EBBANESIS REGINELLE A CASERTA

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A cura di Dalia Coronato

E’ bbane’, in gergo napoletano indica ‘i soldi’ e ‘sis’ viene aggiunto come ‘sisters’, cioè sorelle. Ebbanesis, due spettacoli di donna con al centro la musica. Elegante e distinta con una voce da fare invidia l’una, secca ma con stile e chitarra alla mano l’altra. Viviana Cangiano e Serena Pisa si presentano in rosso come la copertina del loro primo album, “Serenvivity” e scaldano subito il palco del teatro Parravano di Caserta con “Gira o’ viento”. Il testo del brano che fa da overture – scritto dal cantautore Alessio Bonomo con la musica di Mario Tronco – diventa parte inedita del primo progetto discografico presentato dalla coppia rosa.

Sarà l’esperienza in teatro, sarà la capacità a mostrarsi con scioltezza davanti le telecamere, ma il mix di gag comiche, canzoni napoletane e il ritmo swing sono una miscela esplosiva che accende risate, fa tuonare il pubblico dai giovani ai meno giovani con plauso e incoraggianti approvazioni.

Viviana e Serena hanno trovato il modo di far andare d’accordo la musica napoletana degli anni ‘50 come Carmela, il pezzo sacro di Sergio Bruni, con lo stile americano e “saltellante degli anni ‘30. In versione swing anche il famoso brano dello Zecchino d’oro “Volevo un gatto nero” che non cambia colore ma muta nell’intonazione e diventa A’ jatta nera.

Per amore si aspetta, si spera e si dispera, per amore si cambia, si migliora e a volte si canta. Dai gesti di un’amica che con la ragione combatte il sentimento, Viviana dice a Serena: “Tu si scem si cretin Si tropp innamurat” per poi sbalordire il pubblico e omaggiare un gruppo storico della musica internazionale, i Queen. Le ragazze intonano Bohemian Rhapsody in chiave partenopea ed è subito amore allo stato puro.

Per loro Alessio Bonomo compone il singolo “Pe’mme”, altro pezzo inedito composto intenzionalmente per il duo femminile dal musicista napoletano, noto anche per la sua partecipazione al festival di Sanremo nel 2000. Genialità, allegria e leggerezza sono le armi di seduzione di Serenvivity, ingredienti conosciuti, componenti brillanti alla conquista di un pubblico che fatica a stare in disparte, un parterre che diventa mediatore sulla scena e in continuo dialogo con le artiste napoletane, senza filtri, senza pareti e senza schermature social.