dei circa 150 lavoratori ex CoopService e la C.M. Service e GSI, circa 150…era il 2016 ed alle proteste dei lavoratori da giorni senza retribuzione e con la spada di Damocle del licenziamento sulla testa, si venne incontro con il contratto di solidarietà…Risvolto di una medaglia di latta:  le sei ore e 40 previste dal contratto sono sempre state un sogno proibito, “perle” virtuali scritte ma non pagate. Infatti le ore effettivamente retribuite erano quattro…così come nei casi in cui il contratto prevedeva quattro ore quelle effettivamente retribuite erano soltanto due. In alcuni casi la retribuzione è stata di una sola ora…Ma la storia di questi lavoratori è costellata di tanti piccoli episodi che qualcuno ha timore di raccontare…La posizione dei sindacati è ambigua e contradditoria e non si comprende quali diritti stiano difendendo, visto che persino la 13esima e la 14esima, pare vengano rateizzate in busta paga, la qual cosa non riteniamo sia prevista da alcuna norma contrattuale. Ma ciò che indigna soprattutto per il complice silenzio  degli interessati e non solo…è apprendere che, laddove si era verificata la possibilità di incrementare l’orario dei lavoratori, si è preferito lasciare inalterato  lo stesso ed assumere circa una quarantina di nuovi lavoratori, pescando allegramente dal vivaio degli amici e dei parenti…Risulta inoltre, ma torneremo a parlarne nei prossimi giorni, che non tutti i lavoratori assunti rispettino gli orari di lavoro, ma anche nella gestione del lavoro  rispettino puntualmente i benefici delle parentele… Alla prossima! Hasta la vista!

1 commento

  1. Quello che state raccontando è solo un pezzetto di verità In un periodo la tredicesima come lo stipendio veniva pagata direttamente in banca. E sapete chi ci aspettava fuori dalla banca ? si proprio lui e dovevamo restituire una parte della tredicesima.
    che ne potete sapere

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