OSPEDALE SAN ROCCO: LA RIVOLTA DEI PEONES!

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IL DOTT. LEONARDO DE ROSA ALL’ATTACCO DEL SISTEMA POLITICO DI GESTIONE DEL NOSOCOMIO: MORETTA E OLIVIERO BOCCIATI SENZA APPELLO 

 –  di Salvatore Zinno – SESSA AURUNCA – “Presso l’Ospedale di Sessa Aurunca sono sospesi gli ambulatori per permettere al personale di andare in ferie. Sta bene! Dal 20 Giugno, cioè oggi al 30 Settembre, solo prestazioni urgenti, cioè solo quelle di pronto soccorso, per tutto il resto si aspetterà 100 giorni. Le Ferie sono sacrosante, per carità, ma benedetto il Signore, e mi mantengo per non bestemmiare, non è cosi che si risolvono i problemi!!!! Alle gravide al sesto o settimo mese che dico? Di ripassare tra 100 giorni? Questa è sempre la sanità scandinava di De Luca! Tra poco diranno ai diabetici che sono guariti e  che l’insulina non è più di moda, ai talassemici di farsi le premute di melograno e a casa manderanno un kit di chirurgia in maniera che ognuno possa auto-operarsi. Grazie signor De Luca, grazie a tutti i politici della nostra Regione e della nostra Provincia, nonché i dirigenti di questa ASL che hanno risolto i problemi delle malattie semplicemente facendo finta che non esistano. State tutti buon. Schiattate é salute.”

Questo è lo sfogo reso pubblico ieri sera tramite il proprio profilo facebook, dal dott. Leonardo De Rosa, ginecologo del San Rocco di Sessa Aurunca.

Letto questo duro pensiero del ginecologo sessano, e conosciuti gli altri attori in questa storia, ci è facile definire il nostro De Rosa un Peones, essendo egli ben carico di qualità ma privo di quel peso politico determinate affinché l’ospedale funzioni in modo soddisfacente.

I nervi sono saltati al dott. De Rosa a causa di un avviso interno indirizzato a “tutti i ginecologi” e al CUP, firmato dal Direttore Sanitario facente funzione, dott. Salvatore Moretta, che recita: “vista la carenza di ginecologi e l’indispensabilità di far fruire le ferie a tutti i medici, fino a nuova comunicazione non sarà possibile effettuare prestazioni ambulatoriali”! Avviso accompagnato da una data di inizio 20 giugno 2019 e una data di fine 30 settembre 2019.

Bene! Anzi, male, malissimo…..

Questo comunicato altro non è che l’ennesimo frutto avvelenato di una gestione inadeguata del presidio ospedaliero San Rocco, portata avanti da un Direttore Sanitario che continua a dedicare uno o due pomeriggi a settimana a questo importante nosocomio, che invece avrebbe bisogno di ben altre attenzioni a causa delle molteplici criticità in carico e a causa, anche, della cattivissima pubblicità fornitagli gratuitamente da uno sparuto gruppo di dipendenti incoscienti e delinquenti che credevano di poter fare i loro comodi solo perché inseriti in organico grazie a vari padrini politici.

Il dott. De Rosa si chiede, giustamente, cosa dirà a una partoriente al settimo o ottavo mese che dovesse presentarsi per un qualsiasi motivo presso il suo reparto. La risposta, per noi, è ovvia e scontata: “gentile signora vada altrove a far nascere il suo piccolo, magari vada ad ingrossare il flusso di partorienti che si recano nelle numerose cliniche private/convenzionate della zona, per le quali non esistono ferie, non esistono festività, non esistono pause…ma solo bilanci, fatture e rimborsi dell’ASL, che altro non è che la Regione”. E guarda caso qualche consigliere regionale che tanto si sbatte il petto per le sorti del San Rocco, ha i figli che lavorano in queste cliniche, contribuendo in maniera egregia ai propri bilanci familiari!

Signori, vogliamo smetterla di prendere in giro la popolazione? Gli anelli al naso sono stati levati da tempo e la politica non se ne è accorta.

La politica degli annunci e degli slogan non ha nessun effetto se poi nei fatti la situazione è disastrosa ed i reparti interrompono le prestazioni ambulatoriali per permettere a tutti di fruire delle ferie!

