BATTIPAGLIA, ANNO ZERO…BELLEZZE & VERGOGNE CAMPANE

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Di Francesca Nardi

BATTIPAGLIA – L’unica speranza che resta alla comunità battipagliese…forse… è proprio quella lunga e densa scia di fumo acre che la perseguita, che attenta al suo presente ed uccide il futuro…quella lunga scia che nasce e muore e si rigenera e, prima o poi  resterà sospesa e ferma, tra lo sguardo della gente e la libertà di un firmamento sempre più lontano…chissà se quella comunità che qualcuno, correndo in auto, sulla vicina autostrada…avrà creduto di intravedere oltre la cortina di fumo, susciterà infine curiosità… chissà se…quando non ci sarà più nulla da dire…ed anche l’ultima nuvola sarà precipitata,  qualcuno si interrogherà su ciò che è stato, su ciò che avrebbe potuto essere…Da un incendio all’altro…quasi  senza soluzione di continuità… da un ignobile disegno distratto, all’architettura dell’indifferenza, che ti piega scientificamente, senza violenza apparente… senza soluzione di continuità…La speranza sarà forse riposta  nella costanza del male nella sua banalità e quella comunità…quella gente scelta a caso…questo Tibet nostrano…della cui esistenza nessuno sembra accorgersi…Ma quel torpore apparente.. di chi gioca con i bottoni, quell’abitudine alla scacchiera che qualifica e squalifica il potere…fa inorridire…

