OSPEDALE, CARO DIRETTORE TI SCRIVO…

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(f.n.) – Oggi immaginiamo di essere reduci da un ricovero nell’Aorn di Caserta…immaginiamo di essere stati fortunati, perché la sorte non ha voluto che finissimo in Rianimazione, non ancora almeno…diciamo che, anche questa volta, vivaddio, ce la siamo scansata…naturalmente il racconto di oggi è immaginario fino ad un certo punto…infatti riporta dati e spaccati reali, relativi ad un ricovero autentico e trae spunto  dalle confidenze di una paziente,  che ha soggiornato in un reparto dell’Ospedale di Caserta, un certo numero di giorni. Rispetteremo la privacy della signora che chiameremo Eugenia e che qualche giorno fa ci ha detto: “Mi piacerebbe scrivere una lettera al direttore generale…gli direi che, siccome sono già stata ricoverata in passato, ho potuto notare qualche differenza e mi compiaccio che questo direttore stia apportando qualche miglioramento…ma vorrei richiamare la sua attenzione su un fatto: la plastica prodotta soltanto da me, in una settimana di ricovero,  è stata di circa 28 bottiglie,  32 bicchieri, 24 posate e 28 vaschette di alluminio…il tutto finito nell’indifferenziata ed il tutto…nell’indifferenza generale…Vorrei richiamare l’attenzione del direttore, sulle cifre che io ho citato e che dovrebbero essere moltiplicate ogni giorno, per centinaia e centinaia di persone…Io sono semi inferma e forse… ho troppo tempo per pensare, ma ero davvero dispiaciuta al pensiero di lasciare tanto sporco in giro…ma vede… signor direttore generale, a parte la plastica che un giorno o l’altro ci soffocherà…vi sono cose in questo Ospedale, che non vanno tanto bene…come per esempio…quelli che fumano…” Ahiahahi, la signora Eugenia infila il dito nella piaga….Vietato fumare!, in Ospedale ci sono cartelli ovunque…e ci sono gli addetti all’ antifumo che fumano…ci sono gli addetti all’ antincendio che fumano…e ci sono quintali di cicche per terra, proprio sotto ai cartelli che indicano il divieto di fumo… La signora Eugenia non sa che, da mesi, tentiamo di dire al manager che sono gli operatori in camice bianco che fumano negli studi, nei viali e sui balconi…Non soltanto non sarebbe permesso fumare nell’area ospedaliera, ma si tratta davvero di un atteggiamento assai scorretto. Ha ragione la signora Eugenia quando dice: “Ma vi sembra normale che si vieti ad un paziente di fumare, quando si puzza di fumo peggio di una ciminiera?, ma… il manager lo sa che in qualche altro grande ospedale è vietato persino l’utilizzo di sigarette elettroniche?, invece… nel reparto dove sono stata io per il terzo ricovero, dovevo sentire quell’odore di cioccolato alla vaniglia che veniva da quella sigaretta elettronica, che qualche dottoressa soffiava fuori da quell’aggeggio che fumava al posto della sigaretta…Non va bene così…non va bene per niente…” È vero signora Eugenia…non va bene per niente…questa è una delle cose che non vanno bene per niente! Hasta la vista!

1 commento

  1. Ferrante insieme alla parte sana dell’ospedale ce la sta mettendo tutta per migliorare ad incominciare dalla manutenzione dei giardini. Vedere quegli alberi fa bene al cuore. C’è amore verso il proprio lavoro. E poi ovviamente c’è tanto da fare e lei dottoressa è uno sprono continuo. Ormai lo abbiamo capito. Sembra quasi il Grillo parlante. In fondo lei lo apprezza anche se lo vorrebbe più incisivo. Ma ricordi dove siamo da dove veniamo ed il ruolo marcio di certi elementi. Il cancro è duro da cambattere

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