ARTIME OMAGGIA L’ALTRA BUCARELLI

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A cura di Dalia Coronato

Quando Palma Bucarelli diceva “Questo è in linea con il mio pensiero artistico”, allora il sospiro di sollievo trattenuto fino ud un momento prima lasciava posto al compiacimento per il duro lavoro riconosciuto. Elio Mazzella ospite ad Artime – luogo di incontri culturali e fabbrica di idee creative – racconta dieci anni di amicizia e rispetto nei confronti della prima direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna. L’artista napoletano confessa che “chi osa viene sempre premiato. L’arte è compagna del rischio, ed è la passione che si pone per realizzare i propri sogni a fare la differenza”. Un messaggio lucido e chiaro quello del rinomato pittore cresciuto studiando giurisprudenza e respirando arte in famiglia.

Da sinistra: Angelo Calabrese, Claudia Mazzitelli, Elio Mazzella.

L’incontro organizzato dall’artista Claudia Mazzitelli – in collaborazione con Informazione Cultura e Spettacolo– presenta in anteprima “L’altra Bucarelli”, il volume di Angelo Calabrese che ripercorre gli anni migliori vissuti dalla Signora dell’Arte. “Scienziata, donna, diva. Palma Bucarelli resta un personaggio unico nel contesto del ‘900 e dell’arte contemporanea”, dichiara il professore Calabrese con lo sguardo rivolto all’opera In cima ai miei pensieri firmata da Mazzitelli. Il quadro-omaggio raccoglie diverse opere dei tre fratelli Mazzella e disegna un cappello portato da una donna misteriosa, forse consapevole della propria solitudine.

Il ritrovo in via Abramo Lincoln che raccoglie amici, giornalisti, scrittori e critici d’arte casertani vede la partecipazione di un ospite d’eccezione tra i relatori. Il critico d’arte Giorgio Agnisola trasforma il meeting culturale in un momento di confidenziale condivisione riportando un episodio divertente ed imbarazzante sul primo incontro con la storica dell’arte più amata e temuta dall’universo italiano dell’astrattismo e dell’informale.

“Palma coraggiosa e ostinata,” – continua Calabrese – “ negli anni delle ombre più lunghe, ha saputo conservare l’inflessibilità del carattere ma, al rigore del giudizio ha aggiunto una gioiosa affabilità che ha dato, per oltre un decennio, sapore di vivere alle stagioni avanzate”. Il volume riesce ad analizzare l’onestà intellettuale di una donna che ha cercato di preservare valore e prestigio nel mondo dell’arte, una professione, oggi, difficile da tramandare.