OSPEDALE, VERGOGNA!, IL MANAGER ACCENDA I RIFLETTORI SUL PS

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dorme OSPEDALE, VERGOGNA!, IL MANAGER ACCENDA I RIFLETTORI SUL PS(f.n.) –  Nonostante la violenza di alcuni commenti, relativi agli articoli che urticano la sensibilità delle periferie del potere, figuri al primo posto nell’agenda delle reazioni scomposte,  è sempre stupefacente la faccia bronzea di chi nega l’evidenza dei fatti., ma lasciamo perdere e soprattutto, lasciamo che il corso della calunnia si areni naturalmente…Pensiamo piuttosto a riaccendere i riflettori sulle liste d’attesa, per i ricoveri di elezione che, a quanto pare, continuano a segnare il passo e a nessuno punge vaghezza di intervenire. La direzione sanitaria nella persona di santa Tetta del Nientesacciu del Mutasono,  si è definitivamente appisolata sul problema… resta da vedere se la dimensione letargica attuale,  derivi da un suggerimento o da una imposizione…Intanto, richiamiamo l’attenzione del manager su un vergognoso episodio, verificatosi sabato mattina u.s. al Pronto Soccorso…Avete presente quel centro di smistamento per i ricoveri rapidi, meno rapidi, lenti, lentissimi o per le dimissioni inconsulte, il tutto determinato dal grado di parentela o di amicizia o di favore o di debito o di credito o di qualsiasi altra cosa, regolarmente estranea allo stato di salute dei pazienti che si presentano alla reception?, … bene…proprio quello…Allora, direttore Ferrante, in un Comune della provincia di Caserta, nella mattina di sabato 13, un uomo di colore dell’età di circa 45 anni, palesemente sofferente, che a stento si reggeva in piedi, si è recato in un ambulatorio X ed ha chiesto aiuto…l’uomo si sentiva molto male e stava quasi per svenire. Il sanitario Y che lo ha  accolto, ha misurato immediatamente la pressione al poveretto, ritenendo necessario, effettuare anche un controllo della Glicemia, i cui valori sono risultati gravemente alterati, addirittura 500 mg/dl. (Ricordiamo che i valori normali sono compresi, a digiuno tra i 60 ed i 110 mg/dl). Il sanitario Y ritenendo, giustamente, che il giovane immigrato stesse correndo rischi serissimi, non ultimo quello del coma diabetico, ha esortato lo stesso, a recarsi al più presto, al Pronto Soccorso di Caserta, dove lo avrebbero visitato e sicuramente ricoverato. L’uomo, molto timoroso dapprima, poiché pare sia entrato irregolarmente nel nostro Paese, veniva rassicurato dal sanitario Y, poiché l’assistenza umanitaria nella nostra società è un preciso dovere, così come lo è l’assistenza sanitaria, nelle strutture pubbliche e non solo e da parte di chi, all’interno delle stesse, “sostenga” di esercitare la professione di medico o infermiere. Il poveretto, alle soglie di un coma diabetico, si è recato nel Pronto Soccorso di Caserta…dai cui ambulatori è uscito qualche tempo dopo…diabete a 500 ma… “nessun ricovero e nessuna assistenza”…soltanto il vago consiglio concesso da qualche scienziato, che gli avrebbe suggerito di recarsi, il giorno dopo, presso qualche centro diabetologico dell’Asl…L’immigrato ha vagato in gravi condizioni e  con la paura di essere arrestato per ore e poi, sfinito, è tornato dall’unica persona che lo aveva curato e gli aveva consigliato di andare in PS. Noi non desideriamo commentare l’episodio del Ps, il cui “lurido” significato, tradotto in termini accessibili a tutti è “chissenefregadiunimmigrato”. Nessun commento ma un profondo disgusto.  Oggi, grazie a qualcuno, esterno al Pronto Soccorso, che non ha dimenticato di avere una coscienza né di essere un medico, il poveretto ha potuto essere assistito in un centro diabetologico dell’Asl, in provincia di Caserta. E se fosse deceduto sul bordo di una strada ?, chi avrebbe provato qualcosa di simile alla pietà, per un irregolare, che dopo essere scappato per mille ed una ragione dal suo Paese, continuava a scappare?, a chi sarebbe venuto in mente di andare a ritroso lungo le ragioni sperdute della morte e sulle possibilità di sopravvivenza, che qualcuno aveva stroncato?, se fosse morto lungo la via del ritorno disperato, verso l’umanità “isolata” di quel sanitario Y, che lo aveva accolto ed indirizzato, chi avrebbe indagato sulle ragioni e sul metodo scellerato con cui nel Pronto Soccorso dell’Azienda ad Alta Specializzazione di Rilievo Nazionale di Caserta, si decide della vita e della morte di un uomo? Ma lei…dottor Ferrante, ha idea di quello che succede al Pronto Soccorso?, e cosa aspetta ad indagare sulla mancata applicazione delle sue disposizioni relative al ripristino delle liste d’attesa?, con particolare riferimento a  qualche reparto?  Quel famoso processo di umanizzazione di cui lei, dottor Ferrante, si ammanta in tutte le feste comandate, da dove comincia?, per caso dal Pronto Soccorso?, non lo penserà sul serio… vero? Hasta la verguenza!