TULLIO DE PISCOPO TRASCINA CON LA STORICA BATTERIA E OMAGGIA PINO DANIELE

0

di Jenny Longobardi

CASERTA – Una notte calda quella di ieri, 14 agosto, resa incandescente dalle sonorità percussive e dall’energia di Tullio De Piscopo, grande maestro e musicista strumentale riconosciuto per essere lo storico batterista e amico di Pino Daniele.
In una piazza gremita in occasione della Festa della SS. Assunta in località Falciano di Caserta, il grande De Piscopo

Falciano (Ce) – in foto Tullio De Piscopo

batterista, cantautore, percussionista e bandleader italiano, ha saputo trascinare il pubblico tra le ferventi sonorità passando dal jazz al rythm blues, dal pop alle atmosfere etniche di una batteria in evoluzione. Successo per i pezzi più conosciuti “Andamento lento (1988)” e “He’ fatte ‘e solde, eh? (1985) incorniciati dai suoi racconti. Tra gli aneddoti di una vita vissuta nel segno della musica accanto ai più grandi autori e musicisti italiani e stranieri di tutti i tempi, il magnetico Tullio De Piscopo ha trovato il tempo di dialogare con il suo pubblico e di interagire, lasciando anche un messaggio importante. Fondendo musica e parole nel brano “Un sorriso vale tanto”, canzone che lui stesso ha definito profetica e che si é resa oggi più che mai attuale, Tullio De Piscopo ha incentrato la sua performance sul valore dei legami e del saper coltivare le relazioni donando un sorriso agli altri, sempre.

A metà degli anni Settanta De Piscopo è stato uno dei batteristi più ricercati negli studi di registrazione italiani; ha collaborato con grandi musicisti e cantanti, quali Adriano Celentano, Mina, Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi, Mino Reitano, Toto Cutugno, Roberto Vecchioni, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Domenico Modugno, Lucio Dalla e i New Trolls Atomic System. La sua batteria é stata apprezzata da Astor Piazzolla nell’album Libertango e il sound Neapolitan lo ha reso riconoscibile ovunque nel mondo. Un piccolo genio che ai tempi di una TV primordiale immaginava già quella a “36 canali”, come annunciato in un altro celebre brano “Stop bajon”.