SETTEMBRE AL BORGO, RIDOTTA A UNA FESTA DI PIAZZA … CUI PRODEST?

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MARINO, CASALE E PETRILLO SONO DA CANDIDARE AL NOBEL PER LA CULTURA, TANTO È TUTTO GRATIS!

di Federico Grimaldi

Spenti i riflettori sulla 47^ edizione del Settembre al Borgo, adesso rimangono solo le ombre, ombre scure ed enormi che hanno accompagnato la kermesse casertana già dalla stesura del suo progetto. Quello rifatto due volte, quello con le voci specifiche per ogni singola prestazione artistica o professionale, quello in cui è stata conteggiata ogni singola asse di legno del palco o dei led delle luci, come i costi per la grafica e i manifesti, quelli per il web e l’ufficio stampa, insomma … un progetto dettagliatissimo, in cui vengono addirittura indicati i fornitori. Roboante il progettone, infarcito di paroloni e di buoni propositi, sembra il programma elettorale del politico doc … e come questo viene naturalmente disatteso. Incoming, turismo, cultura, parole buttate a caso unitamente a delle cifre ad capocchiam, messe insieme solo con la missione di giustificare il finanziamento regionale. Un finanziamento che alla fine non si basa sulla proposta progettuale, ci mancherebbe … ma bensì su di una mera spartizione legata a questo o quell’altro sponsor politico, e per questo motivo poi ti trovi finanziate anche la festa di piazza o la sagra di paese, ma così deve andare … purtroppo. Perché la cosa strana è che Caserta pur vantando un festival di ben 47 edizioni, non è mai riuscita a istituzionalizzarlo, chissà perché? Forse perché non gli conviene? Perché finirebbe l’affidamento clientelare dei vari appalti? Perché la suspence serve, eccome se serve, in fondo questa favorisce la regalia diretta agli amici degli amici. Tuttavia, Ravello o Giffoni possono contare già da un po’ su cospicui, ciclici e sicuri finanziamenti da parte della Regione Campania, Caserta invece no! Eppure, nel 1970 un gruppo di uomini e donne di cultura, frequentatori di quella Casertavecchia ancora genuina e che nel 1960 assurse al titolo di cittadella medievale con tanto di decreto ministeriale, sinergicamente e per competenze specifiche, cominciarono ad organizzare quello che sarebbe stato poi il Settembre al Borgo. La scelta del mese di settembre non fu casuale, ma concertata scientificamente, affinché la neonata manifestazione non si “scontrasse” con il festival per eccellenza, quello di Spoleto, che si teneva tra la fine di giugno e metà luglio, e questo a casa nostra si chiama lungimiranza. La prima edizione vide la luce nel 1971, dal 16 al 19 settembre, con un cartellone che racchiudeva il meglio della danza, della musica e del teatro. Un successo annunciato, tanto che i giornali parlavano della “Spoleto del sud”. Ma cosa è rimasto dello spirito iniziale dei fondatori del Settembre al Borgo? Poco, se non niente, questo possiamo tranquillamente affermarlo, e quest’ultima edizione ne è la conferma. La 47^ edizione del Settembre al Borgo è stata “raffazzonata”, autoreferenziale, pretenziosa e senza un filo conduttore che ne giustifichi le scelte artistiche, messa insieme scartavetrando il fondo del barile e giocando sui day off, tanto per mettere qualche nome sul cartellone con dei cachet esagerati. Poi a pioggia, sono stati buttati qualche migliaio di euro qua e là per gli artisti locali, così nessuno si lamenta, e garantita la passerella per i soliti notabili cittadini. “E’ tutto gratis, è tutto gratis”, sottolineava il sindaco di Caserta durante la conferenza stampa, che è un po’ come dire a caval donato non si guarda in bocca. Con il sorriso che lo contraddistingue, che a seconda delle angolazioni assomiglia più ad un ghigno, Marino intortava, … pardon … imbastiva uno dei suoi soliti interventi, uno di quelli dove si parla di futuro, vision, giovani e territorio, insomma il meglio del suo repertorio, uno di quegli interventi da oratore consumato che dopo che lo hai ascoltato per un’ora  senza aver capito niente te ne torni a casa soddisfatto, ma per quelli ormai abituati questo tipo di discorsi del primo cittadino, questi hanno la valenza della tentata vendita di pentole antiaderenti proposta dall’imbonitore di turno sul bus per la gita a Pietralcina, anche se ad onor del vero, il nostro amato sindaco, non ha lesinato in complimenti e sperticamenti per i suoi sodali, è stato molto attento a compiacere la sua cricca e