I SOCIALISTI DI TERRA DI LAVORO IN VIA DI ESTINZIONE? 

CASERTA – Qualche giorno fa si è svolta l’assemblea del PSI provinciale, guidato da alcuni anni da un ex PCI-PD, il dottor Brancaccio di Orta di Atella. Qualche compagno, presente ai lavori, ci ha dichiarato testualmente: “Sembrava una riunione di carbonari, che in silenzio, dopo una breve illustrazione delle due mozioni, quella del campano Maraio e del pugliese Iorio, hanno votato tutti all’unanimità la mozione “Identità Socialista” del consigliere regionale, fedelissimo di Nencini e Del Bue”. Eletti anche i delegati con l’esclusione di alcuni iscritti della città di San Prisco che hanno pagato la tessera direttamente alla Direzione Nazionale del PSI a Roma. Ma il tesoriere del PSI, un tal Pastorelli, che continua ad inveire contro i compagni espulsi Labellarte, Potenza, Sollazzo e Biscardini, per aver denunciato il numero delle tessere gonfiate al Congresso di Salerno nel 2016, con l’intervento della Magistratura che fece ripetere il Congresso a Roma nel 2017, ove fu rieletto Nencini segretario nazionale. Presente una folta delegazione di iscritti della provincia di Caserta e della sezione di San Prisco, “Sandro Pertini e Pierino Lagnese”, inaugurata nel 2016 proprio da Enzo Maraio. Alla fine si è perfino brindato per il pieno incassato da Maraio ed il coordinatore provinciale ha anche fatto qualche riunione direttiva che nulla ha a che fare con la politica del PSI, deridendo il compagno Luigi Iorio, un foggiano che sicuramente si batterà fino alla fine nei congressi di tutta Italia ed accetterà il verdetto democraticamente. Abbiamo inviato l’articolo apparso qualche giorno fa su Appia Polis ad un autorevole esponente dei Socialisti del XXI Secolo, il quale ha dichiarato testualmente: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un altro Congresso taroccato con il Gatto e la Volpe, Nencini e Del Bue, che continuano a tenere i fili di un PSI oramai giunto al capolinea”. Sicuramente l’ex assessore regionale, Pietro Lagnese, riferimento nazionale del PSI di Terra di Lavoro, negli anni 70 e 80, e lo stesso ultimo segretario provinciale del PSI, Mimmo Dell’Aquila, non avrebbe permesso a questi dilettanti allo sbaraglio, di celebrare un congresso provinciale, senza una Commissione di Garanzia, che avrebbe dovuto controllare gli elenchi degli iscritti di tutte le sezioni. E poi il Pastorelli della situazione si lamenta che compagni iscritti denunciano il Tesoriere per le tessere pagate e che non sono state consegnate alla sezione di San Prisco nel 2016, 2017 e 2018. Sicuramente in questi giorni la Direzione del PSI o chi la rappresenterà, dopo il Congresso del 29-30 e 31 Marzo dovrà restituire agli iscritti della città di San Prisco le somme incassate senza inviare mai le tessere.

Tacco di Ghino

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