REGGIA DI CASERTA, LETTERA APERTA A TIZIANA MAFFEI

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Tiziana Maffei

di Costantino Beltrami

Sulla pagina facebook dell’Archivio di Stato di Caserta, è stato pubblicato il seguente post che riportiamo integralmente: “A seguito di un cordiale incontro tra il dott. Raffaele Traettino, direttore dell’Archivio di Stato di Caserta, e la direttrice della Reggia, l’architetto Tiziana Maffei, si consolida la cooperazione tra i due Istituti culturali. La Reggia e l’Archivio di Stato regolamenteranno la collaborazione già avviata da diversi mesi; in particolare, l’Archivio di Stato assicurerà le competenze tecnico-scientifiche per lo studio dei fondi, l’elaborazione di strumenti di ricerca e la valorizzazione dei rispettivi patrimoni documentali. La Reggia fornirà supporto alla corretta conservazione del materiale cartaceo. L’Archivio di Stato avvierà anche un percorso che lo condurrà ad integrarsi con l’offerta culturale della Reggia”. Sulla “disinvoltura” del direttore dell’Archivio di Stato, sull’abilità con cui nasconde i misfatti del Mibac siamo già edotti, ma siccome riteniamo che la neo direttrice della Reggia non sappia quanto marciume c è dietro la vicenda dell’Archivio di Stato di Caserta, noi vogliamo informarla, per poi dover trarre le dovute conseguenze valutando cosa farà. Gentile architetto Maffei, come lei dovrebbe sapere, l’Archivio di Stato è parte integrante del museo della Reggia di Caserta ed esercita le proprie competenze sull’Archivio storico della Reggia punto 4.3 pagine 41-42 tavole 35-36-37 della legge istitutiva del museo della Reggia del 2014. Purtroppo da anni, l’Archivio della Reggia è “il core business” dello scandalo archivio. Sarebbe interessante conoscere gli importi ingenti, finanziati dalla Regione Campania per la digitalizzazione e a quanto ammontano i finanziamenti al COSME osservatorio sul mezzogiorno ubicato presso la Università Luigi Vanvitelli. Ben venga la collaborazione tra Archivio di Stato e Reggia, ma usciamo dall’ambiguità e diciamoci le cose come stanno: le “carte della Reggia” sostituiscono un enorme potere, oltre che un fiorente “business”, se vuole dare una svolta, esse devono rientrare nelle piena disponibilità dell’Archivio di Stato, senza ibridi cui siamo abituati da decenni. L’Archivio di Stato necessita di una sede consona e operativa: gentile direttrice si adoperi per far adeguare gli spazi ex aereonutica, vede qualche buontempone pensa di poterci fare altro, metta mano ai lavori dell’Emiciclo ex Pollio. Nel lontano 1995 la Pollio fu assegnata all’Archivio di Stato di Caserta, ma attenzione, non perché lo divenisse realmente, ma perché si attivassero continui ed ingenti finanziamenti. Era solo un pretesto per fare clientele politiche, lo aveva ben capito l’ex Direttrice Imma Ascione che si oppose con le sue forze a tale disegno. Queste cose accadevano quando l’ex sottosegretario Nicola Cosentino era uomo di Governo, ma non sono cambiate affatto con l’avvicendarsi dei governi di altro colore politico. Dal 1995 ad oggi sono stati sperperati oltre 30 milioni di euro, senza che si sia completato un millesimo del piano di restauro. Oggi ad aggravare il tutto c è l’intervento della corte dei Conti. La Reggia ha spazi immensi, in via liberandi e liberati, tali da poter accogliere l’Archivio e la Biblioteca, che la scorsa estate fu spedita a Benevento dall’ex DGA Gino Famiglietti. Abbiamo assistito alla distruzione totale dell’Archivio da parte del Famiglietti, senza che nessuno muovesse un dito, abbiamo assistito alla violenza con cui l’ex DGA ha allontanato la dottoressa Luigi Grillo ex direttrice dell’Archivio, rea di avere difeso l’Archivio e lottato per salvarlo. Ora lei da che parte vuole stare? Noi ci auguriamo dalla giusta, ma lo vedremo a breve. Nell’incontro intrattenuto con il dottor Traettino è stata informata che le carte dell’Archivio stanno marcendo a Via dei Bersaglieri, sede “provvisoria” dal 1972 al costo di 200.000 euro annue? Le ha detto che oggi l’Archivio non ha una sala studio? Che è un anno da quando sono iniziati i lavori per l’allestimento di una sala studio provvisoria negli spazi ex aereonautica e che si è in attesa di un certificato di collaudo che non arriva? Le ha detto che l’avocazione dell’ex DGA ha peggiorato tutto? Furono giustificati appalti d’urgenza, inutili e ingenti spese, addebitando, subdolamente, alla gestione della Grillo la stessa situazione di pericolo che la stessa denunciava da anni e dalla quale non si è ancora usciti fuori, dalla quale non si vuole uscire, ma che oggi si vuole solo nascondere, così come si è fatto per tanti anni. Non si lascia Viale dei Bersaglieri, non ci si trasferisce alla Reggia, si lanciano proclami falsi e si continua a peggiorare la situazione e si paga un fitto alla società Italarchivi di Pastorano. Le ha detto il dottor Traettino che esiste un Comitato pro Archivio che si batte da anni, al quale il Ministro Bonisoli come i suoi predecessori non ha mai risposto, nonostante reiterate denunce? Nel marzo 2018 il Comitato Pro Archivio ha inviato un esposto al ministero, cui è seguita una ispezione del dottor Gabriele Capone, oggi soprintendente archivistico della Campania, che per l’Archivio di Stato di Caserta, come il suo predecessore dottor Paolo Franzese, non ci pare si stia dando da fare. Appalti, lavori e business Archivio Reggia questa è “la cultura” a Caserta. Gentile Direttrice, nei prossimi giorni pubblicheremo in esclusiva tutti documenti, le relazioni dell’ ex ispettore Capone, ex capo di gabinetto del sottosegretario Antino Cesaro, oggi docente alla Unicampania Luigi Vanvitelli e dimostreremo, carte alla mano, che la distruzione dell’Archivio di Stato di Caserta è stata progettata e organizzata a tavolino e l’archivio della Reggia è una delle motivazioni di tale scempio. Ci pensi dunque, rifletta come e dove schierarsi. Noi siamo pronti ad “aiutarla” a comprendere. A lei la scelta di campo. Noi speriamo nella discontinuità.