la sua stampa di riferimento che puntualmente ricambia tessendo le lodi al primo cittadino ed anche agli assessori, incensandoli così tanto che pare sia arrivata una missiva da Stoccolma che li individua come prossimi candidati al Nobel per la cultura. Ma in realtà si è trattata della solita manfrina, tutto fumo e con l’arrosto solo per pochi … e che arrosto! La gratuità degli eventi, in realtà non presuppone che si possa per questo sperperare il denaro pubblico, magari imbastendo un ripetitivo e sospetto rapporto di lavoro solo con alcuni operatori del settore, tanto che sembra che questi abbiano ormai l’esclusiva per ogni evento che l’amministrazione comunale organizza, e questa strana coincidenza potrebbe portare a immaginare che di fatto questi abbiano istituito un vero e proprio cartello, questo sempre in barba alle gare, alla trasparenza e alla legalità. Ormai, il giochetto è di dominio pubblico e potrebbe anche aver stancato, come la strafottenza e la faccia tosta degli amministratori che ancora continuano a propagandare questo tipo di Settembre al Borgo, che nemmeno lontanamente si avvicina allo standard dei precedenti, come un evento utile all’implementazione dell’indotto turistico, così come alla promozione culturale in sinergia con le realtà monumentali e storiche patrimonio del territorio e perché no,  anche funzionale all’economia cittadina … Ma fateci il piacere! Come può un evento, che viene pubblicizzato con una conferenza stampa promossa solo 5 giorni prima dell’inizio della manifestazione, richiamare i turisti e fare incoming (come dicono quelli che parlano bene). I turisti presenti nelle strutture ricettive cittadine, o che hanno frequentato i ristoranti, sono venuti a Caserta a prescindere e non grazie a Settembre al Borgo, che rimane una festa di piazza con concertino annesso, conosciuta forse solo dai casertani, e che non apporta nessun valore aggiunto al settore del terziaro, che annaspa ormai da tempo nella palude dell’incompetenza amministrativa, ma che continua coraggiosamente a operare illudendosi di vivere in una Città Turistica? Ma vuoi vedere che forse quella decina di poster, affissi proprio lo stesso giorno della conferenza stampa, negli espositori in giro nella città e spesso nemmeno su tutte e due le facciate disponibili, avrebbero dovuto essere, nella fervida immaginazione dell’assessore Casale, la spettacolare e innovativa piattaforma pubblicitaria per diffondere urbi et orbi il programma di Settembre al Borgo?  Ma era questo il battage promozionale previsto? Dove sono finiti i mega cartelloni 6×3, i manifesti, le brochure … e le locandine? Le pubblicità sui giornali di tiratura nazionale o almeno regionale … dove sono? Eppure, qualche soldino per la comunicazione nel progetto era stato appostato, ma come li avranno spesi? Ma che ci frega tanto è stato tutto gratis! Infatti, nell’immaginario collettivo dei casertani quelli sperperati per questo tipo di interventi non sono soldi loro, e il fatto che questi vengano così malamente utilizzati è una cosa che non li tange. Qualcuno però ha provato ad aprire gli occhi, ha raccontato, ha raccolto prove e informazioni, così tante che queste almeno avrebbero dovuto sollecitare anche un piccolo sospetto nel casertano medio. Ma forse, il casertano medio è questo ciò che vuole, in questo putridume lui ci sguazza, gli è indifferente che un patrimonio come il Settembre al Borgo, perché quel marchio è un patrimonio, sia declassato a festa di paese, anziché diventare un appuntamento di rilevanza almeno nazionale o almeno un’opportunità. Perfino quelli che si definiscono onesti intellettualmente, fanno finta di girarsi dall’altra parte, del resto anche loro sono stati invitati a dividersi la torta della visibilità, sono quei radical chic di Terra di Lavoro, sempre pronti a parlare del nulla e a scambiarsi like sui social per rimanere à la page, anche loro sono spariti tra le ombre, ma sono sempre pronti a riapparire per godere di un po’ di luce riflessa, tra una siringhina di botulino e una messa in piega. Però, intanto, purtroppo o per fortuna, anche quest’anno il Settembre al Borgo è finito, i giochi sono fatti, i riflettori si sono spenti, le ombre riammantano il borgo medievale, ma in lontananza ancora si sente una voce che grida “è tutto gratis … è tutto gratis” … e intanto se la ride … anzi ghigna.

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