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  • Dal 23 novembre 2017 giorno della manifestazione alla quale partecipammo pare non sia cambiato nulla…anzi la situazione pare sia sensibilmente peggiorata. La Regione Campania, offrendo lettura di inqualificabile indifferenza, continua a concedere autorizzazioni per l’ampliamento di aziende che trattano i rifiuti senza alcuna autorizzazione e l’ultima, pare sia la Sidergroup con sede a Casoria. Si apprende che la stessa azienda, era stata chiusa l’anno scorso, perché scaricava acque reflue senza le autorizzazioni previste…ciò nonostante, l’azienda chiede l’autorizzazione per l’ampliamento di cui sopra, e bypassando la tiepida opposizione del Comune, lo ottiene, anche se risulta che non vi sia stata alcuna previa valutazione di impatto ambientale…E’ appena il caso di sottolineare che, sarà un caso ma,  quando si tratta di Battipaglia e zone limitrofe, l’ultima cosa che viene in mente a quelli della stanza dei bottoni,  è la verifica  dell’impatto ambientale. La più triste cronistoria degli ultimi anni narra che nel giugno 2017… brucia l’azienda Seleambiente, nel giugno 2018 brucia l’azienda Nappi, nel luglio 2018 si verifica un principio di incendio nello Stir di Battipaglia ed oggi brucia New General Plast…La dimensione al cui interno si agita e si addormenta a ritmi più o meno regolari, la storia immonda dei rifiuti e dell’inquinamento di Battipaglia, è assai ingarbugliata ma non sembra esservi da parte della Regione Campania alcuna volontà precisa di soluzione…anzi vi sono momenti in cui si ha l’impressione che Battipaglia si già stata inserita nel catalogo delle civiltà sepolte, ad uso e consumo del turista mordi e fuggi e dai uno sguardo all’archeologia della monnezza. L’unica realtà figurata che si staglia nel campo dell’immaginazione è che il governatore De Luca, non sapendo come fare a ripulire casa sua getta la munnezza nell’appartamento accanto… In questa strana dimensione “sotto silenzio” si registrano, sovente, fallimenti, cambi societari e non sarebbe da meravigliarsi se vi fossero anche i soliti nomi “fantoccio”…Ricordiamo che dopo il primo incendio di Seleambiente, l’azienda è stata rilevata da Ap Ambiente ed il piazzale al cui interno, l’altra sera si è sviluppato l’ultimo incendio, era di proprietà di Seleambiente, anche se non é chiaro se nel cambio societario sia passato ad Ap o sia rimasto di proprietà della precedente azienda…Come al solito, ogni ipotesi si infrange contro un muro spesso come una “balla di  monnezza”…appunto…Del resto, la stessa autorizzazione ad Ap Ambiente è stata oggetto di contestazione da parte delle associazioni ambientaliste di Battipaglia.Esiste inoltre un’ordinanza del Comune di Battipaglia, che ordinava lo sgombero del piazzale, con la concessione di due ulteriori proroghe che dovrebbero essere scadute a maggio 2019 e la sindaca di Battipaglia Cecilia Francese ha quindi dichiarato che, poiché l’azienda non aveva ottemperato all’ordinanza, ha trasmesso gli atti a Provincia e Regione.
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  • Quante volte la comunità battipagliese è scesa in piazza per chiedere giustizia ed almeno la possibilità di sopravvivere….Scrivemmo dello sciopero generale del novembre 2017 contro un nuovo sito di compostaggio e a distanza di due anni desideriamo riproporre l’articolo…come si dice: per coloro che si fossero messi in ascolto adesso…:
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  • “Nonostante… cittadini, comitati e maggioranza consiliare, abbiano con forza contestato la decisione del governatore De Luca, di impiantare un sito di compostaggio nello Stir, unico impianto pubblico all’interno di una rosa di impianti privati che costellano un morso di terra tra Battipaglia ed Eboli, come pietre miliari a memoria della condanna di un territorio, il potere, imbracciato come un fucile di precisione, ha colpito ed affondato il diritto alla salute, alla vita, al dialogo, alla democrazia. Il fatto è compiuto…Il progetto dell’impianto in questione, redatto dalla EcoAmbiente Salerno Spa, era stato benedetto e consacrato fin dallo scorso mese di marzo, da Regione e Provincia, firmatari di un accordo di programma  che, infischiandosene de facto del Comune di Battipaglia, del suo sindaco in rosa e della sua eventuale opposizione, doveva apparire  come uno strano “passo a due”, visto che la Provincia è la proprietaria della EcoAmbiente…Ma non finisce qui, poiché lo stupore e la meraviglia affondano nel silenzio circostante, in cui si agitano, assai debolmente, associazioni ambientaliste come l’onnipresente Legambiente, probabilmente impegnata, per l’occasione, nella tutela della “mosca cocchiera”, la cui direzione del traffico degli elefanti, risultava utile al mantenimento dell’ecosistema…Risulta inoltre, decisamente una presa in giro di proporzioni ciclopiche, l’audizione del 16 ottobre scorso dinanzi alla Commissione Regionale Ambiente, alla quale era stata invitata la prima cittadina  Cecilia Francese ed i rappresentanti del comitato “No all’impianto di compostaggio”…per discutere sulla questione…Ma  non si comprende infatti, di cosa avrebbero dovuto discutere, al di là dell’immortalità dell’anima, questione sempre attuale, visto che le buste relative alla gara d’appalto, erano state aperte il giorno prima e la notizia che i lavori di realizzazione dell’impianto, sarebebro stati affidati alla Monsud di Avellino, era già qualcosa più di una semplice ipotesi. L’ampliamento e la trasformazione dell’ex Cdr a sito di compostaggio è quindi una realtà in progress…Sullo sfondo, continuano ad insistere i grandi interrogativi: quale sarà l’atteggiamento della maggioranza consiliare praticamente “stracciata” dall’indifferente arroganza del Governatore e dal suo vice Bonavitacola? Quale sarà la spiegazione da parte degli attuali signori della stanza dei bottoni, per il mancato rispetto del protocollo d’intesa Bassolino-Liguori? Sembrerebbe tardiva ogni considerazione, alla luce del silenzio con cui si è subito un protocollo d’intesa dal quale sono stati esclusi il Comune, i cittadini, le associazioni ed i comitati, ma non è mai troppo tardi per ritrovare quell’orgoglio mortificato che dovrebbe aiutarci a risalire la china, lungo la quale siamo rotolati miseramente. Ed è appena il caso di sottolineare, prima di chiudere questa seconda puntata, che nel corso dell’audizione del 16 ottobre u.s., oltre all’atmosfera greve dell’arroganza del grande governatore assente, è stato possibile registrare il saggio di fantasia di cui ha dato prova il suo vice Bonavitacola, quando ha dichiarato che le discariche, quelle che da anni sono coperte da teli stracciati e  per la cui bonifica non ci sarebbero i fondi, sono monitorate… E non finisce qui…poiché se non c’è Dio senza De Luca-Allah, Maometto – Bonavitacola è sicuramente il suo profeta ed a quest’ultimo non ha fatto né specie e né vergogna, calpestare la verità ed offendere i suoi stessi conterranei…Non soltanto ha preannunciato che il quantitativo di umido da sversare nel prossimo futuro aumenterà considerevolmente, ma che il sito in questione si farà e le Loro Grazie non permetteranno a nessuno di impedirlo! Bravo Bonavitacola! E’ così che si passa alla storia…stringendo nel pugno i diritti altrui e facendoli spurgare nell’alveo regio fognario della prepotenza! Il vicepresidente ha inoltre ironizzato sull’operato del comitato che, secondo il suo illuminato parere, non distinguerebbe un bidone della spazzatura da un sito di stoccaggio …Bonavitacola, bravo un’altra volta! E’ addirittura spettacolare la sua fedeltà al padrone…ma dovrebbe a questo punto, offrire le prove della sua buona fede, dinanzi alle quali, noi tutti ci inchineremmo…dovrebbe infatti trasferire la sua abitazione all’interno di quei caseggiati, ubicati nell’area adiacente allo Stir e respirare a pieni polmoni, come pretende che faccia il resto del mondo…In fondo cosa sarà mai un sito di compostaggio???? Non si tratta mica di una centrale nucleare!!!!
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  • E’ inoltre appena il caso di ricordare che:

