APERTURA HOSPICE, IL NURSIND INTERVIENE SUI RITARDI

MADDALONI – In merito ai ritardi dei lavori di ristrutturazione dell’Hospice di Maddaloni il Segretario Territoriale del NurSind Antonio Eliseo ed il Responsabile Aziendale Salvatore Grieco, hanno inviato una nota al Direttore Generale dell’ASL di Caserta Mario De Biasio e al Direttore Sanitario De Lucia Sposito Pellegrino.
“Come riporta la stampa cittadina per quanto riguarda la questione dei pazienti terminali Essi ancora non trovano un punto di riferimento assistenziale sul territorio. Infatti i lavori relativi alla nascita della Hospice che dovevano terminare nel luglio 2018 furono rimandati al Maggio di quest’anno. Ma di questa apertura ma di questa storia ancora non si vede la soluzione. I ritardi ed i disservizi non sono più ammissibili perché tutto ciò sta producendo non solo un danno ai pazienti ma sta dimostrando il volto di una Sanità che non ci appartiene per questa Organizzazione, l’umanizzazione della Cura e la Presa in carico del paziente resta aspetti importanti della professione. Ma il dramma dei lavori incompiuti continua con il Presidio di Maddaloni, dove ancora si aspetta una camera calda porta di accesso in sicurezza in Pronto Soccorso per il Pronto Soccorso porta di sicurezza per l’accesso la messa in sicurezza, ne tanto meno si ha la certezza dei lavori di della messa a norma dell’impianto di micro climatizzazione riguardanti la Sala Operatoria. Una nota di denuncia è stata inviata all’ANMDO (Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere), tale nota contesta la persistente gestione precaria della direzione sanitaria dei due siti ospedalieri (Maddaloni e San Felice) , che non garantisce la necessaria politica programmatoria e organizzativa dei due Presidi. La nota continua nel chiedere l’affido di funzioni Apicali a personale dotato di opportune qualifiche. Va rilevato che come per Sant’Agata dei Goti anche il Sindaco di Maddaloni ha chiesto la rimodulazione del piano della rete ospedaliera ed è ancora in attesa della formulazione di un tavolo per discutere e ricercare soluzioni.

Questa è la situazione a Maddaloni intanto stiamo ancora aspettando la nuova allocazione della Centrale Operativa del 118 che ancora non ha trovato i suoi giusti spazi. Quello che oramai risulta evidente che le strutture Sanitarie del territorio di Caserta hanno bisogno di processi strutturali si aspetta l’utilizzo dei fondi dell’ex art. 20.

Un approfondimento a parte andrebbe fatto sulla nuova Università, la più grande incompiuta”.

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