È inutile continuare a travestirsi da uomo-sandwich e pubblicizzare la fandonia come risultato politico.

Non serve a nulla utilizzare compulsivamente il mezzo dei social per scrivere che al San Rocco va tutto bene e che addirittura, oltre alla TAC di ultima generazione, sono state scaricate anche delle sedie e dei carrelli nuovi….addirittura!!!

Ora i pazienti potranno anche sedersi, meraviglia! Stupore! Ammirazione! Bene, bravi bis…

Questo è ciò che scrisse il sindaco di Sessa qualche giorno fa, intestandosi un merito che nulla a che vedere con la sua funzione, ma è solo il tentativo di distogliere l’attenzione dai seri problemi che affliggono il presidio del San Rocco. Che se ne faranno i pazienti un sedia nuova, quando non hanno la disponibilità di cardiologi a sufficienza per coprire tutti i turni? A che servirà la sedia se il medico radiologo che dovrà leggere il referto della nuova super efficiente TAC, non c’è a Sessa? Cosa se ne fa il paziente della sedia nuova, se avrà bisogno di essere ricoverato in Osservazione Breve Intensiva (OBI) ma i posti letto OBI non esistono – o meglio ci sono solo sulla carta!

Le sedie serviranno agli utenti del San Rocco ad aspettare che tutto ciò non sia più una chimera o venga fatto passare per una gentile concessione; infatti è una concessione l’aver finalmente ottenuto una TAC degna di questo nome, e quando sarà effettivamente operativa sarà sempre troppo tardi. È una concessione l’aver ristrutturato la sala parto. È una concessione anche avere un pronto soccorso che finalmente ha un medico coordinatore che sta provando tra mille difficoltà a tenere in ordine questo primario reparto.

In sostanza, è una concessione avere un ospedale pubblico che sia efficiente al minimo sindacale, oppure il diritto alla salute sancito dalla Costituzione di questo paese è decaduto lasciando il passo agli affaracci delle cliniche private e dei loro politici di riferimento?

D’altra parte, il concetto del “va tutto bene madama la marchesa”, pare non trovi applicazione, a leggere quanto scritto dal dott. De Rosa; permetteteci di ritenere più affidabile il giudizio di un medico come De Rosa piuttosto che i vari suoi colleghi entrati in ospedale per avviso pubblico e magari scelti più per amicizia verso il politico di riferimento che per altre capacità professionali e poi costretti a spiegare perché si assentavano durante le ore di lavoro.

È proprio De Rosa a scagliarsi in maniera chiara contro la sanità scandinava di De Luca, contro i vertici dell’ASL e contro tutti i politici regionali e provinciali, e di conseguenza contro il consigliere Oliviero che di fatto controlla l’ospedale sessano con i suoi uomini piazzati ovunque – su questo concetto ci torneremo a breve con ulteriori argomenti.

Chiudiamo riproponendo al sindaco Sasso due domande già poste qualche giorno fa ed alle quali non si è udita risposta: 1) cosa ne pensa il sindaco della abbondanza di interessi nella sanità privata che lo circondano politicamente e da cui trae il massimo sostegno politico per il prosieguo della sua sindacatura, leggasi ad esempio: il gruppo Schiavone con le sue numerose cliniche private e due consiglieri comunali di cui uno Presidente del Consiglio Comunale a cui l’amministrazione Sasso ha concesso l’autorizzazione per un ampliamento dell’attività in base ad una truffa denunciata da questo giornale; 2) cosa ne pensa del conflitto di interessi del Consigliere Oliviero che ha i suoi più stetti congiunti (figli, nuore, nipoti e affini) impiegati in strutture sanitarie private e accreditate?

La cittadinanza attende ansiosa di conoscere il pensiero del sindaco…al prode dott. De Rosa, tutta la nostra comprensione, stima e vicinanza!

3 Commenti

    • Chiudiamo piuttosto i rubinetti a chi ha marciato e mangiato su questo Ospedale e cominciamo a chiedere conto di ciò che non e stato fatto. Chiudere l’Ospedale significa chiudere gli occhi ancora una volta

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