Secondo l’indagine della Regione, Battipaglia ha tre siti potenzialmente contaminati e altri venti sono in attesa di analisi approfondite

Nel sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti situato in località Castelluccio di Battipaglia è stata riscontrata la presenza di gravi contaminanti ambientali quali idrocarburi e policlorobifenili (PCB), in concentrazioni tali da giustificarne l’inserimento nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati (CSPC) della Regione Campania. Questo è quanto emerge dall’aggiornamento delle tabelle del Piano regionale di Bonifica Dgr 129/2013 approvato il 28 dicembre 2017 dalla Giunta Regionale della Campania con la delibera n. 831.Il sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti del Castelluccio è da molti anni al centro dell’attenzione di ambientalisti,  movimenti politici e comitati di cittadini che, nel corso degli anni, hanno più volte segnalato e denunciato il grave rischio di inquinamento ambientale connesso alla inidoneità del sito. La presenza di sostanze nocive quali idrocarburi, in particolar modo di policlorobifenili, conferma le urgenze denunciate in passato, in quanto trattasi di sostanze altamente tossiche, difficilmente degradabili che si accumulano nell’ambiente e nella catena alimentare. Ora sarà interessante capire l’insieme delle attività che verranno messe in atto per ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da conseguire le informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza e bonifica del sito nonché risalire ai responsabili di tale inquinamento.

Oltre al sito Castelluccio, nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati presenti sul territorio di Battipaglia, ritroviamo l’ex punto vendita di carburanti dismesso Q8 situato  nella località Taverna e la stazione ferroviaria lotto ovest ed est per l’abbandono incontrollato di rifiuti; sito già inserito nel 2013 nel censimento dei siti in attesa d’indagine. Il sito Q8 era  già presente nel Piano  Bonifiche del 2013, nel censimento dei siti potenzialmente contaminati.

Nulla di nuovo per quanto riguarda  l’elenco dei siti in attesa d’indagine: di fatto vi ritroviamo ben 20 casi già noti nel Piano Bonifiche precedente: Caputo Nicola (Autodemolitore); CgsArl (Impianto Trattamento Rifiuti); Ecorab (Impianto Trattamento Rifiuti); Impianto Stir (Impianto Trattamento Rifiuti); Ex P.V.C. Q8 (Punto Vendita Carburanti Dismesso); Comune Via Plava (Attività Produttiva Dismessa); BitmoilSrl (Attività Produttiva); Sud PlastSrl (Attività Produttiva); I.Co. Inerti Srl (Attività Produttiva); Eco Service Rigenerazioni (Attività Produttiva); Co.Me.G. Srl (Impianto Trattamento Rifiuti); RiBa Sud Srl Attività Produttiva; Inerti AdinolfiSrl Produttiva; Ma.Ce. Srl Attività Produttiva; Marigliano Bernardo Attività Produttiva; Nappi Sud Servizi per Aziende Impianto Trattamento Rifiuti; Ecopneur Autodemolitore Rifiuti; New RigeneralPlasSrl Attività Produttiva; Loc. Via Plava (c/o costruendo parcheggio) Attività Produttiva Dismessa; Sito di stoccaggio di Balle Zona Industriale. Nell’elenco riportato troviamo diciotto attività private, un’attività pubblica (lo Stir), e un sito la cui proprietà risulta non nota (stoccaggio di balle in zona industriale).

Dunque il territorio di Battipaglia compare con tre siti nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati e con venti siti sub iudice. Anche la discarica consortile di Grataglie-Castelluccio (codice 5050C001), situata nel territorio di Eboli ai confini con Battipaglia, risulta dal 2013 nell’elenco dei siti in attesa d’indagine. Per ora nessun sito appare nell’Anagrafe dei Siti da Bonificare da parte della Regione Campania. Il censimento dei siti potenzialmente contaminati contiene l’elenco di tutti i siti d’interesse regionale, per i quali sia stato già accertato il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione. Quindi le tre aree individuate a Battipaglia sono oggetto di accertamenti quali caratterizzazioni e messa in sicurezza. Nel caso in cui le concentrazioni dei contaminanti presenti nei siti risultino inferiori alle concentrazioni soglia di rischio i siti saranno classificati “non contaminati” ed il procedimento di bonifica avviato si concluderà. Nel caso invece che le concentrazioni dei contaminati presenti nei siti risultino superiori alle concentrazioni soglia di rischio i siti saranno classificati “contaminati” e scatterà l’obbligo di bonifica”.