OSPEDALE, SINDACATI DISPETTOSI CHE CANCELLANO I NOMI…

(f.n.) – Articolo 9 e danni collaterali…È addirittura raccapricciante la perseveranza di alcuni sindacati, nel ritenere che il resto del mondo sia costituito da imbecilli, ma soprattutto lascia perplessi, l’ostinazione con cui gli stessi, continuano ad illudere i lavoratori, lasciando loro intendere che il fallimento di un lucroso imbroglio, sia soltanto una ingiustizia ed un sopruso perpetrato dalla direzione dell’Aorn. Il sindacato ispiratore dell’articolo 9, ha inviato una lettera alle direzioni amministrativa e sanitaria dell’Aorn, alla corte dei Conti e al direttore generale alla Regione, Antonio Postiglione, omettendo di citare nella sua carica manageriale, il direttore generale Ferrante, con una maldestra azione di “sfregio” evidente, che riesce ad essere soltanto ridicola e tale verrà considerata da coloro che, tra quanti indirizzo, hanno conservato il senno. L’intellighentia sindacale, sempre “molto” ben consigliata ed indirizzata, ha quindi “impugnato” la deliberazione 209 del 18 marzo u.s. con cui l’Aorn prendeva atto della relazione dei legali sulla scabrosa vicenda dell’articolo 9 e prevedeva il rientro delle somme indebitamente erogate.  Non entreremo nel merito della nota sindacale, perché appare estremamente difficoltoso, districarsi tra un elemento sintattico ed il prolasso genitale della fantasia, così come risulta assai faticoso, tradurre in termini accessibili alla nostra modesta intelligenza, il disperato tentativo sindacale di essere incisivi senza peraltro produrre elementi validi a sostegno di una tesi che risulta, de facto, personalissima ed interessata…nessuna citazione relativa ad eventuali sentenze, nessun articolo di legge, ma sempre e soltanto considerazioni a difesa della propria causa e dei propri interessi. Assai curiosa invece, appare l’omissione del dottore Ferrante nella sua carica di manager, dall’elenco dei destinatari della nota prima e la ricomparsa dopo, dello stesso, ad uso e consumo del sindacato che si rivolge direttamente a lui, anzi al suo ectoplasma, visto che non è in indirizzo, insegnandogli i metodi di gestione dell’azienda e la maniera idonea di tutelare gli interessi della stessa. Stupisce inoltre, ma non troppo, il risveglio improvviso dell’esigenza di trasparenza da parte di chi dell’assenza di trasparenza delle varie direzioni si è avvantaggiato e non poco…uno si sveglia, fa uno sbadiglio sonnacchioso e scopre l’assenza della banca ore, di cui se ne è opportunamente infischiato fino a ieri, definisce il parere dell’Aran, un mero parere e, così, con un musicale e coreografico schiocco di dita,  si crea l’avatar più bello che c’è e si illude di cancellare la memoria altrui…compreso l’affossamento compiacente di fatti e misfatti relativi all’articolo 9. Si comprende dal punto di vista umano e psicologico, lo choc di chi abituato a fare i comodi propri, con l’avallo “indispensabile” del potere ed impreparato all’improvviso cambio dello scenario, inizia a straparlare, insultare e a dare del maligno a chi non la pensa come prima…Certo…comprendiamo…poi vi sono cose che vanno al di là dell’umana comprensione, come la malafede…e allora…Hasta la suerte companeros!

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