VERSO LA VIA DELLA SETA PASSANDO PER IL DEGRADO

0

di Francesca Nardi

Per raccontare sciocchezze non è necessario un gran coraggio…è soltanto una questione di spessore… del bronzo facciale di coloro che sguazzano nello stagno delle parole abusate, di quelli che prendono i sogni e li riciclano, indipendentemente dalla realizzazione, di quelli che fanno i navigator delle belle speranze…(adesso “si porta molto il vocabolo “navigator” di cui nessuno conosce il significato, neppure Di Maio”)…e si riempiono i polmoni d’aria… Insomma…purché le parole siano quelle dal tono giusto, per incantare e stupetiare l’uditorio…Ma c’è un limite a tutto e a tutte le nefandezze del pensiero e delle intenzioni. Siamo in piena dimensione futurista…dal navigator appunto, alla Via della Seta…per la gioia dei nostri amministratori locali, che non hanno perso un minuto, per infilarsi nell’imbuto delle frasi ad effetto, che evocano chissà quali magie…e speriamo che le evochino al punto di consentire a tutti noi, di librarci nell’aria e procedere verso il nulla promesso, senza sfiorare il suolo e sarà un bene per tutti, visto quello che c’è a quattro passi da qui…intorno al nostro scontento…si corre il rischio di rimanerci impiantati a vita…Ovunque si vada o si desideri andare…è monnezza…coloratissima  e nauseabonda monnezza…e non ci sono scioperi che tengano o ragioni che valgano, a giustifica della monnezza…non c’è nulla su cui ragionare, al di là dei mucchi putridi che ostacolano persino la voglia di far finta che non ci siano… e la città affonda inesorabilmente nei propri rifiuti…Dai filari di carta senza soluzione di continuità, che decorano le strade “bordo muro”, alle isole infestate da ratti, zanzare e mosconi…che interrompono la monotonia quasi monocolore, delle strade appena fuori dalla porta centrale, l’ensemble è quasi una sinfonia di strumenti muti d’accompagnamento al nostro viaggio, verso un grosso supermercato alimentare frequentatissimo in zona Asi…c’è da farsi passare la voglia di mangiare per sempre…Ma ti consoli per forza di inerzia e pensi che, magari in città, le cose vanno diversamente e ti immergi con il cuore ed la mente nella city, dove lo spettacolo riesce ad essere, in proporzione, ancora più devastante….Quello che dovrebbe essere un prato laterale a Viale Carlo di Borbone, gioia per gli occhi del visitatore, è soltanto una sterpaglia piena di mosche e monnezza… Una città lurida in tutte le sue articolazioni stradali…A via Santa Commaia per giorni e  giorni il mucchio di stracci e rifiuti indifferenziati si è alzato ed abbassato, secondo lo scuorno dei cittadini e degli addetti ai lavori….Via Unità d’Italia brilla per l’eccellente manutenzione delle sue fioriere e la pavimentazione artistica dei marciapiedi, per non parlare del ridente campo di fieno, inframmezzato di luridume, che troviamo lassù lungo il frequentatissimo viale Beneduce…e voi parlate, parlate roteando gli occhi compiaciuti, della Via della Seta, del settembre al Borgo dei nostri stivali delle Mille leghe, delle convention del giorno che verrà, del futuro roseo e dei “cretini” che parlano male di Caserta…mentre qualcuno, infilando perle sulla vostra efficienza suggerisce che dal 1993 non aggiornate il registro del patrimonio immobiliare del Comune…la qual cosa evoca strane leggende, maleodoranti esattamente come la monnezza…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui