CAB, PROTESTA DEI DIPENDENTI “PRESI IN GIRO DALLA POLITICA, NON CREDIAMO PIÙ A NESSUNO”

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LA CERTIFICAZIONE UFFICIALE DEL FALLIMENTO POLITICO DI GENNARO OLIVIERO

di Salvatore Zinno

SESSA AURUNCA – Questa mattina, dalle prime ore dell’alba, gli operai stagionali del Consorzio Aurunco di Bonifica, hanno occupato pacificamente la sede dell’Ente a Sessa Aurunca.

Le motivazioni di questa dimostrazione sono sempre le solite, purtroppo; la mancanza di certezze sul loro futuro lavorativo.

È dal 2011 oramai che la sorte di questo importantissimo Ente sembra segnata; commissariamenti che sono serviti solo a fare clientela politica, e ad agevolare le carriere personali dei commissari, senza che la Regione Campania, artefice dei commissariamenti facesse nulla per dare stabilità al Consorzio.

Siamo arrivati ad oggi con una situazione che raccontata così com’è, agli occhi di chi non vive questo dramma in maniera diretta, può sembrare solo una commedia.

Due Commissari Straordinari Regionali, Ciro Foglia commissario del Consorzio Aurunco, nominato da Gennaro Oliviero (per sua stessa ammissione) nell’agosto 2018 e Giuseppe Testa, commissario del Consorzio Napoli-Volla al quale sono state distaccate le funzioni dell’Aurunco.

Da un lato c’è il commissario Foglia, ministro senza portafoglio – in quanto l’aurunco ha i conti correnti pignorati e non dispone di risorse economiche spendibili – che sarebbe intenzionato ad assumere gli operai stagionali senza avere la copertura finanziaria per pagarli perché la politica della clientela così desidera; dall’altro lato risponde il commissario Testa che ha una piccola dotazione finanziaria derivante da rimesse che la Regione ha inviato al Napoli-Volla per le spese dell’Aurunco, che invece non ha nessuna intenzione di spendere queste somme per avviare una stagione irrigua dall’esito incerto. Ricordiamo che l’anno passato, più o meno con le stesse modalità, i lavoratori stagionali furono assunti ed hanno lavorato solo diciotto giornate, contro le centocinquanta solite. In questo modo, hanno perso gli stipendi per le centocinquanta giornate, il diritto all’assegno di disoccupazione agricola e un anno intero di contribuzione previdenziale; che per gente di una certa età, quasi a fine carriera lavorativa, è impossibile da recuperare.

È per questa ragione, che l’occupazione di oggi del Consorzio Aurunco, è la certificazione ufficiale del fallimento politico di Gennaro Oliviero, vero deus ex machina della politica sessana e artefice delle scelte che la Regione Campania ha fatto in merito alla crisi del Consorzio. Sono sotto gli occhi di tutti i proclami urlati sui social network o tramite qualche “quotidiano amico”, nei quali il “ghost writer” del consigliere regionale, forse un po’ preso dall’impulsività della giovane età, annunciava mirabolanti risoluzioni e salvataggi per il consorzio e per i sui dipendenti. A questi annunci facevano ampio eco i tifosi politici del consigliere, tra i quali l’immancabile sorella, ma molto più gravemente il Sindaco di Sessa, il capogruppo in Municipio Marcigliano e alcuni assessori.

Questa politica degli annunci ha prodotto solo un cumulo di macerie ed oggi i dipendenti del consorzio li stanno raccogliendo e li stanno scagliando verso gli artefici politici di questo disastro.

Cosa chiedono i lavoratori: chiedono un interlocuzione diretta con il Governatore De Luca, senza intermediari, senza i soliti: Bonavitacola, Oliviero, Graziano, Zannini, Bosco, ecc…tutti gli attori in commedia che si sono immischiati nella vicenda Consorzio Aurunco: De Luca è l’unico che può intervenire in maniera definitiva o per la prosecuzione della vita del Consorzio o per la sua definitiva liquidazione; ma i dipendenti a questo punto, pretendono di sapere quale debba essere il loro destino.

Di promesse e chiacchiere, i lavoratori, ne hanno portate a casa a vagonate, spesso in occasione delle campagne elettorali (tanto in Italia una campagna elettorale c’è sempre…ndr); così è stato per le elezioni regionali del 2015, per le comunali di Cellole e Sessa Aurunca, per politiche dello scorso Marzo che vedevano candidati sia Oliviero che il figliolo del Governatore De Luca nel collegio di Caserta – quando lo stesso Oliviero promise che entro il 15 di marzo sarebbero stati assunti tutti – per le recenti primarie del PD che hanno visto una massiccia presenza al voto nei seggi di Cellole e Sessa di operai del Consorzio e delle loro famiglie, e così sarà per l’imminente apertura della campagna elettorale per le Europee.

I lavoratori però ora si sono stufati in maniera definitiva, o dentro o fuori…la protesta di oggi è finalizzata ad avere certezze in un senso o in un altro. Chiamati a dare queste certezze sono i due commissari e se non sono in grado di darne, vadano via subito; i lavoratori ne chiedono le dimissioni immediate per manifesta incapacità, soprattutto del commissario Foglia, reo di aver accettato un incarico “politico” senza avere alcuna idea di cosa proporre per uscire dall’angolo.

Come evolverà la soluzione è difficile da prevedere, però sentiti i vertici dei sindacati, si è capito che la strada è tracciata così come proposto due anni fa da loro stessi, ovvero: la liquidazione del Consorzio Aurunco e accorpamento con altro territorio; questa ipotesi, l’unica percorribile a detta dei sindacati, fu platealmente opposta dalla politica regionale e dal solito Oliviero in primis.