LAUDADIO DIPINGE CON PAROLE E MUSICA UN BORGO D’ARTE

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A cura di Dalia Coronato

Tony Laudadio chiude la 47esima edizione di Settembre al borgo riscaldando l’aria settembrina che lascia l’estate alle spalle. L’attore internazionale nato a Caserta, con un testo inedito mostra al pubblico di Un borgo di libri l’opera dedicata al quadro più famoso di Pablo Picasso. Dall’unione di musica e parole nasce “Nero Sangue”, un testo accompagnato da suoni in chiave acustica, un racconto che ri-dipinge con le corde di una chitarra e omaggia l’altra faccia del Guernica, la parte nascosta sotto gli strati di bianco e nero, sotto l’ostentazione dell’orrore umano.

Il racconto di una storia che oscilla tra l’ordinario e la follia coinvolge due amici, un musicista e un critico d’arte, Giorgio. Quest’ultimo meglio conosciuto come il vandalo che con una bomboletta spray di colore rosso, imbratta la tela più famosa dell’artista spagnolo per “correggere” il dipinto. Un atto di presunzione o un’insensata pazzia? Una consapevole incapacità di superare i propri limiti o un’ambizione sfrenata?

L’autore coinvolge il pubblico con l’arte delle parole e con il sentire comune della musica e illustra – attraverso il gesto folle di Giorgio – come “ La realtà non è mai perfettamente spiegabile, perfettamente interpretabile”. Laudadio con il proprio scritto supera il bianco e nero dell’opera, riesce a non seguire i puntini che tracciano il disegno immaginato, ricopre il ruolo geniale dell’artista a trecentosessanta gradi solleticando tutte le note del sentimento umano e scava nella logica della follia. E mentre la sua voce intona canzoni conosciute come “Azzurro” di Celentano, “Scalinatella” di Roberto Murolo, “Halleluja” di Leonard Cohen , la parola improvvisa abbatte le difese sorrette dalla ragione e oltrepassa, a differenza di Giorgio, il punto estremo dell’equilibrio sopra la follia. “L’arte costruisce ponti per la collettività” conclude l’attore durante l’intervista moderata dalla giornalista Daniela Volpecina e il teatro diventa balsamo che modella la collettività restaurando l’unione tra i popoli. L’evento dedicato alla letteratura e segnato dalla presenza giovanile dello staff di Luigi Ferraiuolo chiude il cerchio di una rassegna che mai come quest’anno accende luci di speranza nelle strade nebulose del borgo di Casertavecchia. Il direttore artistico di Un borgo di libri conclude affermando che “Caserta ha fame di eventi che fanno riflettere come questo, ma il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di poter parlare a tutto il Paese. Il merito del successo di Un Borgo di Libri è frutto anche della collaborazione dei laureati dell’Università Luigi Vanvitelli, che hanno collaborato con me, e della libertà creativa con il sostegno continuo dell’Amministrazione comunale”.

Foto a cura di Gianfranco Carozza

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